
pinuccio rinaldi
In questi giorni siamo stati testimoni di due fatti che benché uguali nella categoria di appartenenza la “censura”, hanno avuto un trattamento diverso. Il primo fatto si riferisce al giornale IL FOGLIO che nell’edizione del 19/04/2024 a firma del suo direttore ha pubblicato l’editoriale “MAGISTRATI CONTRO LA LIBERTA’ DI STAMPA”, nel quale come si evince da titolo, il procuratore capo della procura di Firenze ha chiesto al CSM l’apertura di una pratica a tutela, per difendersi da un articolo scritto dal giornalista Ermes Antonucci, che dava conto dei trasferimenti dalla procura di Firenze di alcuni magistrati che erano stati impegnati in dossier di una certa rilevanza politica. La denuncia fatta dal direttore Cerasa non ha avuto nessun seguito mediatico, nessuna altra testata giornalistica ha ripreso l’argomento, né alcuna televisione ha rimandato nei suoi telegiornali la notizia. Il secondo fatto si riferisce allo scrittore Scurati, il quale doveva parlare in una trasmissione televisiva della ricorrenza del 25 Aprile, ma l’azienda RAI per una sua valutazione editoriale ha annullato l’evento. Data la natura dell’argomento del monologo, la sua rimozione è stata interpretata come una volontà di censura. Questo secondo fatto a differenza del primo è stato ripreso da tutte le testate giornalistiche e televisive, con l’aggiunta di una programmazione di una manifestazione pubblica. Come si vede, siamo in presenza di due fatti catalogabili alla stessa categoria della censura, ma appartenenti ad ambienti diversi e trattati dalla stampa in maniera diversa. Il primo si riferisce alla Magistratura, il secondo alla Politica, ed è proprio la diversa appartenenza dei fatti ha determinare il diverso trattamento. La FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) in quanto espressione di rappresentanza e di garanzia della categoria, e per questo titolata ad intervenire, ad oggi ancora non si è espressa sull’argomento, che per la natura dello stesso, invece richiede una ferma e chiara posizione. Allora ci arroghiamo noi, con la presunzione di un piccolo giornale di una lontana periferia, la necessità di chiedere: Perché avviene tutto questo? Tutto questo è corretto? e ci permettiamo anche di ricordare che la stampa libera, resta tale se nelle sue interlocuzioni non produce differenze e che libertà di stampa e libertà di espressione sono pilastri di una sana democrazia