FAL, LA CORSA AI SOLDI PER OPERE INUTILI

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Il combinato disposto della centralizzazione delle decisioni sul PNRR e dell’eliminazione da questa fonte di finanziamento di ben 13 miliardi destinati ai progetti degli enti locali, se a livello romano viene spacciata come un’operazione diretta a dare certezza di risultati , nella platea dei Sindaci genera delusioni e dubbi soprattutto in ordine alla  capacità di ancoraggio della spesa ad obiettivi che creano sviluppo. Ci sono fior di esempi sul fatto che la necessità di spendere in fretta questi soldi, con un orizzonte operativo limitato al 2026, mette i Ministeri  alla mercè di quelle agenzie nazionali, società a partecipazione e centri di spesa che sono bravi a frequentare i corridoi ministeriali e a farsi approvare progetti  buoni ad  alimentare la cosidetta “economia degli appalti” ( committenza, imprese, progettisti, collaudatori, responsabili della sicurezza ecc) ma che non si correlano a percorsi di crescita di una comunità e che stranamente portano in alto il costo delle opere rispetto alla media europea. Ci sono esempi di spese faraoniche per progetti cervellotici e privi di utilità, a dimostrazione che sovente a Roma  valgono più le relazioni che la qualità delle pratiche.  Se ci fosse necessità di un esempio basterebbe analizzare dove porta l’attivismo delle Fal per la Basilicata , un attivismo che macina milioni per mantenere dei servizi che non hanno alcuna utilità e che non sembrano destinati ad averla in futuro. Una società che continua a isolarsi in una rete ferroviaria a scartamento ridotto, trattata come una metropolitana regionale, appare chiaramente orientata a non perseguire una integrazione con la rete nazionale, cosa che può andare bene per la Puglia, che comunque ha punti di collegamento importanti con l’alta velocità/capacità, ma che è assolutamente controproducente per gli interessi della Basilicata, regione che ha bisogno come il pane di integrarsi con i grandi circuiti ferroviari. Il risultato è che si continuano a proporre ed a finanziare opere per la Basilicata che  sono costose, ma che non sono dirette a migliorare la situazione esistente. Prendiamo il caso di Matera. Tutti sanno che il collegamento di Matera con Bari è una tratta esistente solo sulla carta ma che nella realtà i treni viaggiano vuoti per il semplice fatto che nel 2023 non si possono percorrere 60 kilometri in due ore. In questi ultimi 40 anni ,una programmazione puntata sulle vere priorità avrebbe  cercato di realizzare l’unica cosa capace di togliere dall’isolamento la città dei Sassi: una linea elettrificata e a binario singolo con scartamento ordinario (quello delle ferrovia dello Stato). Si sarebbe tolta Matera dall’isolamento ferroviario e  realizzata la tanto attesa connessione con la rete nazionale ferroviaria. Invece oggi, con una stazione modernissima, la linea a scartamento ridotto è praticamente senza passeggeri, inutile e in perdita. Non solo ma ora che si sta portando a conclusione la tratta FS Ferrandina- Matera, il paradosso è che non c’è sbocco verso la Puglia e già da tempo si chiede di costruire il nuovo tratto verso il punto pugliese più vicino delle Ferrovie dello Stato. Avessero pensato a cambiare lo scartamento di quei sessanta chilometri tra Bari e Matera, avremmo speso meno soldi e realizzato la vera continuità ferroviaria tra la Salerno-Potenza-Taranto e la Ferrandina –Bari, per il trasporto simultaneo di passeggeri e merci.  Così che oggi abbiamo una stazione di grande pregio architettonico , capolinea di una ferrovia che non serve , di una metropolitana cittadina che non esiste, e di una linea Ferroviaria, Matera Ferrandina che si deve fermare a La Martella perchè  non può entrare nella stazione di Matera. La conclusione è che le Fal spendono i soldi , anche quelli sottratti a Potenza, per comprare 3 treni nuovi , per un totale di 27 milioni, la cui  caratteristica è di alternare la marcia elettrica con quella diesel, per limitare i fumi di scarico  di treni che continuano però a marciare vuoti.  Gli interrogativi non mancano: a che servono carrozze nuove per un treno che nessuno prende? E ancora: come può incentivare il turismo un sistema ferroviario che vede il viaggiatore arrivare a Bari, cambiare treno e viaggiare per due ore verso Matera? Sempre che viaggi nei giorni feriali, perchè in quelli festivi le Fal tengono tutti i treni fermi, compresi Pasqua, Pasquetta, Ferragosto, Natale e via dicendo. Per non parlare della situazione di Potenza dove si sono spesi fior di milioni per una metropolitana che non vedrà la luce perché non è stata fatta la sola cosa che bisognava fare, lo sdoppiamento dei binari nel tratto in cui convivono le ferrovie dello Stato con quelle delle FAL. Oppure, i treni da e per  Avigliano, la sola tratta che vanta una discreta affluienza, che sono privi di servizi igienici perchè i nuovi stadler non riescono a passare in alcune gallerie.E ancora, fior di soldi spesi per il Terminal –museo che non apre o nel quale non possono entrare i treni a tre carrozze. Insomma lo spreco più assoluto , realizzato nel più completo e consenziente silenzio di Sindaci , Assessori regionali, e  Sindacati, che non si sa perché non aprono bocca.  O forse si sa. E dunque, parlando in generale,  chi si assume il compito di vigilare perché le scelte del PNRR vengano indirizzate verso obiettivi tangibili di sviluppo. Nel silenzio della politica, il solo a farlo poteva essere la Magistratura contabile. Ma anche qui la mala politica ha provveduto a metterci mano. Nessuna indagine prima che le opere siano finite. . Siamo in Italia, signori. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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