EOLICO, BASILICATA DEVASTATA NELL’IMPOTENZA GENERALE

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Alla distruzione estetica dell’ambiente sta lavorando tenacemente l’eolico, che in Basilicata scorazza da una collina all’altra incurante dei danni che provoca ai territori e alle persone.La storia di Brienza, uno dei borghi più belli d’Italia, è solo l’ultima in ordine di tempo. In territorio bradanico è successo la stessa cosa. A Matera non ne parliamo e fortuna che almeno lì sono riusciti a fare una leggina regionale che porta a 9 kilometri dalla città il perimetro di salvaguardia dall’invasione delle pale. Adesso ci si è messa anche la legge che porta il megaeolico alle competenze autorizzative del Ministero per cui il minieolico è senza ostacoli, il megaeolico è di competenza romana, e noi lucani possiamo solo stare a guardare le pale che girano. Eppure le colpe nostre ci sono e riguardano sia un atteggiamento di  fatalistica rassegnazione rispetto alla situazione esistente sia una incomprensibile ritardo nella preparazione dell’unico strumento che poteva regolamentare la collocazione di questi impianti, sia piccoli che grandi. Ed è il piano paesaggistico che da vent’anni è stato messo in cantiere ma che non ha mai avuto una vera priorità sia nel lavoro burocratico che nella decisione politica.  Le uniche reazioni si sono avute rispetto a tentativi di scempio ambientale che hanno provocato la riprovazione e la rivolta  dei cittadini, e in questi casi si è proceduto ad una sorta di anticipazione per stralci. Cosa che neanche sarebbe sbagliato se potessimo dargli una finalizzazione urgente rispetto a determinate realtà turistico ambientali: proteggere i principali borghi, lo skyline dei castelli, la nidificazone degli uccellli nelle oasi, la integrità naturalistica dei Parchi.  Se si aspetta un piano raccontato nei dettagli, fatto di norme puntuali per tutto, c’è il rischio che neanche in questa legislatura lo si approva. E dunque meglio un cantiere che si apre e si aggiorna per stralci che aspettare il taglio di nastro di un provvedimento che, proprio perchè globale, rischia di aprire troppi fronti tutti insieme. Altra cosa importantissima è verificare ogni anno da parte dei Comuni la esistenza , la validità legale, e il rinnovo della fideiussione per gli impianti mega e minieolici, per evitare che una volta obsoleti e in disuso, la società si scordi di smantellare gli impianti e di ripristinare i luoghi e lasci l’incombenza ai Comuni. Ogni sindaco ha la possibilità di chiedere conto di questo aspetto, anche promuovendo una controversia che chiarisca i comportamenti.  Il problema è questo: La basilicata ha superato di gran lungo il doppio deila produzione di energia alternativa rispetto al consumo regionale e si avviamo a triplicarla. E’ evidente che c’è una speculazione notevole su questo aspetto, aggravata dal fatto che, nelle bollette dell’Enel, è ancora in bella evidenza la tassa sui cittadini , sotto forma di oneri di sistema,per pagare queste energie alternative. Noi paghiamo in bolletta e loro vengono a deturparci l’ambiente e a fare soldi facili. E non basta che la procura ogni tanto pizzichi i furbastri che mettono una testa di legno per ogni particella che ospita un impianto, in modo da aggirare la legge sui parchi eolici che andrebbero preventivamente autorizzati. Ebbene, anche qui , se c’è la volontà, si può procedere con un lavoro serio e costante di accertamento burocratico su chi sono i titolari e su come fermarli. Basta la volontà di farlo seriamente e non per finta, facendo una opposizione al tar che sembra un gesto pilatesco di lavarsi le mani. Si facciano gesti forti, se si vuole praticare e non predicare il cambiamento. ROCCO ROSA

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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