ADDIO MERAVIGLIOSO MARVIN: RIMARRAI IMMORTALE

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

DI LEONARDO PISANI

“l’ho cercata io, ero nato per fare la boxe […]. mi ha anche indicato la strada per una vita migliore. Perché sono convinto che lo sport e la scuola siano la chiave del successo”. Marvelous Marvin Haglerr (Newark, 23 maggio 1954 – Bartlett, 13 marzo 2021) 

 

Da adolescente aveva capelli lungi e riccioli, se li tagliò per la disperazione: le sorelle occupavano sempre il bagno di casa e lui faceva tardi a scuola; già il giovane andava bene a scuola e nel tempo libero, dopo lo studio andava a imparare la boxe. Il taglio di capelli a zero, poi quello sguardo torvo inquietava, metteva paura, avrebbe spaventato in futuro i suoi avversari poi, ma non i suoi tanti ammiratori, in tutto il mondo, compresa la sua amata Italia. Adorato dai bambini, dato che il terribile mancino, ha dedicato la sua gloriosa e purtroppo breve vita nel raccogliere fondi sia per gli ex pugili e sia per i bambini in condizione di disagio. Infatti è stato anche ambasciatore per la Fondazione Laureus Italia Onlus, che opera nelle periferie di Milano, Napoli e Roma dal 2005 a supporto di minori che vivono in realtà di forte deprivazione socio-economica. Fu chiamato il Meraviglioso e  fu il dominatore della categoria più prestigiosa e completa: i pesi medi, ma il suo percorso fu sempre in salita, Joe Frazier gli disse che aveva tre problemi: «Sei nero, sei mancino e sei troppo forte”, infatti aspettò anni per diventare l’unico vero campione e dominatore dei medi. Ma sapeva aspettare, era paziente, avendo imparato ad attendere  durante la lunga ed estenuante toilette delle amate sorelle. Una casa dominata da donne, il piccolo Marvin era stato abbandonato dal padre e cresciuto da una straordinaria mamma. All’anagrafe si chiamava Marvin Nathaniel Hagler, era nato  il 23 maggio 1954 a Newark nel New Jersey, dopo le sommosse accadute in città nell’estate del 1967, la famiglia di Hagler si trasferì a Brockton nel Massachusetts e lì inizia il suo destino segnato dal pugilato e dall’Italia. Brockton è anche la città natale dell’immenso campione Rocky Marciano. Nel 1969 il giovane Marvin conosce l’arte del pugilato nella palestra dei fratelli Petronelli, di diretta origine italiana, figli di emigranti del paese arbëreshë  Casalvecchio di Puglia, in provincia di Foggia. Erano stretti amici di Marciano. Lo seguono 24 ore su 24 e da dilettante nel 1973 Hagler diviene il campione nazionale Usa nei medi  con la vittoria su Terry Dobbs di Atlanta, allievo di Joe Frazier . Poi passa professionista: la gavetta sarà lunga, due sconfitte per caso, contro ottimi pugili ma poi strabattuti nella rivincita, ma aspetta anni per poter avere una vera chance.  Debutta pro nel 1973, in piena era Carlos Monzon, anno dopo anno sconfigge i più quotati della categoria Sugar Ray Seales, Willie Monroe, Eugene Hart, Kevin Finnegan, il terribile Benny Briscoe.

