DECADENZA E ABBANDONO DEL BORGO DI METAPONTO

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ANNA MARIA SCARNATO

di ANNA MARIA SCARNATO

Non c’è giorno che non si sente parlare di recupero dei borghi dall’abbandono e dallo spopolamento. E non manca ogni riferimento al loro passato. Metaponto borgo di Bernalda è uno tra quelli che, sorto poco distante dalla zona archeologica e dalle rovine della città antica fondata dai coloni greci, ha avuto un’espansione urbana e vissuto una ricchezza economica proveniente dalla fertilità delle sue terre. Ma da diversi anni la popolazione, che d’estate aumentava di numero per la presenza di turisti e di materani che ritornavano ad abitare per le vacanze le case a schiera del borgo, è molto diminuita e lo nota subito un visitatore che si aggira nel centro urbano fatto di abitazioni popolari e di edilizia residenziale, incontrando poche persone, alzando lo sguardo verso verande vuote e trascurate, giardini annessi lasciati morire. In compenso non può non rendersi conto che tanti immigrati camminano nei viali o fermi presso i bar ed esercizi commerciali a guardare il sole che non temono li possa colorire più della loro pelle naturale. Stranieri di nuovo approdo attraverso il mar Mediterraneo, di varia nazionalità. Di sera pochi sono per strada tra gli autoctoni metapontini, quasi deserti i viali che portano il nome di personalità greche, poeti, filosofi e divinità. Qui di sera, si aggirano tra le case, appoggiati ai muri con una birra in mano, guardano distrattamente le persone che escono dalla chiesa di San Leone Magno, molti da soli, altri in gruppo. Essi compensano la differenza numerica di un borgo spopolato. Almeno qui, cacciati dai bivacchi selvaggi dove il fuoco rapì alla vita raminga una donna immigrata, da ruderi abbandonati e malsani, si sentono padroni dell’aria che respirano quando gli astanti temono invece di passeggiare a buio calato. Il buio, il loro amico in cui si confondono diventando invisibili, come invisibili sono a chi dovrebbe gestire la loro permanenza con sistemazioni che rispettino ogni dignità umana. Padroni della notte coloro che il giorno non trovano un lavoro nei campi per pochi soldi e dunque possono trattenersi fuori fino a notte tarda, ammesso che abbiano un fittizio ricovero. Inutile dire che si ha paura di loro dopo fatti di violenza accaduti nei pressi del Borgo a gennaio 2023, durante una grave rissa tra tunisini. La popolazione è divisa dal punto di vista sociale e religioso. Scarsa l’integrazione degli “stranieri” nella comunità locale. Scarso tutto, dalle strutture di accoglienza, alla pulizia dei viali, dove le erbacce secche scemano la speranza che non si ripetano gli incendi che hanno interessato Metaponto lido nei giorni scorsi. Chi vorrebbe sempre tornare a trascorrere le vacanze al Borgo d’estate, possedendo un appartamento, pianta ancora qualche fiore, compone aiuole nelle piccole aree di proprietà. Intorno, marciapiedi sconnessi il più delle volte con mattoni cacciati fuori dalla posa dalle radici di alberi che, nell’abbandono, si prendono lo spazio che vogliono. Dov’è la grandezza di Metaponto di un tempo che meritò pagine di scrittura, Metaponto della Magna Grecia, famosa per i reperti archeologici esposti nel Museo, per gli scavi e le antiche tombe di uomini che approdarono per rimanere, contaminando cultura e tradizioni di popoli che qui si avvicendarono per colonizzare? Perché le risorse storiche del territorio non sono divenute il volano per uno sviluppo sostenibile, turistico e culturale? Eppure molte strade portano i nomi di illustri pensatori la cui filosofia, se fosse conosciuta da chi amministra la cosa pubblica (competenti o pseudo?), avrebbe avuto cura del Borgo, rendendolo attrattivo e capace di sostenersi investendo anche le entrate finanziarie di un turismo alla ricerca delle radici dei popoli, di cui si sente oggi bisogno. Avrebbe pensato, come un vero e competente amministratore di un Bene comune, a vigilare e a tutelare il benessere psicologico e l’integrità fisica della comunità, considerati i doveri a cui assolve come cittadinanza che paga le tasse sulla casa, la Tari sui rifiuti. Tagore, grande poeta indiano, scelto per dare il nome ad una strada di Metaponto Borgo, è lì a testimoniare un pensiero contrapposto alla realtà visibile, alla trascuratezza dell’ambiente naturale, alla mancanza di manutenzione di fabbricati comunali, sede di municipalità, spesso lasciata aperta ed esposta al rischio di atti vandalici, nonostante vi sia una documentazione contenente dati sensibili. La sua poesia dal titolo “Dove la mente è senza paura” non è nei pensieri di scarsi amministratori. Per Tagore   c’è libertà dove si cammina a testa alta senza nessun timore, dove il sapere è libero, dove non c’è divisione e chiusura nei confronti dell’altro, dove c’è il principio di giustizia, dove si mira al vivere civile…Un canto che parla della necessità di prospettive future, di progettare qualcosa di reale, di concreto per l’uomo. Nulla di ciò è rilevabile al passeggero, al cittadino che vi abita, al vacanziero stagionale. Uno spirito “salvatore” abita nella mente delle istituzioni che mostrano interesse quando i fatti sono già accaduti, seguendo anche l’istinto empatico che li condiziona nella scelta tempestiva o meno di porre rimedio. Se così non fosse la lettera di un cittadino di Matera, spedita al Comune di Bernalda a Novembre 2024, riferente la caduta di due pali di energia elettrica pubblica, nelle vie Athena ed Hera di Metaponto Borgo, da ben due anni, e la necessità di ripristinare l’illuminazione a salvaguardia della sicurezza urbana dei residenti stagionali e stanziali, sarebbe stata evasa ed oggi il problema non sarebbe ancora lì come anch’io ho potuto constatare. A rimpiazzarli un mucchio di buste di rifiuti che lasciano un lezzo tremendo ed erbe secche.  Come abitante di Bernalda ho provato vergogna per la disparità di trattamento tra le due realtà di uno stesso Comune, per una distorta valutazione dei bisogni più urgenti da parte di tecnici o da parte della politica che amministra. Decoro, manutenzione e più servizi urge soddisfare. Bernalda e Metaponto Borgo di Bernalda…due realtà staccate, un centro e una periferia. Un modello politico-amministrativo che crea disagio, malessere, ingiustizia. Due rette parallele. Viale Athena resti nella conoscenza come strada intestata ad una Dea greca che orienta il principio di giustizia che deve ispirare ogni decisione e comportamento umano. A Metaponto è cascata malamente, a quanto pare, in compagnia dell’inascoltato poeta Tagore. Tanto per migliorare un Borgo che merita un’attenzione particolare al fine di custodire la sua identità attraverso soprattutto un  ripopolamento per le 4 stagioni.

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2 commenti

  1. Giuseppe il

    Sono anni che oramai è ridotta in questo stato…..noi siamo stufi di vivere questa situazione di abbandono tanto da prendere la decisione di Svendere la casa estiva nel borgo di Metaponto diventata oramai una zavorra……

  2. Giuseppe il

    Molto meglio le spiagge di Rimini….. Riccione…..Milano marittima e tutta la riviera romagnola dove trovi animazione puoi fare aperitivi e fare serata ……. Di certo non te ne vai in Paranoia e se il mare è sporco ci sono le piscine…… Tutto questo giù a Babilonia te le sogni……non esistono……

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