DESTINAZIONE BOGOTA’ 5

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Giampiero D'Ecclesiis

GIAMPIERO D’ECCLESIIS

5 ) PARIGI: L’INCAZZATOUR

Arrivo a Parigi un po’ in affanno, dopo la debacle dei sistemi di coordinamento di Air France che per 5 minuti di ritardo su un suo volo mi ha mollato a terra costringendomi a fare una maratona aerea via USA, confesso di avere un filo d’ansia.

L’aereo atterra in orario dopo di che va a parcheggiarsi in culonia perdendo un sacco di tempo, mancano 30 minuti all’imbarco comincio ad innervosirmi, sbarco, controllo passaporti, tabellone dei voli in partenza, becco il gate, mi avvio, arrivo all’ingresso e mi vedo davanti una fila infinita per il controllo dei bagagli, mancano 20 minuti.

Adesso sono veramente in ansia.

Chiamo l’assistente, gli faccio presente che il mio volo sta imbarcando, trattiamo, dopo altri dieci minuti passo avanti nella fila e mi appresto a fare il controllo bagagli.

iPad dentro, no IPad fuori, no IPad dentro, quando l’addetto al controllo bagagli alza lo sguardo incrocia il mio sguardo solforico, abbozza un sorriso di scusa, e mi dà il tutto a posto.

Nel frattempo sono passati altri 30 minuti, l’imbarco è iniziato già da un pezzo, la mia mente evoca il ricordo del viaggio di andata e fumando nubi ardenti dalle orecchie marcio a passo di carica verso il gate F56.

Naturalmente quello in culo al mondo.

Arrivo che hanno praticamente completato le operazioni di imbarco e stanno chiudendo, consegno il mio ticket e alla malcapitata assistente francese scappa un sorriso verso un collega e, sotto voce, un sussurro: “Italienne”.

A quel punto la diga della mia pazienza ha ceduto e ho dato sfogo alla mia omerica incazzatura, dopo essermi mangiato letteralmente l’assistente e il suo collega, vengo raggiunto da un’hostess italiana scesa dall’aereo, credo chiamata nella speranza di contenermi.

Sono lì che ancora gli sto dando degli incapaci e dei furbacchioni, quando arriva lei, la gentile signora, non più giovanissima, mi guarda con un mezzo sorriso e mi fa sotto voce:

 –T’hanno fatto incazzá? Nun dà retta, annamosene a Roma questi so francesi, so stronzi per natura e poi glie puzza l’alito de aglio-, mi smonta, gli sorrido, e lei mi rifà –annamosenesu! – mentre ci avviamo si volta con un sorriso da réclame e saluta –Ciao, a stronzi– e gli fa l’occhiolino.

Capisco che era tutta una recita, ma ben fatta, mi metto di buon umore anche perché alla fine non ho perso l’aereo e salgo. Resta ancora da fare a Roma, ma il percorso è in discesa adesso.

Spero.

Il resto del viaggio è in discesa, Freccia Rossa fino a Napoli e InterCity fino a Potenza, arrivo stanco alla meta, a casa spaghetto aglio e olio celebrativo del buon ritorno e poi mi schianto sul letto.

Il viaggio per la Colombia è finito, è stata una gran fatica, prima di chiudere gli occhi mi passano velocemente alcune immagini del mio viaggio, l’azzurro dei cieli, i colori della frutta, il giallo dell’oro e il verde degli alberi.

Ci tornerò? Si vedrà presto.

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Sull' Autore

Giampiero D'Ecclesiis

Giampiero D'Ecclesiis (Miles Algo) è un geologo. Forse anche per questo riesce ad amare la profondità dei luoghi e della terra. Poeta e scrittore pubblica i suoi racconti e le sue poesie in anteprima sulla pagina Facebook e sul suo blog. Nel 2008 presenta un libro di sue poesie dal titolo “Fantasmi Riflessi” cui segue, nel 2009, il suo primo lavoro narrativo “Vota Antonio, Viaggio semiserio in una campagna elettorale del 2009” (Arduino Sacco Editore). Nel 2012 per la collana “Scritture in metamorfosi” curata dall’Associazione culturale LucaniArt, pubblica una silloge di poesie dal titolo “Graffi nell’anima”. Con il suo racconto “150° Unità d’Italia – 20 luglio 1915, Isonzo” vince il primo premio della sezione Narrativa adulti del 1° Concorso letterario Nazionale “Premio Carolina D'Araio” e, sempre nella stessa occasione, con la poesia “Salendo al paese” il terzo premio della sezione Poesia adulti. Pubblica “Due avventure di Giovacchino Zaccana viaggiatore” in una raccolta di racconti editi dalla casa editrice Pagine nella collana “Nuovi autori contemporanei”. Nel 2014 pubblica il libro “Ipnotiche oscillazioni ed altre storie” Edizioni Universosud cui segue, nel 2015 sempre con la Casa Editrice UniversoSud, il libro di racconti “Giovacchino Zaccana – Appunti disordinati di viaggio”. Collabora con giornali e con riviste on line pubblicando poesie, brevi racconti e riflessioni di natura sociale e culturale. Ha un rapporto critico con il mondo che lo circonda. E’ curioso, irriverente. Odia ed ama la politica. Preferisce quella di prossimità. E’ capace di animare eventi complessi quando la letteratura, la musica, il teatro e la poesia possono restituire una occasione anche ai luoghi che vive. Così ha fatto rendendosi ‘testimonial’ del bisogno di spazi verdi fruibili nella sua amata Potenza, di luoghi da sottrarre all’amianto, all’incuria e all’abbandono.

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