CRONACHE DAL METAVERSO – LA BASILICATA IN CRAFT WORLD

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CRONACHE DAL METAVERSO – LA BASILICATA IN CRAFT WORLD

DI  Lorenza Colicigno

Abbiamo parlato nelle precedenti rubriche con alcuni esploratori – abitanti dei mondi virtuali per capire e definire il metaverso nella sua dinamica concettuale e tecnologica, e ho constatato che più si cerca, più questo termine diventa ampio, anzi, come dice Rubin Mayo aka Marco Rabino, che da decenni e con estrema disinvoltura è un abitante attivo di SecondLife, di Craft World, di AltSpaceVR e altri mondi ancora, non si può parlare di metaverso, ma di metaversi, o, come dice Rosanna Galvani, gallerista e operatrice culturale in SecondLife e in Craft World, di multiversi. Concordo su questa visione plurale che ha già da tempo infranto la dimensione unitaria e univoca del tradizionale universo per aprirsi a infinite possibilità, sia sulla spinta della letteratura fantascientifica e cyber sia della ricerca scientifica, astrofisica e astronomica, ambiti diversi ma legati in una catena ininterrotta di opportunità nella ricerca del nuovo; io parlerei di metamondo, definizione già attestata nella Repubblica del 7 gennaio 1997, in Prima pagina da Michele Serra, con la grafia meta-mondo. Che ne dite? Sarebbe meglio parlare di metamondi.

Il termine singolare metaverso, entrato recentemente nel linguaggio comune,  esprime, comunque, l‘esigenza sociale di racchiudere ciò che è sconfinato in un unico luogo concettuale, in questo caso in un luogo tecnologico, per questo più facile da immaginare, da pensare, proprio se ricondotto ad un unicum; ed è per questo che io stessa ho preferito utilizzare questo termine per la mia rubrica, che intende parlare a un pubblico ampio, non necessariamente competente, piuttosto da interessare che già interessato. Come questo termine sia collegato al marketing lo dimostra la spinta divulgativa che Zuckerberg sta creando e che, a quanto pare, crea ancora più domande che risposte; metaverso indica concettualmente, come ho detto, un luogo unitario, quindi più facile, almeno nelle intenzioni, da dominare mentalmente, mentre metaversi lascia spazio alla visione di spazi liberi e plurali, forse un’utopia, visto che i capitali necessari e gli interessi finanziari che si muovono alla conquista della tecnologia della comunicazione e delle relazioni immersive sono ingenti e posseduti da pochi. Forse non resta molto spazio di libertà agli utenti, ma è importante che tale spazio venga abitato e valorizzato per quanto possibile. E’ il caso di questa mia rubrica.

Sia, dunque, che si parli di metaverso o di metaversi, di metamondo o di metamondi, una cosa è certa, e cioè che con questi termini si traduce l’esigenza primaria della migrazione che accompagna da sempre l’umanità e che da sempre coinvolge, e oggi sempre più, l’immaginario collettivo e spinge oltre la realtà fisica in cui viviamo concretamente. Pensiamo al teatro delle origini, nato come prima forma di autorappresentazione di sé in un mondo fittizio: la scena. Ciò che è importante comprendere, a mio parere, è che tra la realtà fisica e la realtà tecnologica in cui sempre più siamo immersi non c’è alcuna barriera o limite o confine. No, direte, e io con voi, le barriere ci sono, sono di tipo economico, ad esempio la possibilità, che non è di tutti, di dotarsi di computer e/o visori sempre più all’avanguardia; di tipo conoscitivo, non è indubbiamente facile appropriarsi di nuovi linguaggi e nuove competenze; di tipo psicologico, come, ad esempio, la necessità di “resettare” la comunicazione su nuovi codici, senza per questo rinunciare a quelli sensoriali e relazionali tradizionali, anzi rafforzandoli. Questo perché non si avveri quanto immaginato all’origine di internet, e cioè che sia solo “sede di migliaia di disturbati chiusi in casa” (Robert Scruton). Al di là delle considerazioni lessicali su metaverso o metaversi, metamondo o metamondi, che tuttavia non sono ininfluenti, parliamo sempre e comunque di luoghi, sia che siano copie di luoghi reali sia che siano del tutto immaginari.

