
LIDIA LAVECCHIA
E’ iniziato il conto alla rovescia per le riaperture del 26 aprile annunciate dal premier Mario Draghi, con l’incognita del pass per gli spostamenti tra regioni e l’accesso ad eventi. Sullo spinoso tema lunedì si confronterà il Cts: tra le ipotesi in campo c’è quella di un’app con un codice Qr sul modello di quella israeliana e quella a cui sta lavorando anche l’Unione Europea, ma ci vorrà del tempo per attivarla. Dal 26 potrebbe così bastare una certificazione che dimostri una delle 3 condizioni richieste: vaccinazione, test negativo, guarigione. Sarà il Consiglio dei ministri tra martedì e mercoledì prossimo a varare un decreto con le nuove regole ed il ritorno delle zone gialle.
Il pass servirà a spostarsi tra regioni di colore diverso e ad andare allo stadio, a concerti o altri eventi. Sulle esatte condizioni da rispettare (vaccinazione, guarigione, tampone negativo, ad esempio 48 ore prima prima dello spostamento) l’ultima parola spetterà al Cts. Si passerà poi alla realizzazione tecnica, che si annuncia tutt’altro che breve, ma l’intenzione è di procedere in linea con l’app europea che dovrebbe diventare pienamente operativa a luglio. Si parla di un codice Qr da esibire sul cellulare o da stampare. Ma prima dovrà essere superato il vaglio del Garante della Privacy. Rispetto al precedente dell’app Immuni, che non è decollata, a favorire la diffusione della certificazione tra gli italiani sarà l’interesse ad averla per poter viaggiare o assistere agli eventi. Chiaro è che il via libera alle attività all’aperto dal 26 definito da Draghi “un rischio ragionato”, dovrà avvenire con rispetto scrupoloso delle prescrizioni su distanze, spazi, dispositivi. Un’indicazione che il Viminale trasferirà ai prefetti con una nuova circolare da trasmettere alle forze dell’ordine che saranno impegnati nei controlli. Il decreto che il Governo si prepara a licenziare fisserà i termini delle riaperture: dal 26 aprile in zona gialla sarà possibile mangiare solo nei locali che hanno tavoli all’aperto e dal primo giugno anche in quelli al chiuso, ma solo a pranzo. Nella stessa data via libera sempre all’aperto a teatri, cinema e spettacoli mentre i musei saranno accessibili anche al chiuso così come piscine e palestre. Le misure al vaglio destano scontro tra le varie fazioni politiche: gli “aperturisti” nella maggioranza spingono per un’ulteriore accelerazione. In prima fila Salvini: “prossimi obiettivi: anticipare riaperture al chiuso e cancellare il coprifuoco delle 22. Avanti, non si molla.” dice il leader della Lega. Mentre Daniela Sbrollini di Italia Viva invita l’esecutivo a riaprire piscine e palestre al coperto già dai primi di maggio. Mentre il Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, chiede i ristoranti aperti anche al chiuso in zona gialla. Sempre all’attacco FdI: “Continuare con il coprifuoco è uno sfregio alla libertà individuale”, secondo Giorgia Meloni, critica anche sulle riaperture dei ristoranti solo al chiuso: “una follia totale, altro che cambio di passo.” Invita invece alla cautela il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca: “dobbiamo fare molta attenzione, se apriamo in maniera scriteriata tra 15 giorni chiudiamo tutta Italia”. Aspettando il 26, ci giungono immagini di folla nelle strade, dal lungomare di Ostia alle vie dei centri storici di Roma e Torino, dove nel primo sabato arancione la gente si è messa in fila fuori dai negozi. Qualche centinaio di persone, per la maggior parte senza mascherina, si sono radunate nel pomeriggio di ieri in piazza Duomo a Milano per una manifestazione No Vax. Una situazione delicata per tutti, quindi, Governo e addetti ai lavori, questi ultimi sempre più esasperati. Riusciranno le forze politiche ad accontentare tutti? La risposta arriverà nelle prossime settimane. Unico dato confortante, i numeri della vaccinazione in Italia, che prosegue a tambur battente, sfiorando i 15 milioni di persone vaccinate.