Putenzesi contro… di Teresa Lettieri per Cittadinanza Potentina

0

di ROCCO PESARINI

 

 

Continua la rassegna degli articoli, scritti da cittadini potentini, nell’ottica e nella “mission” del gruppo Cittadinanza Potentina https://www.facebook.com/groups/352732612051812/

Oggi tocca alle riflessioni, sempre sferzanti e senza peli sulla lingua di Teresa Lettieri su quella che sembra (anche a me) la nuova contrapposizione nella nostra graziosa cittadina di montagna:

“Ciò che mai mancherà alla nostra città di Potenza è quel mantra che la rende unica: “nun gne niend”,  pure dopo ore di discussione sui temi più disparati. Anche perché, le produzioni successive, un mix tra slogan ed elucubrazioni, “è na città d’mort” tra i più diffusi, non avrebbero motivo di esistere, rinnovare quasi quotidianamente un’ampia schiera di persone destinata a questa missione e alimentare delle vere e proprie telenovelas. Poiché tra il dire ed il fare c’è appena di mezzo il Basento, quindi poca roba da superare grazie al cambiamento climatico in corso, è bastato davvero poco perché si passasse dal blaterare in qualche modo e sporadicamente a formare delle vere e proprie fazioni. In barba al fatto che siamo cittadini “apatici”, le  tifoserie divenute veri e propri club con tanto di pagina facebook, manifestano con passione ormai ininterrottamente, sostenute da una social verve che consente pressoché a tutti di esprimere una considerazione qualsiasi, dai rifiuti alle serate lungo il fiume, dalla sfilata storica dei Turchi alle pantegane che girano indisturbate per la città.

Nonostante il colore che le rende facilmente fruibili e spendibili per specialità, in sostanza, due sono le etichette che dominano, per fortuna direi.

Da un lato quelli ai quali non sta bene nulla e dall’altro chi ammette tutto.

I primi, in realtà, sono un clone modificato e riadattato del tipico “putnzes” al quale di rado si riesce a somministrare una novità senza critica. E’ nel suo codice genetico e difficilmente si accorda con l’accaduto, figuriamoci se si tratta di adattarsi.

Gli altri, superano in fantasia, pure il codice del buon vivere, purchè accada qualcosa.

Tra i due schieramenti, le iniziative fioccate da tempo con una intensità spesso traumatica visti i tempi classici della città, hanno alimentato un fervore ormai incontrollabile. E’ evidente che l’intento di sollevare un confronto democratico riesce a resistere per poco tempo, eppure questa benedetta democrazia partecipata viene rincorsa come puro fatto teorico per poi degenerare in veri e propri scontri. Non siamo pronti, è chiaro. Ma non lo siamo perché, pur essendo i veri politici della nostra città siamo capaci di teorizzare nell’intimità per smentire tutto e forse anche altro non appena incontriamo un nostro competitor, basta l’operatore ecologico di passaggio a ritirare il sacchetto dell’umido.

Se uniamo tutto questo in un’azione corale, gli estremi di una rissa più che verbale sono a portata di mano. Ma perché il disfattista lo diventa ancor di più quando incontra un “giustificazionista” ? (cit. Rocco Pesarini, putnzes 1973)

In realtà sono davvero pochi quelli che si pongono le questioni con cognizione di causa, che conoscono leggi e regolamenti, eventuali forzature fatte passare per prassi, ma pronti a suggerire o a trovare soluzioni.

Al netto di questa categoria (e del “putnzes” per antonomasia), il disfattista  che in genere ignora tutto o quasi del tema, deve produrre la sua sentenza anche a costo appellarsi ai tre segreti di Fatima. E’ il peso del confronto, ma meglio demolire ogni piccolo sforzo. Quando il dibattito trova altri seguaci e il giusto pathos, la performance si riduce ad una sequela di vituperi contro l’amministrazione, il titolare dell’iniziativa fino alla quarta generazione e il gatto nero dell’inquilina del terzo piano. Robetta da bar on-line. Se il gruppo, invece, si nutre di ottimisti che intravedono semplicemente la fattibilità dell’impresa a tutti i costi, il gioco si fa duro.

C’è da dire, con ragionevole certezza che anche chi preme per qualsiasi cosa ne ignora  la realizzabilità e tutto ciò che occorre perché si concretizzi correttamente. Si accontenta anche di qualcosa di raffazzonato, purchè ci sia. Gli ambiziosi, poi, ne suggeriscono addirittura la replica con convinzione, più del discorso in verità che dell’oggetto di conversazione.

In sintesi, entrambi discutono del nulla e sul nulla davvero ci si può divertire. Se malauguratamente qualcuno tenta di introdursi come “persona informata  sui fatti” richiamando a più miti consigli peraltro argomentati con dati e informative coerenti, viene allontanato in malo modo o ignorato nonostante i 312 interventi.

Il nulla, cari miei, va difeso con le unghia e con i denti, giammai qualcuno osasse di dargli forma e sostanza. Su questo vociare cittadino gli amministratori si orientano e rimediano con documentazioni diversificate. Nei casi di maggiore perizia, con integrazioni e chiarimenti, tutti doverosamente protocollati, non dovesse rimanerne traccia che, in taluni casi, sarebbe una soluzione auspicabile.

Il mio suggerimento rimane sempre il metodo con il quale ci si adopera, sostenuto dalla conoscenza e un po’ di sana e responsabile collaborazione cittadina affidata non al semplice gusto di parlare, legittimo invero, ma senza qualunquismi in un senso o nell’altro almeno sui temi meno ludici.

Meh, una bella spiaggia sul Basento?”

Condividi

Sull' Autore

Rocco Pesarini

Lascia un Commento