G20 a Matera, parlano le Associazioni di Categoria

LIDIA LAVECCHIA
Il 29 e 30 giugno prossimi la Città di Matera ospiterà il G20, il tavolo a cui parteciperanno le delegazioni di 35 Paesi in tutto il Mondo, per realizzare le Riunioni Ministeriali degli Affari Esteri e Sviluppo. Il Gruppo dei 20 è un forum dei leader, dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali, creato nel 1999, figlio del G7, dopo una successione di crisi finanziarie per favorire l’internazionalità economica e la concertazione tenendo conto delle nuove economie in sviluppo tra i Paesi coinvolti.
La notizia dell’evento ha suscitato PERò non poche polemiche tra i cittadini, ristoratori e i commercianti, poiché tale evento di portata mondiale, andrà a modificare inevitabilmente non solo la viabilità nelle strade del centro storico della città dei Sassi, ma anche gli orari di apertura e chiusura di molte attività commerciali materane, alle prese già da alcune settimane con un rilanciato turismo che vede numerose presenze straniere di passaggio e in sosta nella città.
“L’auspicio”, esordisce Leo Montemurro, Presidente CNA Basilicata, “è che il contributo della città sia veramente proficuo per debellare quelle situazioni di crisi e di tensione nel mondo a partire dalla rinnovata conflittualità tra palestinesi e israeliani, come pure ceceni e russi e via discorrendo, e che la nostra bellissima città possa essere ricordata come la città dove si è costruita la Pace dei popoli.
Le criticità che ruotano intorno all’organizzazione di un evento così complesso sono indubbie, si crea un po’ di caos per quanto riguarda l’organizzazione commerciale e su tutto l’indotto, perché è inevitabile che accogliendo i potenti del mondo subentrino questioni di sicurezza che portano a mettere le attività a riposo forzato.
“Questo era inevitabile” afferma Gianni Genco, Presidente di Assoturismo Matera, “la criticità si sta già verificando, poiché in queste giornate sarà impossibile per tutte le attività operare costantemente per due giorni, ma se la vediamo sotto un profilo di prospettiva verso il futuro è un impegno che oggettivamente la città di Matera sta maturando, perché sta dando un vero e proprio contributo a tutta la Basilicata.” 
In primis per la grande visibilità a livello mondiale non solo per Matera, bensì per tutta la regione: la parte imprenditoriale sta investendo in questo momento in questo grande evento, perché questa occasione sta ridando notorietà a tutta la regione, seguendo la scia di Matera 2019.
“Dobbiamo guardare l’evento sotto questo profilo: è vero che le imprese materane perderanno il profitto di due giorni, ma è pur vero che con questo grande evento stanno investendo per il prossimo futuro.” Afferma il Presidente dell’Associazione ristoratori di Matera, Luca Mangiapia. “È importante continuare a seguire la strada tracciata nel 2019, con un percorso ancora da definire, con una chiara e precisa progettualità.”
Le strutture materane sono organizzate per raccogliere una piccola parte di tutti coloro che vogliono arrivare in questa città, che non è pronta per accogliere milioni di persone, si è lavorato infatti negli ultimi anni per preservare questa città molto delicata e che possiede una struttura particolarmente fragile, che è quella dei Rioni Sassi, che non deve essere invasa. Si sta cercando, in questo senso, di alzare il più possibile il livello dell’asticella selezionando un preciso target di gente.
Il turismo a Matera, quali le prospettive e le criticità dopo Matera Capitale Europea della Cultura 2019?
“Matera da sola non va da nessuna parte” risponde Genco “per la capacità comunicativa di questa città che ha letteralmente attirato l’attenzione a livello mondiale, questa città si deve strutturare in modo tale da diventare un punto di convergenza che permetta di far arrivare il turismo e spalmarlo in tutta la regione, perché la Città dei Sassi dovrebbe diventare necessariamente un luogo da poter venire a visitare, ma essere il fulcro di una rete turistica che deve raggiungere prima la sua provincia e poi tutta la Regione. Se ci impegniamo e si riesce a togliere un po’ di gelosie e sterili campanilismi, e riconosciamo che su tutto il territorio lucano abbiamo grandi opportunità per poter portare questa Regione ad un livello superiore, perché abbiamo ampi spazi naturali, fantastici luoghi da visitare, è inevitabile che tutto il territorio ne ricava direttamente i benefici, ma per raggiungere questi traguardi bisogna comprendere queste piccole dinamiche. “
“Il turista quando viene a Matera vorrebbe fermarsi qualche giorno in più,” sottolinea Genco, “vorrebbe estendere il suo periodo di pernottamento e ci chiede sempre di più, è curioso di sapere che cosa la regione offre: idee, percorsi e itinerari maturati dalle strutture ricettive, chiede agli operatori dove andare nella regione, quali luoghi caratteristici visitare, quindi è importante formare tutta la filiera del turismo per poter fornire una serie di servizi a livello regionale e provinciale per poter accogliere in modo appropriato i turisti.”
È necessario dunque cercare di creare interazioni tra Matera e la sua provincia, ma non ci sono ancora strutture in grado di fare da collante con i vari centri: bisogna partire da zero per poter creare una sorta di filiera che parte dal capoluogo di provincia per poi espandersi fino alle coste del metapontino, raggiungendo poi l’entroterra collinare.
