DENTRO E FUORI

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Eeditoriale di
ANNA SCARNATO 

“Riprendiamo il cammino con fiducia”, “La ripartenza economica è avviata”, “E’ crisi ma ce la possiamo fare”, “Andrà tutto bene” e tanti altri assunti che in un tempo passato prossimo sembravano farci sognare ad occhi aperti, oggi ci fanno dire “ eppure ci siamo!”

Riprendiamo il cammino con passo lento ma con fiducia, cambiati dentro e sempre più convinti della necessaria revisione delle nostre abitudini; di riconsiderare le nostre sicurezze divenute più fragili; di lottare per esigere il rispetto dei diritti alla tutela della salute migliorando servizi e politiche sociali.

In questo contesto del dopo,  in cui le ferite ancora aperte impediscono di pensare ad un futuro, anche i diritti di coloro che respirano l’aria dietro le sbarre tornano ad occupare, come giusto sia, le menti e gli interessi di persone  preposte  ad una progettazione che migliori la loro condizione di vita non solo ambientale che, in molti casi, si presenta carente  e invivibile, ma anche dal punto di vista umano.

Parlo dell’accordo tra la Rettrice UNIBAS di Basilicata, Aurelia Sole, e il  Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Puglia e Basilicata nella persona di Giuseppe Martone per l’istituzione di corsi di laurea per reclusi degli Istituti di pena, in possesso di diploma. Tanto per un reinserimento sociale più agevolato e consone alle  aspirazioni ritrovate dei detenuti. Si tratta di una iniziativa già presa in altre Regioni ma che, cadendo in questa particolare congiuntura storica, assume, un rilievo maggiore; si pone all’ascolto dei fratelli, sì nostri fratelli, che per volontà, per condizionamento da fattori vari, e sempre riferibili a disagio, vivono reclusi e per punizione “all’ombra” di un sole che non possono ormai scegliere per abbronzare la loro pelle in estate o riscaldarla d’inverno. Non dobbiamo attendere le rivolte nelle carceri per girare lo sguardo verso di loro, provare compassione per chi è privato di libertà e sta scontando la giusta pena.

Viviamo tra gente che definiamo normale  e che fuori vive la sua libertà, la libertà che noi concediamo su fiducia e sulla onorata credibilità. Gente di successo che trova sempre il modo di stare a galla. Che viene assolta per mancanza di prove o dichiarata innocente per non aver commesso il fatto, grazie a prove sopraggiunte o  riconsiderate. Loro vivono di libertà di azione negli uffici, i cosiddetti   colletti bianchi; determinano la vita degli altri concedento favori o negando diritti, stracciando graduatorie di concorsi e assumendo per necessità sopravvenute  i “ primi” venuti a mente,  indicendo nuovi concorsi quando i candidati, già ai primi posti in graduatoria, non rispondono alle simpatie elettorali o altro. A loro l’aria è libera per tutto il giorno e fa ventilare i lussuosi vestiti che indossano. Sono loro che escludono, emarginano, alimentano lo scontento, creano rabbia e ingiustizia sociale. Fortunati loro che la laurea forse, già l’hanno conseguita in presenza! I carcerati che volontoriamente aderiranno a programma di recupero scolastico e sociale lo faranno a distanza come a distanza vivono gli affetti più cari. Soprattutto questi hanno sofferto di non poter vedere o toccare una mano di una mamma, di una moglie, di un figlio durante lockdown. Anche loro da questa esperienza usciranno modificati, rafforzati soprattutto se da fuori qualcuno pensa al dentro, come l’accordo tra Università e Istituto Penitenziario appena stipulato, se il calore umano riesce a dare nuovamente fiducia a chi ha sbagliato e ha voglia di riscatto, se nel frattempo che l’aria ai carcerati è mancata due volte in più che a noi, fuori il pregiudizio sarà morto come morto vogliamo il Covid-19 che l’aria soffoca, se l’abbraccio negato per motivi sanitari restituirà, una volta fuori, la forza di credere nuovamente alla possibilità di tornare ad una vita che è stata sciupata da falsi idoli  che in ogni tempo e in ogni luogo negano il valore della dignità umana.

Se la cultura potrà ingentilire la loro anima, essi  potranno affrontare la vita. A mani nude e senza architettura cerebrale ricostruita, fuori sarà difficile rimanerci.

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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