DOMENICO FRIOLO: “AUTUNNO LUCANO”

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DOMENICO FRIOLO

 

AUTUNNO LUCANO

In questo tramonto lucano,
il focolare assopito 
è in attesa dell’autunno avanzato,
quando un ramoscello 
ne alimenterà la fiamma.
Il cielo intanto, 
perde il canoro di fantastici trilli
e il rapido volteggiante volo dei rondoni, 
Svaniscono dal suolo le ombre degli alberi, 
… e delle foglie, non rimarranno che reliquie, 
Rimangono rami ad assumere improbabili 
fattezze incollerite e stravaganti.
Nei giardini, le radici perdono il loro fiore, 
mentre la terra, inghiotte semi di grano
lanciatogli dal sapiente, saggio contadino.
Dalll’uscio, si invola lo sguardo al cielo 
vuol carpire il mistero atmosferico 
che suggerisca quale abito indossare. 
Autunno indefinito, a volte solitario, 
a volte silenzioso, in unico fascino: 
Quel fascino di vino novello lucano, 
e di quell’oro verde, di poderosi ulivi, 
Mentre il giorno si raggrinza 
e si copre sempre più di un triste buio.
Ed in quel buio, cantano i lucani, 
accordando la voce dell’autunno 
alle zampogne e alle ciaramelle 
mentre a notte fonda, si affaccia nel cielo 
con la sua evidente nebulosa, Orione, 
il cacciatore delle stelle, che annuncia
la stagione bianca e quel Santo Bambino.

Marburg Oktober 2017.

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Domenico Friolo...

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