EDILIZIA, CRESCONO LE GARE, MA TEMPI DELLE OPERE ANCORA LUNGHI

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riccardo achilli

 

Il settore dell’edilizia, essendo tipicamente prociclico, segnala anticipatamente l’andamento più generale di un dato sistema economico: normalmente, quando il mercato degli appalti pubblici ed il mercato immobiliare residenziale mostrano segnali di surriscaldamento, ciò significa che la domanda aggregata, sia nella componente degli investimenti pubblici che in quella dei consumi in beni durevoli, sta ripartendo, e ciò, ovviamente, anticipa una fase di crescita. Il contrario, ovviamente, nel caso in cui il settore in esame manifesti segnali di rallentamento.

Purtroppo, non esistono statistiche ufficiali aggiornate su scala territoriale sul settore, per cui occorre affidarsi o a studi di settore per quanto riguarda il comparto residenziale, o, nel settore delle gare, ai dati pubblicati, con un certo ritardo, dall’Ance.

Con riferimento al mercato delle compravendite immobiliari fra privati, è appena uscito il rapporto-Basilicata compilato da Casa.it, con informazioni aggiornate sui primi mesi del 2019, che si basa sui dati forniti da un panel di agenti immobiliari. Il quadro che emerge, purtroppo, non è dei migliori. Nel 2018, le compravendite di case sono calate del 2,7% rispetto al 2018, e le proiezioni per il 2019 parlano di una ulteriore flessione del 2,8%, e di un calo del 2,9% anche per il 2020. Nell’insieme, fra il 2007, ultimo anno prima della crisi, e 2019, le compravendite immobiliari in Lucania sono scese del 36% circa. Tale continua flessione avviene, peraltro, in un quadro nazionale di ripresa, nel quale le compravendite, nel 2019, dovrebbero tornare a crescere, ad un tasso del 5%. Come effetto del declino della domanda, i prezzi continueranno a scendere fino al 2020, dopo aver perso poco meno del 26% fra 2007 e 2018.

Gli effetti, peraltro, sono differenziati territorialmente: mentre il mercato immobiliare di Potenza città, anche grazie ai notevoli investimenti immobiliari effettuati negli anni recenti con la formula dell’acquisto direttamente dal costruttore, manifesta alcuni segnali di ripartenza, con un incremento dell’8,7% delle compravendite sul 2017, ma con prezzi ancora in calo per via del surplus di nuova offerta generato dai citati investimenti, la situazione a Matera città è diversa, e segnala alcuni effetti perversi della nomina a capitale della cultura. Tale riconoscimento, con il programma di eventi che vi è associato per il 2019, ha prodotto un aumento dei prezzi, specie nella zona centrale, legato all’evento stesso, e non ad una maggiore domanda effettiva. Tale incremento dei prezzi senza domanda crescente ha generato un pesante decremento delle compravendite, mentre l’accresciuto flusso di turisti ha contribuito ad alimentare il mercato degli affitti, soprattutto quello dello short rent, legato agli alloggi turistici dei privati ed ai B&B. In altri termini, non si è ancora verificato il massiccio afflusso di acquisti, soprattutto di stranieri, che ha caratterizzato gli altri centri storici importanti del Paese, mentre sta alimentando un piccolo mercato di privati, destinato, con ogni probabilità, a ridimensionarsi quando il programma di eventi sarà concluso.

Sul versante degli appalti pubblici, gli ultimi dati disponibili, di fonte Ance, risalgono al 2018. A livello nazionale, il mercato delle opere pubbliche è in ripresa già dal 2017. Nel 2018 c’è stato un ulteriore incremento delle gare per lavori pubblici del 19,6% in numero e del 14,2% in valore rispetto all’anno precedente. Se si prendono in considerazione anche gli inviti per i quali l’Amministrazione procedente non ha l’obbligo della pubblicazione, nei primi 8 mesi del 2018 i contratti pubblici aumentano del 10% in numero e di ben il 70% in valore rispetto all’anno precedente.

