GAZA

0

E’ buio, da sempre, ma come è soffice questo  fluido  che mi circonda, mi nutre, mi accarezza, accompagna leggero i movimenti delle mie braccia, delle mie gambe, mi offre un comodo giaciglio per il mio riposo.

Sono felice.

Spesso sento arrivare suoni, cantilene, sospiri; sembrano lontani, ovattati, ma mi riempiono di gioia, mi accompagnano anche nei miei sogni, vorrei tanto sentirli da più vicino.

A volte  dolcissime e tenere carezze ridisegnano parti del mio corpo ed in questi momenti che più avverto la sensazione di non essere solo e mi assale una gioia infinita; qualcuno mi aspetta fuori da questo buio, mi ama, mi ha protetto in tutto questo tempo, sento da sempre il suo odore e il suo amore.

Potrò mai uscire da questo buio e vedere la luce?

Qualcosa sta avvenendo; a intervalli regolari, ben scanditi nel tempo, avverto sussulti, sempre più forti e sempre più ravvicinati, mi giungono lamenti, urla, sento la sofferenza, il dolore di qualcuno. Comincio a vedere qualcosa, un piccolo chiarore che si insinua nel buio; capisco che è arrivato il momento di fare qualcosa, voglio raggiungere quel chiarore, richiamo tutte le mie forze e cerco di rimpicciolirmi per facilitare i movimenti che richiamano urla sempre più forti e continue. Mi giro su me stesso, raggiungo il chiarore, è molto vicino a me, un grido straziante accompagna il fascio di luce che si è ormai impadronito di tutto il mio corpo.

Sono totalmente preso da voci che ora sento vicine, da una in particolare; avverto serenità e felicità e capisco che mi accompagneranno nella mia nuova avventura.

Non sono più avvolto in quel fluido soffice che fino ad allora mi aveva protetto, ma sento vigorose e dolci quelle carezze che già conoscevo e che ora modellano tutto il mio corpo con un movimento continuo e delicato, mentre la mia testolina si offre alla passione di chi mi stringe forte a sé. Riconosco quell’odore che mi aveva accompagnato in tutto quel tempo, avverto ben distinta la fonte dei sospiri e dei suoni che allora mi sembravano così lontani. Mi cullo nel suo corpo che generoso mi offre calore e protezione e che ora mi avvinghia. Sono felice, quel corpo così caldo e quelle mani così tenere mi accompagnano nel mio nuovo viaggio, nella luce, mi sento sicuro, protetto, amato, il buio è ormai un ricordo sempre più lontano.

Amore e vita si sono impadroniti di me. Una gioia immensa.

Lei canta, la sua voce è una carezza, le sue mani scivolano delicate sulla mia testolina, mi guarda, sempre, i suoi occhi si nutrono di me, mi dona calore, tenerezza, amore. Mi piace. Mi piace l’odore del suo corpo, la luce, i suoni non più ovattati, io faccio parte di lei e lei fa parte di me. Mi piace la vita. Non pensavo che fosse così bella.

Un frastuono cupo e assordante violenta la mia serenità, un odore acre si impadronisce di me, non sento più le sue carezze, il suo calore, la sua voce, la cerco con le mie mani, inutilmente, il buio si è impadronito della luce, ho freddo, sempre di più, il silenzio intorno a me e dentro di me, gli occhi vagano nel buio, a poco a poco perdo le mie forze, il freddo si è impadronito di me, ho paura, sono stato felice… ma non ci sono più …

E’ appena terminato un feroce bombardamento su ospedali, case e rifugi di gente inerme, indifesa, povera.

La nebbia di polvere si sta disperdendo lentamente; preghiere soffocate, urla, invocazioni di aiuto si fanno strada tra le macerie della miseria e della protervia umana. Tante mani nude scavano, braccia che sanguinano, madri che si disperano, padri che urlano la loro rabbia, impotente.

Altre vite umane spezzate; tanti corpi schierati in fila, sulla nuda terra, completamente avvolti in compassionevoli fasciature.

Nessun riparo, nessun conforto, solo rabbia impotente.

Un rombo lontano, poi sempre più vicino, pronto a dispensare altro terrore e distruzione, sospinto dal vento dell’indifferenza che spira dalle terre del civile Occidente, si insinua tra la paura e la disperazione di uomini, donne e bambini; agitano le braccia nude e smunte per proteggersi, tagliando l’aria aspra densa di fumo; corrono veloci con le loro gambe scarne, ma non esistono rifugi sicuri.

E’ tutto inutile,  la corsa si arresta; ormai trasformati in bersagli umani, non resta che aspettare e sperare che non sia arrivato il momento di essere dilaniati dalle bombe.

Il terrore si è impadronito di ogni residua speranza.

Regnano ormai solitudine, fame, disperazione e distruzione.

Indifferenti, seduti nei nostri salotti, concediamo solo qualche commento di circostanza alle notizie sapientemente raccontate dai nostri tg di regime, per poi accomodarci a tavola, dimentichi di quello che si è appena ascoltato.

 

 

 

 

 

Condividi

Sull' Autore

Espedito Moliterni. Lauraeto in Medicina, specialista in Igiene e Medicina Preventiva, attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di Direttore del Dipartimento di Prevenzione della ASM di Matera

Lascia un Commento