DI CHI E’ IL PARCO FLUVIALE?

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Ha destato molto scalpore il video su Facebook nel quale un gruppo di ragazzi appartenenti alla Associazione Suoni del Basento, che ha a quanto pare in gestione uno degli spazi lungo il parco del Basento, piazza a tutto volume Faccetta Nera e si diverte (?) scambiandosi saluti romani e apostrofandosi con “Camerata, a noi!!”. La polemica che ne è scaturita segue quella relativa alle concessioni degli spazi sul medesimo lungofiume e alla movida incontrollata che ne è derivata.

Il commento predominante, a parte il sacrosanto sgomento per la resurrezione di suoni, gesti e parole che credevamo sepolte nel più buio dei passati della nostra nazione, è stato “in quel posto non ci vado mai più”.

E’ UN ERRORE.

I luoghi vanno presidiati, senza necessariamente radicalizzare uno scontro, perchè non siamo negli anni 20 e nemmeno negli anni 70 di questo secolo. Non serve andare sul lungofiume per fare la guerra. Però per appropriarcene, sì. O per riappropriarcene, se a quanto pare sta diventando (cito un amico caro, molto più illuminato di me, a cui devo questa riflessione) “la san Babila di Potenza”. Il lungofiume è di tutti. Farlo diventare – per abbandono – il luogo dei fascisti potentini è insano e non serve a niente. Occupato quel luogo, con il beneplacito ovvio della amministrazione comunale, se ne occuperanno altri: piazze? strade? locali? io voglio continuare a godermi la mia città. Non voglio avere paura di farlo nè voglio sentire che vado in un posto che non mi appartiene. Ho passato ore su quel lungofiume, magnifiche passeggiate, da sola o in compagnia, in tutte le stagioni. Mi sono seduta lungo il greto a guardare scorrere l’acqua che si portava via le mie sofferenze e i miei dubbi. Ho fatto quel percorso con amiche, amici, parlando, ridendo, facendo foto. Ci ho portato ospiti a camminare, respirare, correre.

Quel posto non è della Lega nè dei neofascisti e nemmeno di ragazzini che forse pensano di essere trasgressivi e spiritosi e mandare Faccetta Nera, di cui non conoscono la genesi nè cosa significa, e a chi appartiene la faccetta nera citata, in quale luogo del mondo si trova l’Abissinia.

Quel posto è dei potentini. Non abbandoniamolo.

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Sull' Autore

Ida Leone

Esperta di Fondo Sociale Europeo e delle politiche della formazione e del lavoro. Mi interesso anche di fenomeni di innovazione sociale e civic hacking: open data, wikicrazia, economia della condivisione, creazione ed animazione di community di cittadini. Sono membro del gruppo di lavoro che ha portato Matera a Capitale europea della cultura per il 2019. Sono orgogliosamente cittadina di Potenza e della Basilicata, e lavoro e scrivo per migliorare il pezzetto di mondo intorno a me.

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