DAMIANA SPOTO: L’ARTE DI BORSE E STOLE MADE IN BASILICATA

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LUCIA LAPENTA

Il piacere di un tessuto resistente, pratico ma contemporaneamente dalle texture morbidissime e avvolgenti; la bellezza senza tempo delle stampe, impresse una ad una, con meticoloso lavoro di finitura; le linee minimaliste in cui nulla è di troppo, nulla è di poco e nulla è abbastanza…

Le creazioni di Damiana Spoto, siciliana di nascita ma lucana di adozione, sono così particolari nel loro essere essenziali che non si fa fatica a definirle delle vere e proprie opere d’arte, dei “quadri” in piena regola dove i colori, le forme e le stoffe con cui sono realizzate le sue borse e le sue stole, regalano suggestioni che sanno di un sapore antico, sì, ma rivisto in chiave moderna. E sono, soprattutto, creazioni che vanno ben oltre il concetto di puro accessorio o di oggetto modaiolo, abbracciando l’idea di una “moda” che non è più come un fatto secondario di costume, quanto piuttosto come componente fondamentale della cultura di una società, affluente e, allo stesso tempo, immissario dei suoi segnali di mutamento e di rinnovo.

“Sono nata e cresciuta – ci dice Damiana, trapiantata per amore da cinque anni a Potenza – in un piccolo paese, alle pendici dell’Etna, Paternò, nutrendomi di arte. Mio padre, Luigi, è un architetto rimasto folgorato, negli anni accademici, dall’arte figurativa e da quella sacra rinascimentale dei maestri fiorentini. La sua vena artistica e di ceramista mi ha sicuramente ispirato molto e mi ha aiutato a maturare il senso del bello, della proporzione, dell’armonia… Sin da bambina imbrattavo le mattonelle, disegnavo ovunque, lasciavo disegni dappertutto, persino sui muri. E, cosa bella, quei segni sparpagliati in ogni dove non li ho persi, ma li conservo ancora gelosamente nella mia casa paterna, giù in Sicilia”.

Un amore per il disegno e l’arte in generale che la giovane stilista dalle importanti collaborazioni (come Gucci, Richmond) e dagli studi mirati (in Italia e in Francia, all’interno di uno dei più longevi laboratori del trend research) ha saputo tradurre in un lavoro, anzi in un mestiere che esalta l’artigianalità dei prodotti, necessitando di precisione ed alta qualità della manifattura. Un mestiere che, a dispetto del tempo che avanza, impone tempi lunghi e ancora gli arnesi di una volta: ago, filo, forbici e creatività!

“Per realizzare una borsa o una stola – racconta la fondatrice del marchio Le4uadre, il brand lucano con cui commercializza ed esporta le sue collezioni in tutto il mondo, ma in particolare sul mercato asiatico e russo – impiego almeno quattro mesi, tra la fase di ideazione e quella di esecuzione. L’ispirazione la trovo guardandomi intorno: anche un semplice scatto fotografico può essere illuminante per il mio lavoro di creazione. Certo, anche un’emozione, un ricordo, un’esperienza conservata nella memoria può fare da miccia, insieme all’ascolto di un brano di musica classica, mentre un olio brucia espandendo le sue note odorose”.

E’ un mix di tanti stimoli, conditi dalla passione, a dare vita alle tracolle, agli zaini, alle maxipochette e alle ampie stole due metri per settanta che Damiana realizza nel capoluogo lucano, in un negozio-laboratorio, volutamente aperto, nel cuore di Potenza, per dare un segnale di rinascita e di vitalità al commercio del centro storico, impreziosito da un’attività che unisce il “vecchio” con il “nuovo”, il passato con il presente che porta in sé i germogli del futuro. Dietro il progetto delle Le4quadre c’è un duro lavoro di ricerca dei migliori materiali, di studio del colore, dei trend ma anche e soprattutto la volontà di far emergere l’identità di una donna decisa, amante del confronto, dalla spiccata sensibilità per l’arte e le nuove tendenze. Come indica il nome del suo brand, una donna da Urban poetry, in grado di apprezzare l’eleganza senza rinunciare al confort e alla praticità. Le linee delle borse e delle stole in abbinamento rappresentano, in questo senso, qualcosa di davvero innovativo, in particolar modo dal punto di vista dei materiali utilizzati. “Per le borse – prosegue Damiana che, dopo la maturità classica, si è trasferita a Roma per frequentare l’Accademia di Costume e Moda, specializzandosi in Moda nel 2006 con il massimo dei voti e lode – uso sia il neoprene, un tessuto tecnico molto elastico, resistente ad acqua e calore, che il nylon, molto leggero ma capace di resistere all’usura, agli agenti chimici, rimanendo elastico e di facile manutenzione. Per le pashmine, invece, oltre alla seta comasca, al cachemire e al cotone, utilizzo la fibra di rosa o quella derivata dal latte”.

Borse e stole, dunque, non solo belle da vedere perché dalle stampe artistiche arabeggianti e dalle figure barocche, ma anche da toccare per un’esperienza sensoriale a trecentosessanta gradi: “Il plus che ritengo fondamentale per il successo del brand – conclude la stilista trentaseienne che è impegnata, tra le altre cose, come docente in tre corsi al master presso l’Accademia costume e moda di Roma e la Modateca Deanna a San Martino in Rio – è nella scelta dei produttori, in gran parte lucani, e dei fornitori. Tolto il pellame che viene lavorato nei laboratori marchigiani, il resto è tutto made in Basilicata!”.

Saranno pure solo degli accessori, si potrebbe obiettare, ma accessori fatti a regola d’arte!

 

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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