“FRATELLI TUTTI”, L’ENCICLICA CHE NON TI ASPETTI

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Michele Petruzzo

Frontiere, globalizzazione, diritti umani e coscienza storica. Di questo si parla all’interno dell’Enciclica Fratelli tutti, la cui radicalità sembra aver suscitato non pochi malumori, soprattutto a destra. Nell’ottavo anno del suo pontificato, Papa Francesco si è espresso su tematiche cruciali e spinose, ormai imprescindibili per la geopolitica dei giorni nostri.

La lettera si apre con un appello alla fratellanza, capace di superare “barriere e muri”. Declinare queste parole in maniera differente rispetto all’uso che ne fanno i sovranisti fa sicuramente effetto. Se poi è il Papa a farlo, allora lo stupore è giustificato, anche a sinistra!

La presa di posizione contro i “nazionalismi chiusi, esasperati, risentiti, aggressivi”, responsabili del regresso storico che stiamo vivendo, è netta e non lascia spazio a fraintendimenti o strumentalizzazioni. Al centro della polemica papale è proprio quel modello di società che ammette ogni tipo di circolazione delle merci, ma al contempo rifiuta gli spostamenti umani, dettati da guerre, miseria, dittature.

Il Pontefice ha utilizzato il termine “decostruzionismo” per provare a spiegare la fine della coscienza storica. Un fenomeno complesso, silenzioso, che si insinua nei diversi strati dell’esistenza e che si nutre di due potenti sedativi sociali: l’individualismo e il consumismo. Gli stessi che chiudono i nostri occhi davanti alle ingiustizie, che ci fanno andare a dormire tranquilli, che anestetizzano l’umanità necessaria ad un vivere civile e democratico.

Le nuove forme di colonizzazione culturale hanno inevitabilmente cambiato il senso ed il significato di larga parte del lessico politico. Questa consapevolezza si pone alla base di una domanda cruciale all’interno dell’enciclica: “Che cosa significano oggi alcune espressioni come democrazia, libertà, giustizia, unità?”. La risposta che segue fa riferimento ad una manipolazione, o meglio ancora ad una deformazione di esse, che, inevitabilmente, finiscono per diventare strumenti di dominio, “titoli vuoti di contenuto che possono servire per giustificare qualsiasi azione”.

In questo testo risuonano concetti cari alla sinistra, come la distribuzione disomogenea della ricchezza, i diritti degli ultimi, o, ancora, l’idea di potersi salvare solo all’interno di una dimensione collettiva. Ma ciò che più ha fatto riflettere e discutere è sicuramente il passaggio sulla proprietà privata, a cui viene dedicato uno specifico paragrafo: Riproporre la funzione sociale della proprietà. Si tratta di uno snodo cruciale, in cui si sottolinea che la tradizione cristiana non ha mai ritenuto assoluto o intoccabile il diritto alla proprietà privata, ma, al contrario, riconosce la sua funzione sociale. Parole che per alcuni sono risultate anacronistiche, trattandosi di un’enciclica, e non di uno scritto di Marx. Ma non è tutto, perché dopo aver ripudiato qualsiasi forma di razzismo e xenofobia, il Papa si addentra nella specifico di alcune misure politiche, che indica quali risposte indispensabili alle gravi crisi umanitarie: 

“incrementare e semplificare la concessione di visti, adottare programmi di patrocinio privato e comunitario, aprire corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili; offrire un alloggio adeguato e decoroso; garantire la sicurezza personale e l’accesso ai servizi essenziali; assicurare un’adeguata assistenza consolare; la possibilità di aprire conti bancari e la garanzia del necessario per la sussistenza vitale; prevedere programmi di custodia temporanea o di accoglienza…” 

La politica viene, dunque, affrontata di petto e non di striscio. Non a caso il quinto capitolo,  La migliore politica, si pronuncia su populismi e liberalismi, chiamando in causa tematiche quali il lavoro, il popolo, la distribuzione del potere, arrivando addirittura definire la “politica di cui c’è bisogno”: portatrice di una visione ampia, di un approccio integrale, capace di includere in un dialogo interdisciplinare i diversi aspetti della crisi e di riformare le istituzioni.

L’enciclica Fratelli tutti, incentrata sulla fraternità e l’amicizia sociale, parla in maniera chiara alla testa e non alla pancia delle persone, a cui si rivolgono solitamente i sovranisti. Un documento che sancisce inevitabilmente una svolta in questo pontificato, perché sceglie da che parte stare e non teme la radicalità di certe parole e posizioni ideologiche.

 

 

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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