DAL MARCHESE DEL GRILLO A “I BUONI SENTIMENTI NON CI SONO PIÙ”

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

Un botta e risposta con l’onorevole Gianfranco Blasi   dalla nuova manovra finanziaria alle proteste dei No Vax. Dalla vittoria a Roma del marxista Gualtieri fino ai nuovi scenari politici, con il nodo del prossimo inquilino del Quirinale

 Onorevole Blasi, il governo Draghi si appresta a varare la prossima finanziaria. Sembra che la fase ciclica sia positiva.

Verissimo. Grazie a una condizione economica migliore delle attese, l’Italia oggi ha una riserva speciale da spendere pari all’1,2 per cento del pil: più o meno  25 miliardi di euro da mettere sul piatto di una ulteriore crescita. Un’occasione d’oro per una riforma fiscale almeno da 10  miliardi. Si potrebbe finalmente imboccare la direzione di un abbassamento significativo delle tasse. Per farlo bisognerà evitare di mantenere risorse esagerate sul reddito di cittadinanza ed anche sugli anticipi pensionistici, ormai trattati a spezzatino e senza una visione omogenea. In ultimo, sarà indispensabile evitare, con coerenza, di duplicare la spesa pubblica, per esempio mantenendo attive poste di bilancio che, invece, saranno coperte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. 

Sostanzialmente Lei invita a stare attenti a non sperperare le risorse e a non duplicare le poste di spesa. 

Un governo di larghe intese ha un profilo culturale troppo differenziato. Accontentando tutti si rischia di non rendere selettiva la spesa. Ma Draghi è un campione del mondo di finanza ed economia. Sarà Lui a governare anche gli impulsi meno virtuosi.

Fra un po’ si vota per il Quirinale, mancano quattro mesi.

Il governo Draghi si avvicina al capolinea. Dopo le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica i partiti torneranno a dividersi. Non scommetto su un lungo governo di unità nazionale. Se poi Lei intendeva la possibilità di vedere Draghi al Quirinale, ecco, non è scontato, ma questo potrebbe davvero accadere.

Teme una fase conflittuale?

I Cinque Stelle sono rimasti senza voti e con un leader, Conte, che li sta traghettando verso un’area  desertica, asettica, direi, amorfa. Tutto meno che la loro storia. Salvini è ammaccato e la Meloni soffre la sindrome dell’abbandono da parte di Forza Italia e Lega. Letta si è convinto di essere uno statista, la reincarnazione di Prodi. Vedrà, dott. Pisani, dopo l’approvazione della Finanziaria e quando si entrerà nelle ore calde dell’elezione del nuovo capo dello Stato. Sarà allora che cominceranno i balletti …

Berlusconi, Meloni, Salvini

Su Meloni e Salvini c’è da dire che con questa storia dei No vax e No Green Pass si sono davvero incartati.

Incomprensibile la posizione di Meloni e Salvini sui disordini al porto di Trieste. Non si capisce se i due stiano dalla parte di una minoranza  di  facinorosi, non solo estremisti di destra come a Roma, ma anche molti anarchici e antagonisti di estrema sinistra, o se, come dovrebbe essere, dalla parte del quasi il novanta per cento degli italiani che si sono vaccinati e che ambiscono ad una vita normale.

C’è qualcosa che davvero ci sfugge. Molte posizioni sono accompagnate da atteggiamenti di uno pseudo virilismo, di un qualunquismo che, me lo faccia dire, lasciano basiti.

C’è un pezzo di società che fatica ad integrarsi, a sentirsi dentro un sistema di idee, diritti, valori e, quasi fisiologicamente, sembra non volersi applicare sui doveri di cittadinanza. Bisognerebbe lavorare sul sistema educativo per la valorizzazione della nostra parte più sentimentale, qualcuno la immagina debole, ma non è così. Questo volersi sentire forti, competitivi, antagonisti, ribelli, brutti e cattivi, qualche volta bulli e poi violenti, ecc., non aiuta il nostro mondo ad essere migliore. C’è un problema di ignoranza, di assimilazione a modelli mediocri che è molto profondo. Sono d’accordo con Lei, dott. Pisani.

