FIGLI E FIGLIASTRI GIA’ DALL’ASILO

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In questi giorni si sta discutendo con una certa vivacità del problema della povertà educativa, cioè della insufficiente offerta di servizi atti a rispondere in pieno alla richiesta di istruzione , sia dal punto di vista didattico che organizzativo e logistico. E’ in verità da tempo che il garante per l’Infanzia ha lanciato l’allarme sulle risposte insufficienti che sono state date a questo diritto alla scuola in tempo di pandemia, con soluzioni drastiche o con interventi abborracciati. Così come è evidente che proprio la pandemia ha reso esplicito un divario sulla consistenza e qualità dei servizi tra Nord e Sud, ove si considerino la qualità dell’organizzazione, la diffusione della tecnologia, le reti di comunicazione  e tutto quello  che serve per supplire alla didattica in presenza. Emerge , anche in questo caso, l’abbandono cui il Sud è stato condannato dall’Unità ad oggi, abbandono che neanche adesso, dopo che si è reso evidente ed esplicito l’ampiezza del divario, ci si preoccupa di recuperare. per capire di che cosa parliamo prendiamo il cuore di un report pubblicato proprio ieri dal sito InvestinBasilicata, sugli asili nido, quantità e qualità dell’offerta in Italia. A sostegno dell’assunto che investire sull’offerta e sulla domanda di asili nido ha un effetto positivo nel contrasto alle diseguaglianze di opportunità per i bambini, nell’incremento della parità di genere e della condivisione dei carichi familiari, l’analisi di Dino Rosa, affronta il tema degli investimenti per sostenere che non c’è stato negli anni né un investimento adeguato né una partecipazione diffusa alla formazione della primissima infanzia soprattutto nel Mezzogiorno. Anche se l’inserimento dei bambini di 0-2 anni nelle strutture per la primissima infanzia è cresciuto nel tempo, dal 15,4% nel triennio 2008-2010 al 28,2% nel triennio 2018-2020, il livello è inferiore all’obiettivo europeo di almeno 1 bambino su 3 fissato nientemeno che nel 2010.

RIPARTIZIONI Posti nel settore pubblico per 100 bambini di 0-2 anni Posti nel settore privato per 100 bambini di 0-2 anni Posti totali per 100 bambini di 0-2 anni
NORD-OVEST 14,3 14,9 29,2
NORD-EST 18,3 14,2 32,5
CENTRO 16,4 16 32,4
SUD 5,6 6,7 12,3
ISOLE 7,3 6,1 13,5
ITALIA 12,6 12,1 24,7

A livello territoriale l’inclusione più elevata si osserva nelle regioni del Nord (43% dei bambini di 0-2 anni iscritti agli asili nido nella provincia autonoma di Trento, 41,7% in Valle D’Aosta, 34,5% in Veneto), del Centro (42,6% in Toscana, 32,4% in Umbria e 33,8% nel Lazio) e in Sardegna (28,8%). L’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia ricalca, infatti, la geografia delle disponibilità delle strutture sul territorio italiano, e sconta forti ritardi e disomogeneità territoriali. Dal lato dell’offerta dei servizi per la prima infanzia, ad eccezione del caso della Sardegna, è ancora ampio il ritardo del Mezzogiorno, seppure molte delle regioni di questo territorio registrino, negli ultimi anni, l’incremento più significativo .

Diventa tutto più chiaro se diamo un’occhiata alla spesa italiana per gli asili nido

. SPESA PRO-CAPITE DEI COMUNI SINGOLI E ASSOCIATI PER I SERVIZI SOCIO-EDUCATIVI

PER LA PRIMA INFANZIA (EURO PER BAMBINO RESIDENTE DI 0-2 ANNI). Anno 2017

(https://www.istat.it/it/files/2019/12/Report-asili-nido-2017-2018.pdf)

trento 2.235
val d’aosta 1.929
emilia romagna 1.724
lazio 1654
toscana 1.485
liguria 1.219
Bolzano 1179
Friuli Venezia Giulia 1076
Umbria 1.004
Lombardia 844
Piemonte 759
Marche 697
Sardegna 579
Veneto 551
Abruzzo 428
Sicilia 364
Molise 324
Basilicata 317
Puglia 284
Campania 219
Calabria 116

E questo divario nei servizi non riguardano, come vedremo, solo gli asili nido, ma tutti i servizi, dalla scuola, all’università, alla formazione professionale, ai trasporti. Ci sarebbero motivi per scendere in piazza tutti i giorni, ma disponiamo di una classe politica che non si pone questi problemi, tutta interessata com’è a gestire il suo piccolo “particulare”. il Governatore Bardi sembrava aver fatto una mossa per avviare un vero coinvolgimento delle Regioni su questi temi, ma l’iniziativa , al momento, è  abortita, come un petardo inesploso.

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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