Da un pò di tempo si è alzato il velo sui ritardi enormi che segnano l’edilizia pubblica e privata a causa delle lungaggini autorizzative. Mentre da un alto il Governo annuncia con grande solennità la semplificazione degli appalti, ci si è scordati di fare quelle norme che consentano di accelerare le autorizzazioni. Il caso dei ritardi che caratterizzano le pratiche all’Ufficio della Difesa del suolo della Regione Basilicata sono eclatanti. Diamo qui, con questa lettera indirizzata a Bardi da parte dell’ing.Cancellieri, uno spaccato della gravissima situazione che i tecnici stanno vivendo.
Caro Presidente Bardi,
sono certo che Lei venendo da una generazione che tanto ha letto, a seguito di questo scritto ricorderà “Il Processo” di Kafka, e quindi immediatamente comprenderà lo stato mentale di un Ingegnere che avvia una pratica di Deposito per un Calcolo di una Struttura presso il Dipartimento Assetto del Territorio Ufficio Difesa del Suolo di Basilicata.
Per altri che leggono informo che gli uffici deputati allo scopo hanno più sedi nella Regione e vista la mole delle pratiche, queste vengono processate da servizi esterni in convenzione.
Devo dire pure che le pratiche, vista anche la crisi del settore costruzioni, non sono certo le decine di migliaia del dopo terremoto in cui bastavano gli uffici correnti e che venivano vidimate “perfino” in quindici giorni ma tant’è.
Come ho già riferito sulle pagine di questo giornale, oggi invece capita che una pratica venga aperta la prima volta anche dopo 543 giorni!
Aperta mica vidimata!
E non ha importanza che si tratti del calcolo di una tettoia di pochi metri quadri quale era quella cui faccio riferimento o di un grattacielo da cento piani, 543 giorni!
Ma non è questo il punto nonostante l’abitudine che noi tutti abbiamo a praticare il masochismo quando entriamo in contatto con la Pubblica Amministrazione.
Il punto è un altro e ben più terribile!
Presidente, ecco l’esempio tipo che da solo griderebbe la vendetta dell’azzeramento in toto della intera macchina e la costruzione di un’altra nuova su basi finalmente di efficienza che questa è ormai degna solo dello sfasciacarrozze.
Faccio un esempio semplice-semplice adatto ad essere esaminato da chiunque non è del mestiere.
Per ogni Progetto Strutturale, che noi addetti chiamiamo Calcolo Strutturale, per prima cosa bisogna individuare la posizione del manufatto all’interno di un reticolo in cui è stata suddivisa la Nazione e che ha una maglia 10x10km.
Dieci per dieci chilometri!
Questo per definire l’intensità della azione sismica visto che l’intera Italia è soggetta a terremoti.
Dei quattro vertici di ogni maglia si sa praticamente tutto, in mezzo no e quindi si media matematicamente in funzione della distanza dai quattro vertici.
Sa Presidente cosa significa?
Significa che se devi fare il calcolo a Piazza Prefettura con sotto mille e più mille metri della argilla cristallina di Potenza tanto dura perfino di più di una roccia, o alla Cip-Zoo su un deposito fluviale profondo dieci di metri, nulla conta allo scopo cosa hai sotto le fondazioni (sic!) ma solo la distanza dai citati quattro punti!
Ricorderà Presidente, che la sera del 23 Nov.1980 a Montreale di fianco la Palestra comunale, morì una intera famiglia perché abitavano sul lato destro crollato del vano scala di un fabbricato di quattro piani il cui lato sinistro rimase tranquillamente in piedi!
Che significa questo?
Significa che in una maglia di dieci per dieci chilometri di cui ripeto per legge si sa tutto dei quattro vertici, la differenza fra la vita e la morte in caso di sisma, non è certo la distanza dai quattro vertici ma … la fortuna!
E quale è il legame col Dipartimento in parola?
Eccolo.
Tra i documenti d’obbligo di legge bisogna allegare anche la Relazione Geologica redatta appunto da un Geologo.
Costoro per individuare il punto della costruzione, utilizzano un sistema di riferimento affatto diverso da quello degli Ingegneri.
