Per capire che cosa è successo alla Regione non ci si può fermare alle posizioni ufficiali o ai comunicati stampa perché la politica da sempre ha tenuto due piani: uno formale fatto di dichiarazioni e l’altro riservato, fatto di relazioni, di faccia a faccia,di decisioni singole. E poiché Bardi si è avventurato , un po’ superficialmente, sul terreno della distruzione formale di una maggioranza , c’è da chiedersi se, non essendo impazzito, non abbia avuto prima delle garanzie sulla possibilità di procedere lungo questo pendio ripido e impervio ma senza lasciarci le penne. Così che soccorrono per questa disamina, i retroscena basati sui rapporti tra e all’interno delle singole forze. In Fratelli d’Italia, ad esempio, è nota la conflittualità tra Coviello e Rosa, con il primo che si è decisamente schierato contro la decisione della Meloni di dichiarare intoccabile l’assessorato di Rosa, ricevendo un sostanziale via libera da quella parte del partito che al Comune di Potenza come alla Regione preferisce stare fuori pur di togliere vantaggi competitivi ai ” fratellini “storici”. Le sibilline parole di Alessandro Galella, nel ringraziare l’assessore all’ambiente per tutto quello che ha saputo fare, confermano che nell’operazione c’è,evidente, l’accusa anche contro la manina interna in Fratelli d’Italia. Per quanto riguarda Forza Italia, premesso che Bardi ha fatto ferro e fuoco per escludere sia Cupparo sia Leone, con il primo che ha capito l’antifona e si è messo fuori da solo, prendendosi il merito di agevolare il ricambio, l’operazione riuscita, per il coordinatore Moles, è di aver conservato due assessorati, sacrificando il solo Leone chiamato a pagare oggettive colpe di efficienza ,sue e non solo sue. Tra gli effetti collaterali che sono ascrivibili all’attivo di Moles , c’è la messa in disparte del gruppo Viceconte- Cupparo, e la conduzione di un partito fatto a sua immagine e somiglianza. Il consigliere Piro, ad esempio ,da tempo era apertamente schierato contro Cupparo , forse anche per un problema di leadership territoriale, e , pur portando avanti la sponsorizzazione di Leone,non ha visto male la soluzione che si è appalesata. La Lega ne è uscita bene sia sul piano politico che su quello del potere perché ha migliorato le deleghe e sancito la fine delle ostilità con il gruppo dei duri e puri di Lavello-Venosa, che dal primo giorno hanno esercitato un protagonismo sia nel consiglio che in Giunta. Il solo Cicala, che anziché assicurarsi un posto sicuro in Giunta, ha difeso fino all’ultimo il suo incarico di presidente del Consiglio, rischia grosso, perché , a guardare bene la questione, i numeri per la sua elezione potrebbero non esserci, col rischio che si consumino in consiglio risentimenti , vendette e ritorsioni. Il classico esempio di “quando paga il giusto per il peccatore”!. E anche questo non creerebbe troppi dispiaceri all’interno. Insomma, quanto tutte queste riserve mentali, espresse o non espresse, abbiano orientato il tiro di Bardi non è dato sapere, ma è sicuro che abbiano giocato un ruolo importante.. E’ certo che per come è messo lo Statuto , il Presidente ha un solo ostacolo sulla strada della tenuta di questo esecutivo: quello del bilancio .Per il resto in Consiglio può accadere di tutto, ma niente che possa mettere in crisi veramente il Governo regionale. Come dire che questa crisi è stata chiesta ufficialmente dalla Lega , ma molti l’hanno condotta con il fine di riequilibrare i rapporti interni ai vari partiti. E questo è il risultato. Rocco Rosa
DIETRO LE QUINTE DI QUESTA CRISI REGIONALE
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