Una campagna elettorale caratterizzata da gaffe e scorrettezze che testimonia mancanza di rispetto per gli avversari e ignoranza delle regole che pure ci sono per uno svolgimento corretto delle elezioni. Si comincia dalla lotta per i manifesti e dall’invasione di spazi assegnati ad altri candidati, volti su volti che cambiano ogni minuto e mandano in vacca i soldi che uno ha speso per stamparli.Per poi passare all’abuso dei social che hanno sostituito la pubblicità a pagamento sui giornali e si gonfiano di messaggi comprati su facebook per ampliare la platea dei lettori. Anche qui una carrellata di volti che propongononon una idea, un pensiero, un impegno ma solo un esplicito e diretto “votami”.Per poi passare alle cose più serie come i provvedimenti fatti uscire all’ultimo momento per ingraziarsi i possibili beneficiari,o le pressioni esercitate su alcuni sindaci con l’argomento della possibile chgiusura del rubinetto pubblico. Cose che anche nel passato si sono viste. Di inedito però c’è la fantasia di un candidato di Lagonegro nella coalizione di destra che avrebbe portato la colazione agli oepratori dei seggi elettorali con tanto di invito al voto incolalto sul pacchetto. E’ evidente che quando nel giorno della votazione un candidato politico porta la colazione ai seggi e attacca il proprio santino alla confezione è evidente che si è oltrepassato ogni confine etico e di legalità. La legge infatti impone di rispettare la neutralità e l’integrità dei luoghi di voto, garantendo che ogni cittadino possa esprimere liberamente la propria scelta senza influenze esterne. Portare la colazione ai seggi è un tentativo grave di influenzare gli elettori con gesti di cortesia, e attaccare il proprio santino alla confezione trasforma questo gesto in un atto illegale. Più grave ancora è il contenuto della denuncia di un rappresentante di Basilicata Casa Comune, secondo il quale alcuni medici pubblici avrebbero utilizzato lo schedario dei pazienti per mandare loro una comunicazione di invito al voto, cosa che sarebbe una infrazione deontologica perseguibile in base alle norme sulla privacy. Paradossalmente la vera campagna elettorale , fatta di discussioni serie, di progetti, di approfondimenti collettivi, di partecipazione in tutti gli angoli della regione l’ha fatta una associazione “Medinlucania“, coordinata da Dino Nicolia, che all’inizio avevamo visto come la messa in cantiere di una avventura elettorale ma che si è dimostrata nei fatti un’offerta di serietà rivolta verso tutti per un approccio ragionato sui grandi temi della Basilicata. La novità di questi si è stata una realtà associativa che ha operato come i partiti facevano una volta, coinvolgendo le comunità sui temi e sui programmi che riguardano il territorio e finalizzando il tutto all’interesse collettivo e non a quello elettorale di parte. Dal punto di vista dell’interesse pubblico, non si sono presentati alle elezioni ma hanno vinto alla grande. ROCCO ROSA