Sul trono dei medi dopo Monzon, si alternano Rodrigo Valdez, poi Hugo Corro e infine il pugliese Vito Antuofermo, un guerriero che non teme nessuno e finalmente il mancino di Brockton può combattere per il mondiale, ma viene fermato sul pari dall’italiano. Un verdetto generoso che premia il coraggio del campione pugliese sul ring del  Caesars Palace di Las Vegas  Nevada  era il 30 novembre 1979. Hagler non si dà per vinto, prenderà il titolo distruggendo il forte inglese Alan Minter, suo malgrado fu causa della morte di Angelo Jacopucci dopo averlo sconfitto per il  titolo europeo. Il futuro “Meraviglioso” il 27 settembre 1980 a Londra inizia il suo regno, Minter ko alla 3, Antuofermo fermato alla 4 , poi Hamsho, Lee, Sibson. I tifosi lo chiamano Meraviglioso, lo è: una macchina da guerra perfetta, calcolatore e picchiatore, tecnico  e guerriero, ha rivoluzionato la boxe, prima di lui i mancini erano considerati lenti, quasi goffi, nei pesi medi rarissimi i guardia destra mondiali, tra cui anche il lucano Raffaele Giordano, conosciuto come Young Corbett III.  Usava il jab destro da manuale, seguito dal sinistro ma era abile nel corpo a  corpo. Eccezionali i suoi montanti, sia di destro che sinistro. Poi una mascella di acciaio, mai al tappeto, tranne quando scivolò una spinta di Roldan; incassò le bombe di Mugabi e di Hearns, senza battere ciglio. Diede spettacolo della sua arte, della sua sinfonia pugilistica, del suo ritmo sincopato anche al Teatro Ariston di Sanremo, in una riunione organizzata dal romano di papà lucano Rodolfo Sabbatini, mettendo kot alla 5 il forte Fulgencio Obelmejias.  “Marveluos “ faceva alzare la notte anche chi non seguiva la boxe, le sue imprese sono epiche: contro Hearns, contro la leggenda vivente Roberto Duran, la straordinaria prova contro The Best Mugabi, poi quell’incontro stratosferico al Caesars Palace di Las Vegas: le due icone della Noble Art degli anni 80. Marvin Hagler contro Ray Sugar Leonard. Due campionissimi che avevano sempre diviso il pubblico: tra chi era il più

Ibba, Hagler e Bandecchi

forte, tra chi era il vero re della Boxe. Leonard si era ritirato, ma ritornò a combattere per una borsa stratosferica.  Si sa come finì, Leonard vincerà ai punti in 12 riprese con verdetto non unanime, Hagler lascerà per sempre il ring, deluso: era convinto di aver vinto. Una data memorabile, era il 6 aprile 1987, ben 34 anni fa, ma l’incontro ancor afa parlare, ogni hanno il mondo della boxe si divide tra chi considera vincitore Leonard e tra chi invece ha visto vincente il Meraviglioso.

Tutti noi lo consideravamo indistruttibile, questa mattina ho avuto da notizia dal brillante regista e scrittore Francesco Gallo, autore di pregevoli lavori sulla Noble Art. Il Meraviglioso se ne è andato a 66 anni questa notte, nella casa di Bartlett, New Hampshire, La notizia l’ha data la moglie Kay Guarrera con un post sulla pagina facebook di “The Mervelous” , un post sobrio, triste dove si chiede di rispettare il dolore della famiglia. Kay è di origine napoletana, da anni vivono a Milano e si sono sposati a Pioltello, il campionissimo si era appassionato anche di calcio, tifava per la Sampdoria, ha partecipato anche a alcune trasmissioni televisive e era disponibile, infatti quando poteva andava agli incontri con relativa pizza e cena organizzata dai vulcanici uomini di boxe: il maestro Roberto Ibba e Silverio Bandecchi, un toscano che vive a Lugano e che è stato testimone diretto di decenni e decenni di match di boxe in tutto il mondo. Ho contattato Roberto Ibba, era amico fraterno di Hagler, mi ha confidato che aveva sentito l’altro campionissimo Rocky Mattioli – nato a Ripa Taetina, il paese di origine di Marciano e ritornano le coincidenze – che Mattioli era distrutto dal dolore e di non essere riuscito a contattare la signora Hagler. Una notizia che ha addolorato il mondo del pugilato , se ne va un grande ma rimarrà immortale.

L’abbraccio tra i due mondiali Mattioli e Hagler

L’incontro con Thomas Hearns

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