FUOCO INCROCIATO SU CHIORAZZO. CHI NON LO VUOLE E PERCHE’

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Nel quartiere politico di centrosinistra, da un po’ di giorni si sente, da finestre diverse ,uscire la stessa canzone: Chiorazzo,mettiti da parte!. Chi la canta in sound, come hanno fatto ieri  Tramutoli e Rondinone, sostenendo diplomaticamente che altri candidati esistono, chi la canta in rock, come fa Pessolano oggi,  dicendo no a Chiorazzo e no alle primarie. Siamo nella settimana di San Remo e non c’è da meravoigliarsi se in questi giorni arriva una versione di rock duro, che preclude a Chiorazzo anche la possibilità di far parte di questa meravigliosa squadra di sbandati della politica. Ora   è chiaro che così facendo si mette in conto di perdere le elezioni, ma quello che più urta è che si sta giocando in maniera aperta contro una persona, sostenendo tesi insostenibili. Ufficialmente perché sarebbe un uomo di un preciso ambiente di potere, quello che uscì sconfitto da Pittella nel 2013, concretamente perché, con lui a capo del governo regionale, si teme che per gli altri partiti della coalizione non ci sia modo  di toccare palla, finendo col fare la stessa fine che hanno fatto le forze di centrodestra con Bardi, che non hanno contato una mazza in tutte le scelte più importanti. Ora se non si ripristina un po’ di onestà intellettuale non si va da nessuna parte . E dunque diciamola in maniera papale papale. Per prima cosa, chiedendo a Chiorazzo di togliere il disturbo, si fa un atto di arroganza uguale e contrario a quello di chi lo ha investito della candidatura senza prima consultarsi con gli altri.  In secondo luogo, il conflitto di interesse messo in risalto non esiste, per il fatto che, come da legge esistente, basta dimettersi dagli organi decisionali di una società per risolverlo, cosa che l’imprenditore di Senise ha fatto.  Allo stato quindi, la situazione di Chiorazzo è trasparente, come può esserla quella di qualunque altro consigliere regionale ( e ce ne sono) che è  socio ma non amministratore di società che hanno a che fare o che possono avere a che fare con la Regione . In terzo luogo, chiedere a Chiorazzo di fare un passo indietro e negare al contempo le primarie, significa spingerlo fuori della coalizione, con il risultato che il centronistra si candida scientemente a perdere.  Una posizione , a ben vedere,   priva di senso logico che dimostra solo lo stato di confusione nel quale la compagine versa. La domanda semplice semplice è : chi impedisce, in caso di primarie, ad Azione, Cinquestelle, Psi, sinistra e tutti quelli che non vogliono Chiorazzo di mettersi d’accordo su un altro candidato e votarlo in maniera da farlo arrivare vincitore.?  Non siamo più ai tempi in cui il Pd pesava il 60 per cento, ma siamo ai tempi in cui Cinquestelle, PD, e i gruppi  centristi riformisti ( Italia Viva, Azione, Psi , Verdi e sinistra) sostanzialmente si equivalgono intorno ad un quindici per cento ciascuno e quindi potrebbe uscire un candidato alternativo che sconfigge democraticamente Chiorazzo. Perché non lo fanno, consentendo sia a quella parte del Pd che lo ha sostenuto nella candidatura, sia allo stesso Chiorazzo di uscirne in maniera dignitosa ? Semplice!, perché gli stessi che hanno finora chiesto le primarie, e che fanno mostra di muscoli, in realtà temono ora che  Chiorazzo sia in grado di erodere comunque consensi nei loro partiti, avendo già dimostrato di avere dalla sua importanti gradimenti trasversali , e preferiscono ricondurre il tutto al tavolo dei segretari con la presunzione di far uscire un coniglio dal cilindro della discussione. Dimenticando che, la volta scorsa, un coniglio è uscito, ma era piccolo, sprovveduto e  incapace di combattere a quel livello. Gentili Signori, continuate pure a giocare , mentre la Basilicata annaspa. Arriverà chi  un giorno vi presenterà il conto di questo irresponsabile comportamento nei confronti della comunità regionale. Rocco Rosa

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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