Migliorare l’interscambio tra università ed imprese anche attraverso la istituzione di dottorati di ricerca che possano metetre l’università in grado di corrispondere alle esigenze imprenditoriali è la grande novità espressa nel PNRR che ha finanziato 7500 borse per l’anno accademico 2022-2023 per attività da iniziare entro l’anno. Di queste, 5000 borse sono per dottorati innovativi indirizzati specificamente ai fabbisogni delle imprese e che comportano amnche l’assunzione di ricercatori da parte dei queste ultime;e 1200 per dottorati di ricerca rientranti comunque, negli ambiti di interesse del PNRR, 1.000 per dottorati per la Pubblica Amministrazione, 200 per il patrimonio culturale e 100 per dottorati in programmi dedicati alle transizioni digitali e ambientali.
L’obiettivo di queste misure è aumentare, promuovere e valorizzare l’alta formazione e la specializzazione post-laurea, innovando i percorsi di dottorato e promuovendoli anche all’interno delle amministrazioni pubbliche e nel patrimonio culturale, supportando così queste realtà verso una maggiore digitalizzazione, verso la “cultura dell’innovazione” e l’internazionalizzazione.
Nel dettaglio, il decreto ha suddiviso le prime 2.500 borse triennali grazie a 150 milioni del PNRR (su 462 totali previsti per queste azioni entro il 2026), tenendo conto della necessità di destinare per ogni misura il 40% delle borse alle istituzioni con sede nelle 8 regioni del Mezzogiorno: 1.200 borse per l’estensione dei dottorati di ricerca di cui 480 nelle regioni del Mezzogiorno contando su 72 milioni di euro, 1.000 borse per dottorati per la pubblica amministrazione di cui 400 al Sud grazie a 60 milioni, 200 borse per dottorati per il patrimonio culturale di cui 80 divise tra le università del Mezzogiorno per 12 milioni di euro e 100 borse per dottorati in programmi dedicati alle transizioni digitali e ambientali di cui 40 al Sud grazie 6 milioni di investimenti.
Particolare importanta è la introduzione, con decreto del 9 aprile, dei dottorati innoovativi industriali che hanno l’obiettivo, specificatamane al Sud di potenziare le competenze di alto profilo, in modo particolare nelle aree delle tecnologie abilitanti, attraverso l’istituzione di programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese.
Il decreto assegna i primi 150 milioni di euro (su 600 milioni complessivi previsti dalla specifica misura del PNRR) per il cofinanziamento al 50% di 5.000 borse di dottorato di dottorato triennale a partire dal prossimo anno accademico, tenendo conto anche in questo caso della necessità di destinare almeno il 40% del cofinanziamento disponibile, quindi 2.000 borse, nelle regioni del Mezzogiorno. Qui l’Università di Basilicata è destinataria di un finanziamento di 930 mila euro. Confinduastria Basilicata si è già fatta avanti per assicurare la partnership degli impernditori locali che debbono assumersi il cofinanziamento al 50 per cento delle borse di dottorato necessarie a soddisfare i probpri fabbisogni di riucerca e innovazione.
La borsa ha un valore di € 60.000, durata triennale, con il cofinanziamento da parte dell’impresa del 50% ovvero di € 30.000.
In quest’ottica l’organismo di rappresentanza industriale ha chiesto agli associati di interessarsi all’attivazione dei dottorati presentando richiesta entro il 13 maggio all’organismo confindustriale.