Tra questi luoghi c’è anche la Basilicata.

Per visitare la Basilicata nel metaverso procederemo all’indietro nel tempo, cioè partiremo dall’oggi per giungere in diverse puntate alle fondamenta, all’archeologia digitale da cui sono già una volta partita, nella mia prima rubrica, citando LucaniaLab in SecondLife, che ci riporta agli inizi del secondo Millennio per un’avventura indimenticabile.

Partiamo dall’oggi, dunque, con la Basilicata in Craft World, cominciando da Noilab, precisamente da “La città delle Donne”, che ho dedicato alle scrittrici di tutti i tempi, città che il builder, il costruttore Tonino Lane, ha strutturato in numerosi edifici, simboli di periodi e culture diverse.

La Basilicata è in Craft World rappresentata da alcuni luoghi simbolici: Potenza dal campanile della cattedrale di San Gerardo, Ripacandida da palazzo Laraia, Valsinni dal castello di Isabella Morra.

Le immagini accostate degli edifici reali e di quelli ricostruiti liberamente da Tonino Lane in Craft World ci parlano di un’esigenza di rispecchiamento, ma anche di una personale reinterpretazione, in qualche modo  condizionata dalla strumentazione tecnologica.

Sono luoghi laboratorio, dove si tengono letture, laboratori di scrittura, ci si incontra, si proseguono percorsi di vita anche oltre le difficoltà oggettive, come le disabilità, che impediscono di muoversi nello spazio materiale, mentre qui, nell’immateriale, hanno minor impatto sulla possibilità di visitare luoghi lontani e di mantenere relazioni interpersonali.

Di questo ci parlerà in una prossima rubrica un altro nostro ospite, Andrea Giglio, che ha già trattato questo tema in AltspaceVR e in SecondLife

 

Ospite di questa puntata è la Basilicata. Vi invito a visitare questi luoghi simbolo, cosa che qui potete fare solo attraverso le immagini, ma quanto potrebbe esser interessante entrare in questi luoghi, dialogare con  personaggi di altri tempi che pur hanno fatto la nostra storia? Ad esempio, con le Clarisse di San Luca? Dotarsi di un avatar non è difficile, non è un abito stretto o fastidioso o ingombrante, è un paziente compagno di viaggio o una paziente compagna di viaggio, ai quali potete dare vita attraverso un viewer quando vi fa piacere, quando vi sentite soli, o quando avete voglia di scoprirvi esploratori.

La città di Potenza è presente in Craft World con il suo campanile, nell’immagine qui riportata nella sua versione reale e nella riproduzione a cura di Tonino Lane.

ll campanile ricostruito in Craft World

Il campanile della Cattedrale di san Gerardo a Potenza

 

Le Clarisse del convento di san Luca protagoniste di una narrazione storica in Craft World

 

Il convento simbolico, cui il campanile è affiancato, è abitato nelle sue stanze da scrittrici del periodo medievale, tra queste la badessa letterata Eloisa, la poeta Roswitha di Gandersheim, la teologa Ildegarda di Bingen, mentre nello scriptorium sono ricordate, sempre simbolicamente, tutte le amanuensi e miniaturiste che hanno consentito con il loro lavoro silenzioso la conservazione di testi antichi.

Interno del monastero con lo scriptorium e in primo piano un grande volume miniato

a sottolineare l‘importante ruolo delle monache amanuensi e miniaturiste

 

Il palazzo Laraia di Ripacandida ospita scrittrici del Trecento – Quattrocento, come le petrarchiste marchigiane con la loro mecenate, la gentildonna di Fabriano Lagia o Livia Chiavelli, e Cristina di Pizzano o Christine de Pizan, riconosciuta come la prima scrittrice professionista, colei che ha dato inizio alla Querelle des femmes, polemizzando nel Livre de la Cité des Dames (Libro della Città delle Dame) con Boccaccio e Jean de Meun, i quali sostenevano che la donna fosse un essere vizioso per natura. Christine ne sostenne, di contro, con numerosi esempi, il valore, l’onorabilità e le naturali capacità, pur non sostenute dall’istruzione, considerata allora e ancora per molto tempo dopo un privilegio riservato agli uomini.