La Basilicata mostra anch’essa una dinamica di crescita: le gare, nel 2018, crescono del 6,2% sull’anno precedente in termini di numero, e del 29,7% in termini di importo. L’incremento del numero di gare è quindi inferiore rispetto alla dinamica nazionale, mentre in termini di valore il trend è più vivace del dato italiano. Ciò, in pratica, significa che la ripresa del mercato delle opere pubbliche ha beneficiato una platea di imprese più ristretta di quella di altre regioni, essenzialmente i pochi operatori specializzati esistenti, mentre la crescita particolarmente rapida degli importi deriva dal valore molto basso di partenza (peraltro nel 2018 non sono state bandite gare per lavori superiori a 50 milioni di euro, quindi di fatto la crescita degli appalti ha riguardato lavori di piccola e media entità).

Nonostante la crescita rapida degli importi, il valore medio dell’affidamento per singola gara, in Basilicata, è ancora relativamente modesto: 0,94 milioni di euro a gara, a fronte della media italiana di 1,08 milioni di euro. Anche tale dato conferma come l’espansione del mercato delle opere pubbliche in Basilicata sia avvenuta essenzialmente per piccoli lavori e contratti di limitato importo (manutenzioni, piccoli rifacimenti, ecc.).

Detta modesta dimensione media degli appalti, ed il frazionamento in piccoli cantieri che ne deriva, dovrebbe, in previsione, ridurre l’impatto macroeconomico degli investimenti pubblici sul sistema economico e sul mercato del lavoro della regione, in termini di numeri occupazionali di cantiere più contenuti.

Inoltre, i particolari problemi di ritardo procedurale che caratterizzano gli investimenti pubblici in Basilicata, con tempi lunghi di attraversamento fra la fase di affidamento dei lavori e la concreta esecuzione ed il conseguente pagamento per SAL, ritardano gli esborsi monetari dall’ Amministrazione appaltante all’impresa, e quindi procrastinano molto in là nel tempo gli impatti economici ed occupazionali potenzialmente generati dall’incremento delle gare. Il rapporto dell’Agenzia per la Coesione Territoriale sui tempi di attuazione delle opere pubbliche, infatti, è impietoso: la durata media delle opere pubbliche in Basilicata è di 5,7 anni, a fronte dei 4,4 medi italiani. La fase di esecuzione dell’intervento, poi, che è quella in cui si verificano i pagamenti effettivi, quindi gli esborsi monetari che generano un impatto economico ed occupazionale sul territorio, dura 1,8 anni in media, a fronte degli 1,3 anni dell’Italia nel suo insieme. Di conseguenza, il relativo miglioramento del mercato degli appalti pubblici regionale verificatosi, pur con i limiti sopracitati, nel 2018, produrrà pienamente tutti i suoi effetti finanziari, e quindi macroeconomici, nell’arco di quasi due anni, cioè non prima del 2020.

La conclusione generale che si può trarre dall’analisi delle tendenze del mercato edilizio lucano, sia per la componente residenziale privata che per quella delle opere pubbliche, è che saranno necessari ancora diversi anni prima di evidenziare concreti effetti di ripresa della domanda, dell’occupazione e dei redditi. Il ciclo economico generale della regione tarderà quindi a collocarsi su un sentiero stabile di crescita, dovendosi attendere almeno fino il 2020, se non il 2021, quando dovrebbero manifestarsi i primi segnali di inversione positiva della tendenza della domanda immobiliare e si dovrebbero appalesare appieno gli impatti finanziari ed economici dell’aumento degli investimenti pubblici in infrastrutture (comunque limitati dal basso importo medio dei lavori e dal frazionamento dei cantieri, come detto in precedenza).

Sino ad allora, anche in considerazione della modesta quota di imprese lucane che esportano, al di fuori del settore automotive e di quello petrolifero, e quindi della difficoltà per il ciclo economico regionale di “agganciare” la ripresa dei mercati internazionali, ci si potrà aspettare soltanto una sostanziale stagnazione della crescita e del mercato del lavoro.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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