LE FESTOLE DI TRECCHINA

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CARMINE MAROTTA

CARMINE MAROTTA

Esplorando in una faglia

Non sempre le grotte sono state generate dalla sola erosione delle rocce. L’erosione delle rocce avviene, spesso, nelle fratturazioni della roccia, piccole o grandi fratture che vengono, nei millenni, allargati dai processi erosivi. Esistono comunque anche grotte generate da importanti movimenti tettonici. A Trecchina ci sono due cavità createsi per distaccamento dei due lembi (pareti) di una faglia faglia. Proprio in questi giorni i media stanno parlando di grandi movimenti tettonici dell’appennino centrale e dei relativi movimenti sismicfestolagranderilievoi generatisi con scariche energetiche rilevanti e devastanti.

Sono impressionanti le immagini viste in televisione relative alle faglie che hanno innescato i recenti terremoti italiani Ebbene a Trecchina, due grotte, La Festola Grande e la Festola Piccola altro non sono che lo spazio lasciato libero dal distaccamento delle due pareti rocciose della stessa faglia. Due cavità verticali, la piccola di poche decine di metri mentre la Festola Grande di 136 metri di profondità. Originatesi quando il Graben di Parrutta (una depressione tettonica) aprì, alla fine del pleistocene, la strada lungo la Valle del Noce con lo svuotamento dell’invaso lacustre che riempiva il bacino che andava dall’attuale Parrutta all’attuale Rivello. Un lago di discrete dimensioni che caratterizzò la paleogeografia dell’aerea per l’intero pleistocene. Nel dialetto Trecchinese il termine Festola sta ad indicare Burrone, Forra. Ed in effetti le Festole di Trecchina, ed in special modo la Grande ha le caratteristiche morfologiche di una profonda forra. Esse, nel passato, sono sempre state un tabù per la popolazione locale: tantissimi racconti, frutto delle fantasie e nello
stesso tempo della paura della gente, parlano di streghe, di mostri e di maledizioni per gli esploratori. Ma ogni tabù, ogni paura, ogni credenza popolare è stata sfatata nel 1977, quando gli speleologi di Trecchina con l’intervento di altri cfestola2-1olleghi pugliesi e liguri attaccarono le oscurità della Festola Grande.Era il 21 gennaio 1977, dopo che nell’agosto precedente era fallito il primo tentativo di esplorazione. Dodici ore occorsero al primo uomo per raggiungere il fondo a 136 metri di profondità. Una grossa fenditura nel terreno, larga da 0,80 a 4,00 metri lunga circa 80 metri ne rappresenta l’ingresso. La larghezza varia da 1 a 4 metri. Sul versante sud alcuni ponti naturali formano finestroni che si notano dalla sottostante valle del noce. La discesa è particolarmente pericolosa per la caduta di rocce che si staccano dalle pareti. La cavità, che, come dicevo, è tettonica, ovvero l’interno di una faglia, non presenta concrezionamenti tranne piccole stalattiti e rare deposizioni di carbonato di calcio sulle pareti. Nel punto più profondo è stata posta una targa a ricordo della prima esplorazione. A poca distanza c’è la Festola Piccola, così definita, perché fra le due è quella dfestola4i minori dimensioni, si apre sulla sommità della Costa Murazzi a poche centinaia di metri dal Centro Storico di Trecchina e dalla statua del Cristo degli Speleologi in località Jardino. Essa ha uno sviluppo prevalentemente verticale: l’ingresso della cavità è costituito da un piccolo foro, di forma ellissoidale con un asse maggiore di 80 cm ed un asse minore di 60 cm, posto ai margini di una mulattiera, difficilmente individuabile perché in parte nascosto da un masso ed in parte ricoperto da erba. Dall’ingresso ci si immette in un primo pozzo di 7 metri e successivamente, dopo un cunicolo di 14 metri con un dislivello di circa 6, si giunge al secondo pozzo, profondo circa 8 metri, dopo il quale si procede con forte dislivello fino alla profondità di circa 40 metri. I cunicoli che seguono sono inesplorabili perché troppo stretti. In questo punto si avverte la sensazione di essere “abbracciati” da una Faglia. L’esplorazione è riservata agli Speleologi esperti. (la foto a colori è stat presa dal sito TRECCHINA INFO

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Sull' Autore

Carmine Marotta

Carmine Marotta: nato a Trecchina nel 1957, vive a Prato, frequenta il Liceo “Orazio Flacco” di Lagonegro e Scienze Geologiche a Napoli, speleologo dal 1974, fondatore del Gruppo Geo-Speleo "Valle del Noce" e del Centro Europeo di Speleologia Marina, curatore del Catasto delle Grotte Naturali e delle Aree Carsiche della Basilicata dal 1987, numerosi incarichi nazionali in seno alla Società Speleologica Italiana, autore di molte pubblicazioni scientifiche di geomorfologia e speleologia. Suoi i libri per Coscile Editore: Escursioni sul Coccovello, La Grotta delle Meraviglie, Grotte della Valle del Mercure. Inoltre il volume Grotte ed Aree Carsiche della Basilicata (Ed. Regione Basilicata) e altri testi su ecologia ed escursionismo in Basilicata. Studioso e ricercatore di Storia della emigrazione lucana in Brasile. Suo il libro Casa Confiança (Attucci ed.), bilingue (italiano e portoghese) sulla storia pionieristica dei lucani nello stato di Bahia in Brasile. Collabora con numerosi quotidiani e riviste regionali e nazionali con articoli di geomorfologia, geologia e speleologia. E' volontario in Croce Rossa Italiana e in Protezione Civile.

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