Christine, del resto, aveva saputo costruirsi presso le corti del tempo una sua prestigiosa identità di scrittrice e di calligrafa, ma anche di apprezzata imprenditrice, dirigendo maestri calligrafi, rilegatori e miniatori nella sua bottega specializzata in riproduzioni di libri pregiati.

Palazzo Laraia in Ripacandida, sede in Craft World delle scrittrici del Trecento-Quattrocento

Christine de Pizan nella “sua” stanza nel palazzo Laraia in Craft World

Il castello dei Morra di Valsinni ne “La Città delle Donne” in Craft World è sede delle scrittrici del periodo delle corti rinascimentali, sede scelta proprio perché, pur nella sua perifericità, e forse proprio per questo, è il luogo in cui si è formato ed è cresciuto il genio poetico di Isabella Morra, qui in Craft non più chiusa nella sua solitudine, ma accompagnata da altre grandi scrittrici a lei contemporanee, tra le quali Vittoria Colonna, Maddalena Campiglia, Lucrezia Marinella, Moderata Fonte, Veronica Gàmbara, Gaspara Stampa.

Veduta del Castello Morra, oggi proprietà della famiglia Rinaldi, a Valsinni

Veduta del Castello Morra in Craft World

Il castello dei Morra è stato ricostruito nella sua struttura sulle piante originali fornite a Tonino Lane dall’attuale proprietario del castello, l’avvocato Vincenzo Rinaldi, ne è pertanto una copia fedele, comunque reinterpretata dal builder secondo le potenzialità tecniche di Craft e anche secondo la sua personale sensibilità.

Un particolare del castello Morra a Valsinni, oggi proprietà della famiglia Rinaldi

Un particolare del castello Morra in Craft World

 

Il salone del Castello dei Morra destinato a eventi culturali sia nella realtà che in Craft World

Isabella Morra nel salone del Castello in Craft World, accanto al libro miniato a lei dedicato

Recentemente in Noilab è stata organizzata, a mia cura, la presentazione del libro fotografico Pignola Ritratti di pietra di Francesco Rinaldi, con la partecipazione come avatar dell’autore e di Antonella Pellettieri, Storica e Dirigente di ricerca ISPC CNR, che, appunto in spirito di ricerca, ha voluto conoscere dall’interno questo mondo e ha dialogato con gli altri avatar presenti all’evento. L’inserimento di questo volume fotografico nella collana MenSALe, ideata e curata da Antonella Pellettieri, dimostra una prospettiva di ricerca nella cultura contemporanea rivolta a indagarne i molteplici linguaggi e aperta a orizzonti nuovi, pur nella sua rigorosità sul piano della documentazione storica. In questo caso scenario dell’evento è stata Ca’ Rezzonico, palazzo tardo barocco, sede di Accademie e oggi del Museo del Settecento veneziano, la scelta di questa sede è stata un omaggio al prefatore del libro, il veneziano Allberto Manodori Sagredo, Professore di storia e tecnica della fotografia all’Università Tor Vergata Roma.

 

Presentazione del libro Pignola Ritratti di Pietra in Craft World

Da sinistra a destra gli avatar di Antonella Pellettieri, Francesco Rinaldi, Lorenza Colicigno

 

In un luogo aperto come Craft World le distinzioni territoriali sembrano e di fatto sono arbitrarie. Nei nostri eventi si ritrovano insieme persone/avatar da ogni regione d’Italia e da paesi stranieri, il che richiede l’uso costante del traduttore. In Craft siamo cittadini di mondi senza confini, mondi digitali, metamondi, come abbiamo detto, se non si vuole usare la parola metaverso,.

Nel 2007 il termine metamondo era stato ripreso da Pietrangelo Buttafuoco su La Stampa e, riferendosi a SecondLife, evocava luoghi chiusi, asfittici, lontani dalla vita reale. Oggi sono ancora molti i detrattori o per lo meno gli ipercritici sul tema delle tecnologie della comunicazione digitale e immersiva, ma le recenti vicende legate al covid ci hanno insegnato che internet non è “una gabbia per matti”, bensì un’opportunità insostituibile, anche il metaverso o il metamondo in tutte le loro forme plurali lo sono. Sono strade aperte, in cui possiamo e dobbiamo avventurarci con tutto il bagaglio di esperienze che ci fanno umani, e non ci accadrà di smarrirla la nostra umanità, anzi ne usciremo accresciuti, aumentati di conoscenze, competenze e straordinarie relazioni interpersonali.

