Elezioni 2020. La tavola è inbandita, ma non c’è posto per tutti

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Emir Kusturica, il regista dalle visioni strampalate e dalle immagini crude, potrebbe raccontare di un Pd materano che di colpo da personaggio centrale del racconto diventa una comparsa.

Un racconto in cui si vede il PD, quello che una volta era fortissimo e impenetrabile che vaga tra un tavolo e l’altro alla ricerca di uno schema vincente che possa garantire a una sua nutrita pattuglia di consiglieri di ritornare in via Ugo la Malfa. Non più dalla porta di servizio sostituendosi a una maggioranza uscita dalle urna, ma dalla porta principale, passando da una propria affermazione elettorale.

In queste ore, il segretario cittadino del PD, Cosimo Muscaridola, sta incontrando tutti i partiti, ovvero, quelli che ritengono di incontrarlo, allo scopo di esporre la propria strategia “per sconfiggere le destre alle prossime elezioni di maggio 2020”. La strategia, a quanto pare, è molto semplice e consiste nel proporre agli alleati la formazione di una coalizione non necessariamente guidata dal Partito Democratico. Senza nulla a pretendere, per dirla alla Totò, principe Antonio De Curtis.

Da Piazza degli Olmi – nuova sede del partito democratico materano – però, qualcuno vive questa scelta come la certificazione di uno stato di difficoltà e d’incertezza e non fa mancare accuse verso il segretario cittadino, reo  di aver trascinato il partito materano in questo stato, non tanto per gli aspetti politici, quanto, soprattutto, per le tante scissioni susseguitesi negli anni della sua reggenza. La rottura tra gli Adduciani e i Chiurazziani dopo il ritiro delle deleghe assessorili di Angelo Montemurro e Nicola Trombetta (quest’ultimo in lizza come papabile futuro sindaco), volute proprio dal segretario cittadino, sembrano proprio insanabili. E questo, per esempio, potrebbe non essere di buon auspicio rispetto alle velleità di vittoria al primo turno del segretario cittadino. Così come non gioverà alla causa, a meno di accordi dell’ultima ora, la scissione con gli Antezziani confluiti in Italia Viva. Circostanze che non incoraggiano il superamento delle criticità che i partiti di centrosinistra rilevano rispetto a un eventuale accordo con il PD. “Con questo Pd”. Fanno sapere da quel tavolo.

A tal proposito, da Roma, nelle ultime ore, per aggiungere ulteriori frizioni, Zingaretti fa sapere che le decisioni su capolista ed eventuali alleanze di primo e secondo turno saranno prese da via del Nazzareno e lì, come si sa, siede nelle vesti di membro dell’esecutivo nazionale, l’ex senatore lucano Carlo Chiurazzi, ispiratore dell’area politica esautorata dalla giunta comunale De Ruggeri. Una circostanza non di poco conto che nelle prossime ore potrebbe stravolgere il quadro politico complessivo per quel che riguarda il centrosinistra materano. Nel frattempo, incuranti delle questioni interne al Pd, Coalizione Civica, Sinistra Italiana, Verdi-EuropaVerde, Socialisti e altre liste di ispirazione civica che Antonio Sansone e Pasquale Manicone, attuali consiglieri di opposizione da un lato, e Pasquale Doria con Francesco Salvatore dall’altro, lavorano da mesi alla definizione di un progetto innovativo per Matera a cui partecipa anche il Movimento Cinque Stelle fresco di apertura statutaria a nuove coalizioni. Un “assemblage” corposo, nato in discontinuità con il passato, che potrebbe includere anche altre liste civiche e movimenti così da risultare vincente anche senza un accordo organico con PD. Il tavolo sembra essere in una fase avanzata e presto sarà individuata una rosa di nomi che concorreranno alla scelta univoca di un candidato o una candidata sindaco.

Per quanto riguarda il centrodestra, invece, sembra che la questione alleanze, capolista e liste, si voglia affrontare ai tavoli capitolini dove Fratelli d’Italia potrebbe cedere il suo candidato promesso da Salvini e da Berlusconi all’indomani dell’accordo Regione Basilicata, Comune di Potenza, e comune di Matera, in cambio del sostegno a Raffaele Fitto in corsa per la desognazione da capolista del centrodestra alla Regione Puglia. Una circostanza che però potrebbe creare non poche frizioni con i moderati di centrodestra che non vedrebbero di buon occhio un baratto di postazioni. Ora, se sparta piange Atene non ride e la soluzione al problema potrebbe venire dal solito Nicola Benedetto che, con il neonato movimento ispirato da Toti, potrebbe riempire due o più liste civiche da schierare contro il centrosinistra non escludendo la possibilità di sostenere un candidato leghista per Matera nella misura in cui Salvini gli garantisse un posto in parlamento. Oppure, se così non fosse, potrebbe collocare la sua pattuglia di candidati a sostegno di un’area centrista garantendosi comunque un’importante visibilità e un ruolo decisivo da giocarsi per una sua eventuale candidatura alle prossime elezioni politiche. Una scelta, quella centrista, che escluderebbe un accordo al primo turno con la Lega, la quale, in solitario, potrebbe tentare il colpaccio arrivando al ballottaggio per poi offrire il proprio sostegno (o riceverlo) per governare la città.

Una coalizione di centro potrebbe dunque aggregare altre liste delle quali si vocifera. Una ispirata da Rosa Mastrosimone, ex consigliera ed assessora regionale, un’altra, in fase di completamento, ispirata da Pasquale Stella Brienza, anche lui ex consigliere regionale e uomo di spicco della gloriosa ex Democrazia Cristiana e, addirittura, una lista ispirata da Maria Antezza  e Luca Braia di Italia Viva .

Un’operazione di vertice da giocare a tutti i tavoli: comunali, regionali e nazionali, che poco avrebbe a che vedere con gli interessi dei cittadini ma che ricollocherebbe tutti i personaggi in cerca di autore nel ruolo cui ciascuno ambisce. Agli elettori l’ardua sentenza!

Giuseppe Digilio

 

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