Se non avessi voluto approfondire di persona la questione, sarei rimasto con la sgradevole impressione che avevo ricavato da alcuni giornali e da alcuni post sui social secondo la quale il consigliere regionale Zullino avesse abusato della sua carica per contrattare un posto di ufficiale dei vigili in un comune del Vulture, Addirittura proponendo in cambio di sostenere la candidatura del Sindaco di quel Comune alla gestione del parco omonimo. Ho chiesto di vedere la delibera del Comune in questione e dalla lettura di essa non solo ho potuto appurare la verità dei fatti ma ho ricavato anche la sgradevolissima convinzione che qui la lotta politica, spesso intestina, ha superato ogni limite di decenza. E se a questa lotta fratricida si aggiunge anche qualche organo di stampa che passa sopra con disinvoltura alla dignità delle persone siamo alla balcanizzazione della politica, per cui si dovrebbe consigliare a Bardi non di sostituire i dirigenti con personale esterno alla regione, ma di applicare il metodo alla politica stessa e portarsi direttamente da fuori la classe dirigente, come capita nei tribunali americani quando si sostituisce l’intero collegio giudicante reo di essere permeabile all’inquinamento della verità. Dunque Zullino è un dipendente di ruolo della Polizia locale da oltre dieci anni previo concorso in un comune della Lombardia. In quel periodo di lavoro in Lombardia si è laureato in giurisprudenza e ha superato un concorso per Ufficiale di Polizia Locale. Eletto consigliere regionale della Basilicata va in aspettativa e si ritrasferisce in regione. A febbraio di quest’anno il comune di Rapolla fa una manifestazione di interesse per chi è già vincitore di concorso pubblico, una procedura riservata alla quale attingono molti enti pubblici e su due domande pervenute si sceglie quella con maggiori titoli. Dov’è la irregolarità? Se a questo si aggiunge che la scelta della rosa per la gestione de l Parco del pollino nella quale , tra i cinque, c’era anche il Sindaco in questione è datata due anni fa e non ha avuto nemmeno la fortuna di arrivare in porto perchè è stata sostituita da altra cinquina, allora si capisce che, oltre ad essere una bufala, questo presunto scambio di favori è un accostamento capzioso, volto a gettare fango su una persona. Ne parliamo solo per un fatto,sapendo che su questo episodio sarà presumibilmente un Giudice a pronunciarsi: e cioè che qui c’è una disinvoltura nel colpire le persone fomentata da due fattori: l’irresponsabilità della rete che è diventata il treno della spazzatura e la cattiveria e spregiudicatezza di certa lotta politica che pur di sopraffare o di tacitare non si ferma di fronte a niente. Zullino non è il mio ideale politico, e tanto meno il partito che rappresenta : ma quando si coinvolge la dignità di una persona, senza che nessuno intervenga , per comodità o menefreghismo o per connivenza, allora vuol dire che la convivenza civile sta rotolando come una valanga verso il burrone. Rocco Rosa
IL CASO ZULLINO, QUANDO LA LOTTA POLITICA SI ARMA DI FALSITA’
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