Come si è sottolineato nella precedente puntata di questa rubrica, le potenzialità della didattica immersiva sono ormai testate dalle attività di studio che vengono condotte in innumerevoli isole didattiche (solo Craft ne ospita 140 circa), lo stesso MIUR in EdMondo propone da anni corsi di formazione alla didattica immersiva. Noilab in Craft World è destinata a ospitare progetti didattici rivolti alle scuole di ogni ordine e grado. Ne è un esempio il progetto che coinvolge  l’ITIS Einstein – De Lorenzo, sede di Picerno, Dirigente Domenico Gravante; alcuni alunni, infatti, guidati dalla docente Annalisa Caivano, preparano in Craft World la loro tesina d’esame che hanno voluto dedicare a Martha Gellhorn, giornalista e scrittrice americana, nota anche come moglie dello scrittore Ernest Hemingway.

 

La casa americana di Martha Gelhorn in Noilab. dove con una serie di pannelli illustrativi viene raccontata la vicenda umana e culturale della scrittrice

 Alcuni studenti dell’ITIS durante le fasi di apprendimento della costruzione di ambienti 3d in Craft World insieme al builder Tonino Lane

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Sull' Autore

Lorenza Colicigno

Nata a Pesaro nel 1943, vive dal 1948 a Potenza. Già collaboratrice Rai e poi docente di Lettere, svolge dal 2000 attività di scrittrice e giornalista. Ha pubblicato quattro sillogi liriche: "Quaestio de Silentio" (Il Salice, Potenza 1992), "Canzone lunga e terribile" per Isabella Morra (Nemapress, Alghero 2004), “Matrie” (Aletti, Roma 2017), “Cotidie” (Manni editore, 2021). E' autrice di saggi letterari, tra cui "Pirandello tra fiction e realtà" (in AA.VV, Letture di finzioni, Il Salice, Potenza 1993), "Percorsi di poesia femminile in Basilicata" (in Poeti e scrittori lucani contemporanei, Humanitas, Potenza, 1995), “Il ruolo delle donne-intellettuali nelle società antiche” (in Leukanikà, XVI, 1-2, 2016). Appassionata dei dialetti e delle tradizioni lucane, è co-autrice dei testi "Non per nostalgia - Etnotesti e canti popolari di Picerno" (Ermes, Potenza 1997) e “Piatti Detti e Fatti della cucina lucana” (Grafiche Metelliane); per la Consigliera di Parità della Provincia di Potenza ha curato il testo “Quel che resta di ciò che è detto”, analisi della condizione della donna nella cultura contadina lucana. Sintesi delle sue lezioni come docente di scrittura creativa sono state pubblicate in volumi curati dalle Istituzioni culturali per le quali ha svolto quest'attività (Scuole, Biblioteche, Archivi di Stato). Con l’Associazione “ScriptavolanT” ha curato numerosi corsi di scrittura creativa, collaborando anche alla redazione del romanzo collettivo “La potenza di Eymerich”, a cura di Keizen. Sue poesie e racconti sono pubblicati in numerose opere collettive. Per Buongiorno Regione, rubrica del TGR Basilicata, ha curato interventi sulle tradizioni popolari lucane, sulla stampa lucana d’epoca e sulle scrittrici lucane. Per il sito www.enciclopediadelledonne.it ha pubblicato i profili di scrittrici lucane, come Laura Battista, Giuliana Brescia, Carolina Rispoli. Come wikipediana, è parte, in particolare, del progetto in progress “Profili di donne lucane”. In Second life ha curato la redazione del romanzo collettivo “La torre di Asian”. In Craft World e in Second life, come presso scuole e altre istituzioni, tiene corsi di scrittura letteraria. Il progetto-laboratorio “La Città delle Donne”, realizzato in Craft World, ospita i profili di 86 poete di tutti i tempi, tra cui alcune Lucane, ed è frequentato da scuole e cultori.

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