DE LAURENTIS, HIGUAIN E LA JUVENTUS

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Rocco Sabatella de laurentis higuain juventus

Rocco Sabatella

Visto che è il personaggio che sta occupando pagine e pagine di giornali da lunedì scorso e viene dipinto come un grande comunicatore, non possiamo non dedicare, anche noi, qualche pensiero sul presidente del Napoli Aurelio De Laurentis. Le cui esternazioni fiume di questi giorni non sono affatto tutte condivisibili. A cominciare dal ricatto immorale che sta scaricando su Higuain accusandolo di tradire non solo il popolo napoletano, ma soprattutto se stesso dopo che l’anno scorso il bomber argentino ha cantato insieme alle curve del San Paolo. Omettendo il presidente del Napoli di spiegare perché si è arrivati alla rottura con la famiglia Higuain. Si è guardato bene De Laurentis di confermare che la permanenza del capocannoniere del campionato ai piedi del Vesuvio sarebbe stata una formalità se la dirigenza del Napoli avesse fatto quello che era stato promesso ad Higuain dallo stesso presidente: e cioè rinforzare adeguatamente la squadra partenopea e metterla in condizioni di poter insidiare realmente la Juve e di ambire a disputare un’ottima Champions. Invece, a tutt’oggi, il Napoli ha preso solo una riserva per la difesa, Tonelli dall’Empoli e Giaccherini dal Sunderland. E, attenendoci a quanto detto dal presidente a Dimaro, il Napoli è sul mercato ancora per un esterno basso come vice di Hisay e per 1 o 2 centrocampisti. Davvero poco secondo noi, checchè ne pensi lo stesso De Laurentis che ritiene di aver messo a disposizione di Sarri una super corazzata, per convincere Higuain a proseguire il suo matrimonio con gli azzurri. E del resto il fratello agente del giocatore Nicolas ha spiegato molto bene il motivo per cui non c’erano le condizioni per rinnovare il contratto che, ricordiamo, scade a giugno 2018. La famiglia Higuain aveva capito bene le intenzioni di De Laurentis che difficilmente, o per mancanza di possibilità economiche o perché convinto, solo lui, di avere una squadra altamente competitiva, si sarebbe reso protagonista di una campagna rafforzamento con i fuochi di artificio. E tra l’altro il fatto che fino a questo momento dal presidente del Napoli non è arrivata nemmeno l’offerta del rinnovo, si capisce bene che è vero che Higuain desideri andare a giocare in qualche squadra che gli consenta non solo di vincere la classifica dei cannonieri, ma di alzare anche qualche trofeo importante. Ma conferma anche che al presidente del Napoli sotto sotto la cessione dell’argentino non dispiaccia affatto. Anche se non lo dirà mai apertamente. Da ciò si capisce molto bene che  si è deteriorato solo il rapporto Higuain-De Laurentis anche per certe esternazioni fuori luogo del presidente che, senza delicatezza, accusò nel mezzo del campionato scorso il centravanti di essere sovrappeso quando aveva già segnato la bellezza di 24 reti. Fino a dire l’altro ieri che in fondo il Napoli è arrivato secondo in campionato anche senza il bomber argentino. E’ altrettanto evidente che tutte queste affermazioni dell’imprenditore cinematografico nascondono un altro obiettivo: quello di mettere i tifosi napoletani contro Higuain. Perché ha osato pensare di poter andare a giocare addirittura nella Juve che dai tifosi del Napoli viene vista come il male assoluto. E De Laurentis, rimarcando pretestuosamente in ogni occasioneche cosa rappresenti la Juve per i tifosi azzurri, non si rende assolutamente conto di contribuire ad esacerbare gli animi. E poi non ci si può meravigliare se la Juventus, quando gioca a Napoli, si deve rintanare, se va bene, per 36 ore nell’albergo senza che i giocatori abbiano la possibilità di poter fare nemmeno una passeggiata. Oppure che il pullman della Juventus, come già successo, venga accolto con bastonate, lancio di oggetti contundenti e fuochi di artificio. Evidentemente anche per il presidente De Laurentis la Juventus rappresenta un’ossessione visto che in passato, in più di qualche occasione, ha punzecchiato la società bianconera sostenendo che i bianconeri vincono perché hanno il fatturato più alto. Come se avere il fatturato fosse una colpa e non piuttosto un grande merito della dirigenza juventina. Un alibi troppo