Comunque, Onorevole, tornando alla politica, Le do ragione: La crisi dei 5 Stelle è, insieme all’appannamento di Salvini, la vera novità di questo turno amministrativo.

Le ha lette, dott. Pisani, le dichiarazioni di Di Battista. Occhieggia chiaramente  al vecchio ribellismo sociale. Conte appare smarrito,  di un garbo fragile. In questa dicotomia c’è l’attuale crisi di identità e di voti dei grillini. La Lega è molto in difficoltà nelle aree del paese dove non ha una classe dirigente stabile, riconoscibile. Ma gli resta uno zoccolo duro di voti, soprattutto nel Nord. C’è però una sostanziale differenza fra la propaganda populista e gli interessi dei ceti produttivi e del mondo delle partite Iva. Queste ultime chiedono stabilità e qualità nelle scelte programmatiche. La Lega di lotta e di governo non tiene. Questa cosa Salvini, Zaia e Giorgetti se la devono chiarire.

E del Pd che cosa dice, ha vinto su tutta la linea. Letta è euforico.

Gualtieri, il nuovo sindaco di Roma, è un dalemiano di ferro. Italiani ed Europei è la sua casa madre. Appartiene alla corrente romana del Pd dei cosìdetti “giovani turchi”. E’ uno studioso, innamorato di Togliatti. Un ex Pci, Pds, Ds, oggi Pd. Un intellettuale, un marxista organico. Unico neo che gli ex compagni gli rimproverano è stato l’innamoramento temporaneo per Renzi. Con Gualtieri, insomma, si guarda più indietro che avanti. Naturalmente, cento volte meglio lui di Raggi. Il Pd nazionale avrebbe bisogno di una legge elettorale tutta proporzionale per attrarre, se possibile, anche Forza Italia oltre i piccoli partiti centristi come quelli di Calenda, Più Europa e Renzi, senza doverli costringere ad una alleanza forzata entro poli precostituiti, che  nessuno di loro guarda con piacere. I Cinque Stelle, che votano tutto, in parlamento sono davvero tanti e, soprattutto, sono talmente sprovveduti che potrebbero persino votarla la legge elettorale proporzionale, che serve solo al Pd.

L’ho vista molto adirata. Ho letto sui Social che persino lei si è dovuto difendere da accuse surreali, del tipo di essere un fanatico di estrema destra.

Se lo ricorda il Marchese del Grillo, quel passaggio di Alberto Sordi che è rimasto epico. Oggi lo tradurrei così: “La libertà e la democrazia siamo noi e voi non siete un  “cazzo” “. Anzi, siete fascisti, ecc. ecc.  E’ una storia davvero insopportabile. Mi dichiaro per l’ennesima volta: sono profondamente antifascista  e tenacemente anticomunista. Aborro ogni forma di razzismo e xenofobia. Sono di formazione liberale e cattolica, ambisco ad una società di valori, di diritti e di doveri. Coltivo, come sosteneva De Gasperi, un nazionalismo positivo, non populista, inclusivo e dialogante. Credo nella libertà e in uno Stato leggero e non invasivo. Auspico il primato di persona, famiglia, impresa e comunità. Promuovo il Terzo Settore e il Principio di Sussidiarietà.  Vorrei uno Stato vicino ai cittadini, dove gli Enti locali siano protagonisti molto più degli apparati centrali. Penso, infine, che l’Europa dei popoli e delle nazioni sia una buona cosa. Un’ Europa federale, che riconosca le differenze e le valorizzi, con una Costituzione forte e moderna, liberale, fondata sulle comuni radici cristiane e sui principi laici di eguaglianza, libertà e giustizia sociale. Il centralismo democratico di cui è malata la burocrazia di Bruxelles è pericoloso. Il dibattito posto dai paesi dell’Est, vedi la Polonia, va rispettato e ne vanno comprese le ragioni di fondo. Non si può delegare la propria sovranità nazionale ad una struttura tecnocratica priva di organismi di democrazia, di rappresentanza popolare vera. E’ un tema questo di una serietà nodale. Dal canto mio, resterò per sempre un interclassista. Credo vi sia ancora un enorme patrimonio popolare di matrice sturziana da spendere. Riconosco, infine, a Silvio Berlusconi alcuni innegabili meriti politici e persino storici. E sono felice di essere stato un cislino, un democristiano e poi fra i fondatori di Forza Italia in Basilicata. Mi scusi lo sfogo!

