PARTE LA NUOVA CORSA DELLE POLTRONE

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Alcuni giornali dedicano molto spazio alla presunta resistenza sul posto di comando da parte di amministratori di Enti, commissari ordinari e straordinari, presidenti vari, quasi che fosse un fatto automatico che la loro attività sia cessata con la conclusione della legislatura. Non c’è scritto da nessuna parte   e, anzi, il passato parla di comportamenti esattamente contrari e di rispetto per le scadenze del mandato. Ma le regole sono fatte per essere cambiate , purchè ci siano però. E oggi se si vuole fare una nuova regola sulla materia, la prima legge da fare è quella di declinare come opera lo spoil system a livello regionale. Un solo articolo di legge che reciti più o meno così :” tutti gli incarichi nelle aziende, negli enti sub regionali, nelle società partecipate, nei comitati e nelle commissioni nazionali e regionali cessano con lo scadere della legislatura . I titolari dell’incarico dovranno formalmente rimettere il mandato nelle mani del presidente neo eletto. Detto questo però bisognerebbe fare un preliminare ragionamento sulle finalità  degli incarichi e sui requisiti adatti a rispettare il senso stesso del mandato: che è quello di amministrare un ente per conto della regione e nell’interesse generale della comunità. Non sarebbe una novità ad esempio se ci si limitasse a guardare a questi enti come postazioni politiche da occupare più o meno militarmente. Tolto il periodo della prima DC quando c’era una netta distinzione tra politici ed amministratori, si è sempre operato all’insegna del mandato fiduciario politico e non sarebbe uno scandalo se questo comportamento venisse replicato. Della serie “levati tu che adesso è il mio turno”. Ma per chi ha conquistato il consenso esattamente mettendo a nudo l’aspetto di una gestione politica come “poltronificio”, ci si aspetta che la musica cambi e lo spettacolo sia diverso.  E in questa direzione alcuni suggerimenti sono d’obbligo sia riguardo al profilo degli amministratori sia riguardo alla esplicita professionalità. E’ stato dimostrato che privilegiare negli incarichi i politici che non ce l’hanno fatta ad entrare in Consiglio regionale, quasi come una ricompensa per lo sforzo prodotto è sbagliato, perché “quel” politico  penserà solo al consenso da far crescere e non all’ente da far correre. Il caso dell’ASI di Potenza che per decenni pagava l’acqua a 19 cm e la rivendeva ad un centesimo era una forma di acquisizione del consenso da parte della politica ed è dovuto arrivare un commissario straordinario , di professione commercialista, per rimettere le cose a posto, al punto che quando la Sata si è vista arrivare una bolletta da 270mila euro è ricorsa al Tar. Conclusione: non si griderà allo scandalo se quelli che hanno criticato il poltronificio intendevano solo che uno si deve alzare per lasciare il posto ad un diverso.. sedere. Ma se il nuovo corso vuole essere rispettoso della promessa di nuova politica deve a) individuare le persone più capaci per la gestione di un ente sulla base di requisiti professionali specifici b) allegare al contratto o al mandato un atto di indirizzo rispetto gli obiettivi che deve conseguire e ai tempi dati c) presentare ogni anno il rendiconto dell’azione svolta . Se  a questo si aggiunge il suggerimento di prendere le professionalità indipendentemente dal loro credo politico, atteso il fatto che un presidente opera nella comunità e per la comunità, allora si potrà parlare di una svolta in questo importante segmento di attività regionale. Rocco Rosa  

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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