comodo e da non lasciarsi sfuggire per chi vuole giustificare le sconfitte. Sulla possibilità che si possa consumare il matrimonio tra Higuain e Juventus, il presidente del Napoli sembra molto sicuro del fatto che la dirigenza juventina non pagherà mai la clausola rescissoria di circa 95 milioni. Al posto suo non sarei cosi sicuro che questo potrà accadere e personalmente, come già detto in un altro articolo, ho già espresso la mia opinione sul fatto che questa ingente somma possaessere spesa meglio dalla Juve facendo investimenti mirati sui giovani migliori del mondo. Lunedi scorso, dopo  il primo contatto De Laurentis-Marotta all’assemblea della Lega a Milano, il presidente del Napoli, oltre a trovarsi d’accordo, a parole, con Marotta sul fatto che la Juve, per ora, non voglia pagare la clausola,  ha testualmente detto:” la Juve è una società molto intelligente, di razza, capisce che non può fare questo torto e non verrà a disturbare. Sa perfettamente che è una battaglia persa, diventerebbe una squadra estremamente antipatica. Anzi, se Higuain bussasse alla Juve, io comunque la farei ragionare. Per me non è il caso, se volete andare contro il muro, fate pure”.Frasi che vanno commentate ed anche facilmente smontate. Partendo dai complimenti molto falsi sulla Juve e detti non per convinzione ma per necessità di mercato. Se la Juve è intelligente e di razza, lo è sempre. Bisognerebbe riconoscerne i meriti anche quando vince, senza scomodare il fatturato. La Juve, caro De Laurentis, non fa operazioni di mercato per fare dispetti a destra e a manca. Se entra nell’ordine di idee di pagare la clausola per Higuain , lo farà solo perché ritiene che l’argentino sia l’elemento giusto per innalzare ulteriormente laqualità della squadra. E non perché vuole fare un torto o vuole disturbare il Napoli. E poi tutto da dimostrare che per la Juve l’arrivo di Higuain sarebbe una battaglia persa solo perché, ragiona De Laurentis, la Juve diventerebbe più antipatica. Dobbiamo correggere il presidente del Napoli: i decibel dell’antipatia verso i colori bianconeri hanno già raggiunto il massimo livello e da diverso tempo. Per cui l’ eventuale arrivo di Higuain a Torino e quello già avvenuto di Pjanic non modificheranno di una virgola l’assunto che l’Italia calcistica è divisa in due: da un lato i tifosi bianconeri e dall’altro tutti gli altri che odiano letteralmente la Juve e di più non possono fare. Infine ricordiamo al produttore di tanti cinepanettoni di successo che i dirigenti della Juve non hanno per niente bisogno dei suoi consigli per decidere se affondare o meno per Higuain e se decideranno di portarlo in maglia bianconera, stia sereno e senza preoccupazioni il presidente De Laurentis perché la Juve non corre per niente il pericolo di andare a sbattere contro il muro. Forse è più facile che sul muro ci vadano a sbattere le avversarie della squadra cinque volte consecutivamente campione d’Italia. Fatte queste dovute precisazioni su quanto successo negli ultimi quattro giorni e sulle tante amenità uscite dalla bocca di De Laurentis, non facciamo fatica a riconoscere i grandi meriti del proprietario del Napoli:  ha preso una squadra fallita, l’ha risanata economicamente e l’ha riportata ai vertici del calcio nazionale. Come non è nostra intenzione discutere minimamente i progetti di De Laurentis per il Napoli: i sodi che investe sono i suoi ed in parte dei tifosi che pagano il biglietto al San Paolo e solo lui può decidere quello che è giusto fare. Ma si astenga, visto che non è molto sincero, di dare giudizi sul comportamento degli altri. Poi che Higuain vada alla Juve, all’Arsenal, al Chelsea o al Paris S.G. è solo una pura operazione di mercato che va inquadrata per quella che rappresenta e non deve essere caricata di significati, come tenta di fare De Laurentis, che non le appartengono. Per cui  e concludiamo: De Laurentis è sicuramente un grande comunicatore esclusivamente per i tifosi del Napoli e non per gli altri. Anche se la crociata antiJuve di cui è un perfetto paladino come la gestione della vicenda Higuain dimostra, gli ha fatto aumentare  la popolarità e la considerazione nel mondo che non ha in simpatia i colori bianconeri di Torino.

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