Come era prevedibile ,non è passato inosservato la polemica aperta dal consigliere Braia sulla proposta di legge della Giunta di costituzione di una spa per i servizi alle aree industriali. E la risposta dell’assessore Cupparo è caustica , sia perchè smonta la disinformazione che si sta facendo sulla diminutio del consorzio materano ( al quale, dice Cupparo, verrà affidata anche la gestione della zona franca prevista in Val basento) , sia perchè ricorda all’ex assessore Braia le inadempienze della vecchia Giunta regionale nell’attuazione della legge del 2017 con cui lo stesso Esecutivo si impegnava a creare una nuova Governance per i consorzi industriali, obiettivo disatteso. Ma è interessante cogliere nella risposta dell’Assessore le precisazioni sulla contestata forma societaria data al nuovo Ente, una Spa a capitale interamente regionale. “Sui rilievi di presunta “incostituzionalità” del ddl – dice testualmente l’assessore – voglio tranquillizzare quanti hanno sollevato questo argomento.
L’approfondimento del contesto normativo di riferimento e gli esiti dei confronti svolti presso gli Uffici Regionali con gli amministratori dei Consorzi di Potenza e Matera, nonché con i dirigenti regionali preposti hanno restituito – spiega Cupparo – da un lato, un quadro piuttosto complesso dell’attuale assetto regolatorio delle aree economiche indicate nell’art. 5 della L.R. n. 12/2020, dall’altro, fornito dettagli che hanno indotto il Gruppo di esperti a suggerirci non più adatto il modello dell’ente pubblico economico alle mutevoli esigenze dei servizi in questione nonché degli utenti cui essi sono destinati. Per tale ragione si è ritenuto di proporre la costituzione di una società per azioni a capitale interamente regionale da costituirsi nelle forme previste dal c.d. Testo unico delle società partecipate (D. Lgs. n. 175/2016). In considerazione dell’attuale assetto economico ed occupazionale dei Consorzi di Potenza e Matera, non è stato inoltre possibile optare per un immediato trasferimento delle relative competenze alla costituenda società, optando invece per un periodo transitorio di coesistenza dei due soggetti, funzionale al progressivo superamento, attraverso il meccanismo della delegificazione, del vecchio sistema. Gli obiettivi a cui tendiamo sono di realizzare uno strumento che oltre a garantire in tempi certi i salari di dipendenti e i lavoratori dell’attuale impresa di servizi del Consorzio Asi Potenza, accompagni le aziende che vogliono investire semplificando tutti i passaggi autorizzativi e finanziari, per la prima volta, realizzi anche utili da investire in tutte le aree industriali della regione. Per spiegare meglio questa nuova “mission” presenterò un piano industriale proiettato in cinque anni, affinchè la sostenibilità della società a partecipazione regionale possa essere chiara a tutti i soggetti sociali interessati e ai cittadini lucani”.
Non si fa attendere la risposta di Braia :” L’Assessore Cupparo, avendo proposto la riforma API-BAS, ha l’obbligo oltre che il dovere di venire in Commissione a spiegare il piano industriale, a dissipare i dubbi di legittimità e, con dati alla mano, a dirci come garantirà i lavoratori del consorzio, le imprese e la comunità lucana. Per Braia :
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Non è il caso di continuare a buttare la palla in tribuna o in avanti cercando di recuperare terreno, con i soliti “diremo e faremo”. Da imprenditore, Cupparo dovrebbe saperlo (se fossero soldi propri lo avrebbe certamente fatto) che non si costituisce una S.p.a. (ammesso che si possa fare per erogare servizi a terzi privati) con 5 milioni di euro, sottoscrivendo il 100% del capitale sociale senza un piano industriale con annesso piano economico finanziario, mettendo a riparo lo stesso da eventuali aggressioni dei creditori che saranno lasciati a secco. Una procedura di liquidazione che ha tutta l’aria di assomigliare a una “furberia amministrativa contabile“ che non lascerà nessuno con le mani in mano né la Corte dei conti né privati e professionisti, pronti a assaltare le proprietà non solo immobiliari ma anche le casse regionali. E’ l’ora della responsabilità, nessuno di noi men che meno il sottoscritto, vuole giustificare il passato ma certamente non sono disposto ad avallare al buio errori in questo presente. Rischiamo di compromettere il futuro di personale, aziende e cittadini. Ben venga una nuova governance, ma noi auspichiamo che sia quella adeguata a fare di più e meglio per il bene dei lucani.” |