La scuso e la capisco. Le faccio un’ altra domanda. C’è un rigurgito di terrorismo internazionale. Penso soprattutto al deputato inglese ucciso qualche giorno fa …

Dott. Pisani, il mondo è in affanno. Lei ha ragione, c’è una ipocrita continuità storica in questo terrorismo di matrice islamica. O meglio. Siamo di fronte ad un problema irrisolto. Le religioni, come le culture, ancor di più le società e le nazioni devono evolversi in meglio. Un processo che nel dopoguerra, a metà del Novecento, l’Europa ha affrontato ed in parte risolto, uscendo dalla palude del comunismo sovietico, ma anche da un egemonia politica ed economica di matrice americana. L’Europa ha  creato, con non poche contraddizioni, una società abbastanza forte, libera, matura nelle sue costituzioni e nella crescita del processo democratico di ogni suo paese. Bisogna insistere. C’è necessità, come le dicevo prima, di lavorare su regole condivise. Non dimentichiamoci però che ci sono forze esterne che non rinunciano a modelli religiosi e culturali arcaici, dove tutte le libertà vengono compresse e non c’è spazio per processi autentici di cambiamento. Pensi al ruolo delle donne nelle società mussulmane. Serve tempo. La storia ha bisogno di tempi molto lunghi, ma anche di carisma, profezia e lungimiranza, non tutti i conflitti sono risolvibili immediatamente  e soprattutto non certo con la bacchetta magica. Però serve mobilitazione culturale, intellettuale e poi politica.

Valicenti, Blasi, Pascale e Candela

Ultima curiosità. Con l’Accademia Tiberina avete organizzato una serata al Teatro Stabile di Potenza di assoluto rilievo e successo. Attribuendo alcuni premi e presentando l’ultimo libro su Dante dello Chef, Federico Valicenti edito da Universosud. L’ho vista, Onorevole, particolarmente su di giri.

Ha ragione dott. Pisani, sono stato e resto particolarmente felice di questa iniziativa. Facciamo così, cito tutti e nessuno degli amici che hanno reso possibile un evento di tale fatta e prestigio. Ma il carisma di Federico Valicenti, insieme al valore intrinseco dei premi attribuiti all’imprenditrice potentina, Stefania D’Ottavio, al poeta accetturese/perugino, Donato Antonio Loscalzo e alla giornalista di Sky Tg24, originaria di Sala Consilina, Tonia Cartolano hanno fecondato valori per noi decisivi, come spesso ripete Nicola Pascale, che della autorevole Accademia Tiberina è il presidente. Donne e uomini di terra lucana, dentro un bacino storico che parte dalla Magna Grecia e si irradia in culture e popoli diversi, in  decine e decine di secoli di contaminazioni anche religiose, che arrivano alla modernità e ai nostri anni pronti a chiedere conto e a parlare per conto del nostro territorio, di comunità mature, di sensibilità elevate. Che percepiscono la transizione dalla marginalità, dall’irrilevanza alla definitiva emancipazione. Tutto per coniugare terra e sviluppo, comunità e crescita, sostenibilità e futuro, giacimenti culturali, storico ambientali, antropologici e nuove opportunità.

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