AUTUNNO LUCANO
In questo tramonto lucano,
il focolare assopito
è in attesa dell’autunno avanzato,
quando un ramoscello
ne alimenterà la fiamma.
Il cielo intanto,
perde il canoro di fantastici trilli
e il rapido volteggiante volo dei rondoni,
Svaniscono dal suolo le ombre degli alberi,
… e delle foglie, non rimarranno che reliquie,
Rimangono rami ad assumere improbabili
fattezze incollerite e stravaganti.
Nei giardini, le radici perdono il loro fiore,
mentre la terra, inghiotte semi di grano
lanciatogli dal sapiente, saggio contadino.
Dalll’uscio, si invola lo sguardo al cielo
vuol carpire il mistero atmosferico
che suggerisca quale abito indossare.
Autunno indefinito, a volte solitario,
a volte silenzioso, in unico fascino:
Quel fascino di vino novello lucano,
e di quell’oro verde, di poderosi ulivi,
Mentre il giorno si raggrinza
e si copre sempre più di un triste buio.
Ed in quel buio, cantano i lucani,
accordando la voce dell’autunno
alle zampogne e alle ciaramelle
mentre a notte fonda, si affaccia nel cielo
con la sua evidente nebulosa, Orione,
il cacciatore delle stelle, che annuncia
la stagione bianca e quel Santo Bambino.
Marburg Oktober 2017.
