Costituzione e salute: una lettura sbloccata dell’art. 32

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di Teri Volini


La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana
. (Costituzione italiana. Articolo 32)

L’articolo 32 prevede dunque la tutela della salute dei cittadini.
Qualche giorno fa. nel raccomandare il rispetto delle norme di sicurezza per il Covid-19 ( igiene, distanziamento, mascherina, guanti), il ministro della Salute non ha mancato di sottolineare con enfasi che l’osservanza di tale diritto non dipende dai singoli amministratori, sindaci, presidenti delle regioni etc., bensì dalla Repubblica stessa, che se ne fa garante.
A tale proposito non è inutile attivare un ragionamento articolato, a 360°.

Tutelare la salute

Cosa significa tutelare la salute? Per ciascun individuo sul pianeta, garantire  che l’acqua che beve, l’aria che respira, i frutti della Terra di cui si nutre, i luoghi in cui vive e lavora siano integri, non contaminati da ogni genere di veleni e inquinanti come accade ormai da tempo, con conseguenze deleterie a tutto campo, per gli esseri umani, gli animali e tutto l’ecosistema.

La tutela della salute dei cittadini – ed in particolare dei soggetti più deboli, come bambini, anziani, donne in gravidanza, portatori di altre malattie – non ha forse a che fare con l’inquinamento spinto a diversi livelli, nelle città e nei territori stessi, fino ad arrivare – tanto per fare un esempio – a situazioni insostenibili come nella zona di Taranto e dintorni, dove le polveri delle acciaierie hanno provocato immani disastri: cancri generalizzati, carcinomi, malattie respiratorie, leucemie infantili ed ogni sorta di danno, compresa la compromissione a lungo termine dei luoghi?
https://www.talentilucani.it/le-difese-naturali-da-mobilitare-contro-il-covid/?fbclid=IwAR3TkNyWX5rrCut5-KA-C51VsqnQWelldljPxWQs1JeViUthb20SflWBrcA

Lo stesso vale per le polveri sottili emesse dalle fabbriche, per decine di anni senza alcun controllo e nessuna messa in sicurezza delle emissioni, e dai tremendi inceneritori, di cui un esempio farsesco nel territorio potentino è stato quello che, dismesso perché desueto, ha rischiato di essere rimesso in funzione da una politica dissennata.

Come si può essere sani in un ambiente malato?

Tutelare la salute non attiene forse a controlli severi e specifici su tutti i terreni agricoli e riguardo alle norme di coltivazione e produzione di tutto ciò che poi entrerà nel nostro organismo, ma della cui integrità c’è da dubitare fortemente?

L’uso insensato di pesticidi, l’ignorare ad oltranza  alternative valide, pure esistenti, l’uso di fertilizzanti e concimi chimici – tra cui il terribile glifosate – e la contaminazione dei terreni stessi in cui, oltre ai suddetti elementi, vengono sversati spaventosi veleni, compresi quelli degli scarti radioattivi e quelli delle estrazioni petrolifere, a quali conclusioni porta? Per non parlare delle Terre dei Fuochi, quelle note e quelle nascoste in ogni dove.
Eppure, a partire dagli anni Settanta del Novecento, la giurisprudenza aveva confermato il diritto a un ambiente salubre come premessa necessaria per rendere effettivo il diritto alla salute: ma in pratica, questo è stato bellamente ignorato?

 Campo libero alle malattie

Rispetto a questo quadro desolante e sinistro, quasi apocalittico, foriero di gravissime conseguenze a breve e lungo termine, cosa fa “la Repubblica” per provvedere alla salute dei cittadini? O meglio, come operano coloro che sono preposti a produrre e far rispettare fare leggi appropriate, di completo risanamento o almeno di riduzione del danno?
Quali cambiamenti – urgenti – in verità ormai assolutamente improrogabili – vengono attivati, per evitare che la salute dei cittadini continui ad essere irrimediabilmente compromessa, e in ogni caso renda l’organismo di per sé predisposto all’attacco di ogni malattia, virus compresi, che trovano campo libero per espletare, loro sì, il loro compito?


La sofferenza psichica

Dice ancora l’art 32 : La Corte costituzionale ha sottolineato che la salute non deve essere intesa come “semplice assenza di malattia, ma come stato di completo benessere fisico e psichico”.
In questo complesso periodo, la situazione rischia di diventare ancor più problematica per l’aumento esponenziale della sofferenza psichica, con manifestazioni di grosso disagio, attacchi di panico, ansie, depressioni, aumento di fobie,  fino al togliersi la vita: come testimoniano gli addetti del settore ( medici psicologi e psichiatri),  molti si sono suicidati “per paura di morire di Covid”, e  altri per le negative conseguenze economiche del lockdown.

“Lo stress depressivo è uno dei fattori più incisivi dell’immuno-depressione”.
Le persone, specie le più fragili, e sono tante, non hanno bisogno della paura, ma piuttosto di essere rassicurate, altrimenti si rischia di fare più danni sociali che la malattia stessa!
Il martellare impietoso del mainstream, di medici e giornalisti poco responsabili, con informazioni che pompavano sulla paura e scadevano nella propaganda, il mancato ascolto di opinioni diverse di ricercatori e medici non da poco, hanno reso tragica una situazione che andava modulata con maggior perizia e saggezza.
Tutelare la salute significa  curare  l’ aspetto psichico della popolazione, che confina con quello spirituale, e che è anzi prioritario, in quanto ne va non solo della sofferenza derivante da paure indotte oltre la soglia della veridicità e a lungo termine, ma anche della salute mentale degli individui  e della stessa vita, ma soprattutto della perdita del senso stesso dell’umano.

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Sull' Autore

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Pittora, incisora, performer land artista, designer, ricercatrice, poeta, portatrice di memoria, linguista, conferenziera... ha esposto dagli anni '80 le magiche suggestioni de La Montagna Stregata – ispirata alle piccole dolomiti lucane di cui è originaria – seguita da diversi cicli di Opere pittoriche, presenti in oltre 90 mostre personali in sedi regionali, nazionali ed estere, come Potenza, Milano, Zurigo, Winterthur, Nizza, New York, Arles en Provence, Canterbury... con notevoli riscontri di critica e pubblico, ed in numerose collettive, con pubblicazioni, premi e riconoscimenti. Tramite i diversi linguaggi espressivi - pittura, scultura, poesia, installazioni, performances, azioni simboliche, video, manifesti d’artista, ricerche, conferenze, articoli, incontri mirati con le giovani generazioni e la società civile - l'Artista biofila si fa promotrice di un nuovo rispetto per il pianeta, percepito non come un oggetto da dominare e sfruttare, ma come Terra Madre, generatrice e nutrice di tutti i viventi. Presidente del Centro d’Arte e Cultura Delta di Potenza, ha al suo attivo un sito web e un blog, due raccolte poetiche, una trentina di ebook, pubblicazioni su diverse testate a livello regionale e nazionale, la collaborazione in free lance con La Grande Lucania, Il Lucano, Il Capricorno, Talenti Lucani, Valori... Canta nella donna il valore femminile originario, sottolineandone sacralità, bellezza e magia nell’esuberante creatività e nella corrispondente ciclicità con la Natura: l'una e l'altra essendo portatrici e nutrici di vita. Preconizza un tempo in cui l'arte e la vita siano coincidenti ed in cui sia possibile riconquistare l'incanto gioioso di fronte alla bellezza e al mistero della vita sulla terra.

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