Tanto diverso ma così tanto diverso, che i due punti con i due metodi, distano a volte perfino dieci metri fra loro!
Dieci metri fra loro che è una quantità assolutamente risibile se le azioni sismiche da applicare devono essere determinate in funzione della sola distanza dai vertici del quadrato di dieci per dieci chilometri!
Quale è l’effetto sul nostro calcolo che finalmente qualcuno al Dipartimento ha deciso di aprire?
Dopo magari 543 giorni, scopri che si deve operare una correzione alla individuazione del punto dove sarà realizzata la costruzione.
A nulla vale che tenti di spiegare al solerte funzionario che trattasi di aria fritta perché lui ti risponde che il consulente esterno, spesso un geologo, a seguito del controllo che è solo formale, ha rilevato la difformità e quindi questa deve essere corretta!
Cerchi di dire che sei tu l’Ingegnere che ha la responsabilità del calcolo e quindi le tue coordinate valgono di più di quelle del collega dottore.
Niente, uno dei due deve correggere l’errore!
Per carità cristiana te ne incarichi tu da Ingegnere facendo magari notare a margine che la diversità di risultato è tra il risibile e l’offensivo per chiunque conosca anche solo l’Aritmetica delle scuole basse!
Naturalmente questa ultima cosa, costa alla pratica che “magicamente” al successivo esame viene scoperta un’alta mancanza magari del tipo di quella descritto, col risultato che il processo oltre i 543 giorni per la sua messa a ruolo, abbisogna al minimo di altri 90 giorni per concludersi.
Intanto arriva l’inverno e addio l’apertura del cantiere fino a marzo prossimo!
Kafka era un ottimista!
Caro Presidente, Lei sa che il timbro professionale ad un Ingegnere, al pari di quello di un Notaio, viene consegnato dal Ministero di Grazia e Giustizia a cura dell’Ordine di residenza e dopo il superamento di un Esame di Stato che si può sostenere solo una volta all’anno … e dopo ancora il conseguimento di una Laurea in Ingegneria … e dopo quasi venti anni di studio anche specialistici … e che si può utilizzare previa attestazione annuale a pagamento, del conseguimento di appositi attestati di Formazione Continua.
Visto ciò, perché chi opera il controllo, che è solo formale sui calcoli di un Ingegnere, non appone alcun timbro professionale quindi non assume alcuna responsabilità in merito ad una eventuale rovina della struttura?
Perché se fosse così l’ingegnere strutturista potrebbe segnalare alla Autorità Giudiziaria che qualcuno gioca con l’aria fritta, facendo perdere tempo prezioso non solo allo sventurato Proprietario o alla Impresa ma anche di converso alla intera Nazione che risulta rallentata da una macchina che invece che oliata è interamente arrugginita.
Tanto che quando uno di noi stanco vi si rivolge, il Magistrato magari interviene anche provocando quanto abbiamo visto nei mesi scorsi, non fosse altro perché in un meccanismo del genere è facilissimo che si inneschino fenomeni contro legge chiamate per pudore “vie preferenziali”!
La soluzione?
Basta osservare le Leggi Nazionali che dicono ben altra cosa, guardando cosa avviene in tante Regioni del Nord e consentire la autocertificazione del Professionista sul suo operato magari costruendo un sistema di controllo non formale, ma reale su ogni ipotesi iniziale e passaggio successivo passaggio di calcolo e nel caso di non rispetto della Norma, irrogare per il tramite degli Ordini Professionale e di più del Magistrato le necessarie sanzioni!
Naturalmente Sig.Presidente, sono disponibile, computer alla mano e programmi di calcolo in mio possesso che sono solo i più potenti sul mercato, di illustrare anche pubblicamente quanto vado affermando.
Nel caso porterei pure la documentazione relativa alla pratica dei 543 (cinquecentoquarantatre) giorni!
Nella certezza che se questa non letta direttamente qualcuno ne riferirà alla sua Persona in modo del tutto personale, porgo Distinti Saluti.

Ing.Giuseppe Cancellieri.