Per chi ,come noi, da tempo lamenta l’involuzione del rapporto di democrazia tra elettori ed eletti, con questi ultimi che ormai non rispondono alla base ma ai vertici del partito, è interessante constatare che la regola trova una eccezione , di cui va dato conto.
La consigliera regionale Dina Sileo, sicuramente la più prolifica in fatto di leggi proposte ed approvate, ha riunito cittadini ed associazioni, persone che l’hanno votata e persone che con lei hanno interloquito nella preparazione delle delle stesse leggi, per confrontarsi sui risultati ottenuti, sui problemi ancora aperti e sulle nuove emergenze. Il “coraggio di fare “ è il coerente titolo dato a questo incontro, tenuto a Potenza nella serata di ieri. E sul palco si sono succeduti quei rappresentanti della società che avevano sollecitato i singoli interventi legislativi e che insieme alla consigliera hanno contribuito a predisporne il testo, rendendolo il più vicino possibile alla realtà esistente. Così si è partiti dalla legge sul gioco d’azzardo, per una disamina del problema alla luce dell’intervento regionale, per passare alla medicina di prossimità e alla istituzione dell’infermiere di famiglia, alla legge per la valorizzazione dei piccoli borghi , alle comunità rinnovabili, agli usi civici, alla creazione dell’Orchestra basilicata 131. E poi al ruolo della cultura, per la quale la consigliera si è adoperata al fine di costituire un testo unico del settore, e nel frattempo ha portato in porto il piano triennale sulla cultura e quello sui musei. E infine, all’attenzione posta sul terzo settore e sull’attività fisica dei cittadini per migliorare la propria qualità di vita. Un volume di attività sorprendente, che è un metro per misurare l’impegno di un legislatore nella sua vera funzione per la quale è stata eletta e che, in un certo qual modo, ripaga lo stesso Governatore Bardi della fiducia accordatale con il conferimento della delega sulla cultura. Insomma , una serata di democrazia partecipata, in un’epoca in cui i politici sono abituati a guardare più ai giochini di carriera che al ruolo di rappresentanti del popolo. rocco rosa
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