Questo è un ruolo che spetta all’ APT, voi associazioni di categoria avete contatti e progettualità condivisi?
“L’APT, (Agenzia di Promozione Territoriale della Regione Basilicata), si sta adoperando attraverso progetti che sono importanti : i percorsi stanno nascendo, ma manca ancora un ingranaggio che colleghi tutto e che porti un’offerta chiara e concreta. Non c’è una regia che organizzi le varie associazioni, che rivestono un ruolo fondamentale, in quanto hanno la contezza del territorio e dei suoi protagonisti. Sono stati stanziati 5 milioni di euro, utili a creare qualcosa di concreto per la ripartenza ma tra modifiche e ritardi i risultati ancora non si colgono.
Con il Comune di Matera ci sono collaborazioni e progettualità comuni?
“La collaborazione con il Comune di Matera e la sua l’amministrazione dura da molti anni e stiamo cercando da tempo di portare sul tavolo della discussione i vari argomenti ” Affermano Genco e Pisapia. “Siamo partiti con non poche difficoltà, perché l’amministrazione ha sposato in prima persone un’idea progettuale che era quella della sostenibilità. Si spera di iniziare a lavorare con gruppi di lavoro specifici nei servizi e nel turismo ma di concreto ancora non si è raggiunto nulla. Quello che diciamo è che le attività produttive non possono essere slegate dal turismo. Se questi ruoli non vanno a braccetto si rischia di parlare di turismo solo e unicamente come ipotetico progetto slegato dalla realtà economica presente.: va creato un asse una giusta sinergia tra produttività e turismo, altrimenti si va incontro ad una inutile e infruttuosa dispersione di tempo e soldi. Un altro concetto fondamentale per il turismo è la programmazione, che deve essere a medio e lungo termine. Programmare significa realmente investire per i prossimi 5 anni nel futuro della nostra regione, della nostra città e della nostra provincia. Così facendo riusciamo a portare le economie giuste per far crescere le imprese, se invece continuiamo a programmare giornalmente questo non produce effetto, anzi si crea un effetto contrario. Per quanto riguarda il G20 si poteva organizzare meglio e per tempo, mentre qui ragioniamo quasi alla giornata.”
Presidente Genco, Lei ritiene che la questione turismo in Basilicata sia troppo in mano a Potenza?
Con mio grande dispiacere devo dire che purtroppo è Potenza centrica, ma c’è una sostanziale differenza parlare di turismo in una città che lavora per il turismo come Matera, e una città come Potenza che non vive di fatto di turismo. A Matera ci sono il 90% delle strutture ricettive, se si parla di crisi del turismo a Matera ha un peso, a Potenza vorrei capire quale peso potrebbe avere. Ciò non significa che non bisogna puntare sul turismo regionale, ma selezionare le aree che potrebbero fare da sponda a Matera, in questo caso specifico, come ad esempio la costa Jonica, meta di centinaia di turisti italiani e stranieri ogni anno.”
E da lì poi partire per raggiungere le varie zone della regione ricche di itinerari ambientali diversificati e unici ognuno nel suo genere. Per far sì che le città di quel contenitore economico che un tempo era vuoto oggi è diventato un contenitore culturale importante, dove cultura è un sostantivo declinato a 360°, che sta portando più economia, non dobbiamo confondere turismo di chi fattura di più e di chi fattura meno, se si ragiona in questo modo è inevitabile che il turismo è destinato a terminare, implode su sè stesso se non crea rete, perché senza la conoscenza e la consapevolezza delle proprie peculiarità. Chi viene in questa città ha la necessità di muoversi all’interno del territorio della regione, di conoscere linguaggi, costumi e tradizioni, ma se non ci sono le opportunità, non ci sono le strade, non si sono creati i solchi per poter raggiungere altre città, rimane un discorso a sé e propriamente autodidatta.
“Guardiamo che cosa è successo da Matera, che nel 2017 è stata designata Matera capitale a quello che è successo nel corso degli ultimi anni e che cosa abbiamo dato in più all’economia della regione attraverso Matera capitale, perché è quello il vero punto di partenza, il punto di riflessione che quella economia che di fatto non esisteva oggi è diventata un’economia certa.” concludono Genco e Mangiapia.
Matera nel 2018 e nel 2019, prima dello stop forzato della pandemia, sicuramente avrà fatto qualche gradino in più, e nello stesso tempo, anche l’entroterra è cresciuto e quindi è quel di più che noi dobbiamo guardare, esaltando Matera 2019, sfruttandone la scia, per cercare di arricchire anche altre zone che meritano attenzione e visibilità. È questo il punto di vista corretto che spinge a creare turismo alimentando l’interesse per il territorio, piuttosto che tornare a pensare a compartimenti stagni, evidenziando le differenze tra le due province lucane. Dobbiamo essere bravi a non cadere ancora nello stesso errore, che è proprio quello di avere una visione distorta del turismo a discapito dell’effetto economico globale regionale. Sforzarsi di vedere il turismo e le sue opportunità come valore aggiunto a quello che già si possedeva, in un crescendo che consegue all’effetto di Matera 2019, che è a tutti gli effetti quindi un punto di partenza e non di arrivo per tutta la Basilicata. E questo rilancio passa anche dal G20 dei prossimi giorni.