FAL, LE MANI NEL PIATTO DEL RECOVERY, MA LA BASILICATA NON C’E

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Potremmo portare gli articoli di ventisei  anni fa e chiamare a testimonianza i superstiti del Comitato Difesa Consumatori di Matera per confutare la nuova strategia delle FAL di puntare al raddoppio della Matera Bari senza  passare attraverso l’adeguamento dello scartamento a quelle delle ferrovie dello Stato. Senza di questo la rete delle Ferrovie secondarie non potrà mai collegarsi alla rete principale e quindi non entrare in sinergia con quello che si va progettando de realizzando, a partire dalla Matera –Ferrandina ( con lo sbocco del pendolarismo nella zona ZES) e della Taranto-Metaponto-Potenza.  E dunque, realizzare il raddoppio della Matera Bari, senza pensare a cambiare  lo scartamento, significherebbe costringere i turisti che arrivano a Bari e diretti a Matera a cambiare treno, continuando nel calvario di oggi. Ebbene, nel silenzio generale delle autorità regionali, dei Sindaci interessati, dei sindacati di maggiore peso, l’amministarzione della FAL si intrufola nel piatto del recovery fund con prospettive che vanno bene all’azienda ma non al territorio regionale lucano, il quale sa che il traffico ferroviario di persone e di cose può avere prospettive localmente solo se messo in rete con ferrovie nazionali.

Questa discussione sulle vere priorità della basilicata non è entrata nella comprensione degli amministratori e si spera che la terza commissione attrezzata in assetto speciale per il recovery metta subito a fuoco il problema prima che passino le ipotesi farlocche della Azienda ferroviaria in concessionee.

Non distragga dalla questione principale ,il battage pubblicitario sui treni ad idrogeno. Questo è altro discorso e bene fa l’azienda a promuovere l’acquisto dei nuovi treni

In questi ultimi anni le FAL, a causa del consueto ritardo all’innovazione, si sono trovate a gestire tratte ferroviarie esclusivamente a Trazione Diesel, quindi con un grave gap tecnologico, da quando sono state attenzionate le emissioni inquinanti in termini di Anidride Carbonica e di Particolato emessi dai motori Diesel. Grave e al limite dell’assurdo è la storia della tratta Metropolitana di Matera con la Stazione di Matera interrata e con tratte interrate dove tuttora circolano motrici diesel. E’ evidente che qualora la frequentazione dei treni metropolitani divenisse più intensa, i livelli di saturazione dei fumi di scarico sarebbe da Camera a Gas e non sarebbe sufficiente neanche la trincea aperta sulla Stazione di Matera Centrale, proprio al fine di favorire lo smaltimento dei fumi. (Sono questioni che  il Sindacato USB va denunciando da anni).

In questa empasse si trovano al momento le FAL a causa del ritardo nell’innovazione e nelle tecnologie. Del resto la transizione alla Trazione Elettrica ha costi troppo elevati per linee a scarso traffico, tempi lunghi e presenta anche difficoltà esecutive, ad es.  la insufficiente altezza delle gallerie e dei sottopassi per l’installazione della Linea di Contatto.      

 

Questo è lo stato dell’arte ad oggi. La transizione all’Idrogeno sarebbe vantaggiosa per le FAL per    evidenti ragioni :

– si risparmierebbe sui rilevanti costi di elettrificazione della linea, da costruire ex novo. A fronte ci sono i costi della logistica e dello stoccaggio dell’Idrogeno nei Depositi ferroviari;

– possibilità di recupero e revamping delle nuove Motrici STADLER, sulle quali si rimuovono i motori diesel e i serbatoi del gasolio e si installano le unità a Celle di Combustibile ed i serbatoi dell’Idrogeno.

Del resto sul mercato già sono disponibili automotrici alimentate a Idrogeno, le produce ALSTOM-BOMBARDIER. Lo stesso gruppo FS – RFI ha già un accordo con SNAM per la gestione della rete e l’approvvigionamento dell’Idrogeno. 

Tutti i gruppi ferroviari europei si stanno indirizzando verso il “Green New Deal” dell’Idrogeno,  idonee soprattutto per le linee a minore traffico,dove i costi dell’elettrificazione risultano poco convenienti. Intense attività di preesercizio con esiti positivi  sono in corso in Germania, Svizzera e Olanda.

Le FNM (Ferrovie Nord Milano) hanno già acquistato sei treni a Idrogeno, in più vi è l’opzione per altro otto treni, per una commessa totale di 160 Milioni €.  Detti treni regionali Mod. Coradia Stream ALSTOM entreranno in servizio sulla Linea Brescia-Iseo-Edolo nel volgere di tre anni.

Si registra anche l’nteressante proposta di riattivazione della Linea ferroviaria Lagonegro-Sicignano di RFI con treni a Idrogeno. Sarebbe la prima Linea con trazione a Idrogeno del gruppo FS-RFI, proprio qui vicino a noi.

Evidentemente trattasi di una tecnologia matura e intelligente che produce allo scarico e immette in atmosfera Acqua pura (H2O). Lo stesso interesse sull’Idrogeno è in corso per l’intero settore Automotive, dai TIR alle auto. Il vantaggio rispetto dell’Idrogeno rispetto all’Elettrico in Automotive consiste soprattutto nel minor costo e peso delle Batterie, nella maggiore autonomia e nei più brevi tempi di ricarica o rifornimento.

Quindi la trasformazione della motoristica ad idrogeno ben venga, come sono stati i benvenuti i nuovi vettori stadler, ma i treni che verranno non cambieranno da soli la situaizone come non l’hanno cambiata i treni  a trazione diesel-elettrica Stadler: non hanno ridotto i tempi biblici di percorrenza e soprattutto hanno mantenuto il territorio regionale in pieno isolamento, al punto che ormai molte tratte vedono viaggiare i treni vuoti. E dunque  veniamo al punto principale: perchè la FAL continua ad andare in una direzione che danneggia la Basilicata?

Chi è addentro alle questioni sostiene che  l’azienda  difendendo lo scartamento ridotto in realtà difende la sua dorata autonomia. Lo chiama fattore identitario ma in realtà è una rete secondaria che fa bene al management, ai politici locali e anche ai sindacati che propugnano lo slogan del piccolo è bello. Invece questa “apartheid” garantisce solo il potere miope ed isolato del gruppo dirigente di FAL che potrà continuare a giocare con i “trenini” a spese del denaro pubblico.

Quale sviluppo ci sarebbe per i territori ? Dato che una siffatta linea a scartamento ridotto non avrà alcuna capacità di trasporto merci ? Come la mettiamo che costituende aree ZES del SUD, con la movimentazione su ferro  delle merci dai porti di Brindisi, Taranto, Salerno, Napoli, Gioia Tauro ecc. ? Evidentemente questo è il momento di scelte progettuali fondamentali per i nostri territori, ma la questione non è di carattere tecnico o progettuale, è essenzialmente di natura politica.

Intanto la tanto attesa Transizione Energetica affida un ruolo importante all’implementazione del trasporto merci su ferrovia, a causa del basso consumo energetico e per l’elevato standard di sicurezza

Il gruppo dirigente di FAL potrà riuscire ancora a drenare finanziamenti pubblici su tali progetti dissennati, simili a quelli che fino ad ora hanno prodotto

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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