GERARDO ACIERNO, I RACCONTI DELL’ESTATE

0

 

 

Ritorno a Marsico Nuovo

 

Nei giorni più caldi dell’estate, Marsico si riempie come una cittadina di mare. L’aria mite che da Maruggio e da Cognone scende giù a rinfrescare l’afa della valle dell’Agri, avvolge il paese disteso sulle tre colline e nei vicoli della Civita, del Portello e del Casale richiama i contradaioli sui gradini delle case a raccontarsi la vita.

   Con le prime ombre della sera le lucciole si arrampicano lungo le siepi di Santa Lucia e negli orti dei Cappuccini; i rintocchi del guelfo campanile di San Marco si confondono con quelli ghibellini dell’orologio di Palazzo Pignatelli e il viale si anima di gente che riempie i caffè, affolla i negozi e struscia sui marciapiedi. Si gioca ai tarocchi e al biliardo.

     È “l’Agosto Marsicano”. Il tempo dei profumi del mercato con tutto il contado in paese per compere e commercio. Qui si aggira una civiltà ricca di valori e di speranze, nonostante il peso della fortissima emigrazione verso la fredda Svizzera. Qui si respira la Storia, circondati da stemmi di principi e baroni, con monasteri visitati da vescovi, papi e santi. E santo è  Gianuario, il protettore del paese, il vescovo cartaginese che morì martire da queste parti nei primi secoli della Cristianità.

     In questo periodo mi piace girare per vicoli e slarghi e posare lo sguardo su angoli antichi e bellissimi, portali maestosi, viuzze senza uscite. Amo tuffarmi tra la gente, immergermi nei suoni della festa, tra le bancarelle silenziose dei libri usati e il chiasso alla riffa per una bambola; ma su tutto, preferisco ascoltare, nell’angolo della fontana di pietra, le note di una fisarmonica che distribuisce ‘la fortunella’.

     Uno sgabello, una gabbietta, un pappagallino e un signore smilzo, calvo, elegante e sorridente che continuamente ripete ‘’a fortunella! ..’a fortunella!. Si chiama Cono e la sua bestiolina, Frufrù,: becco giallo, piume azzurre, ali rosse. Dà veloci beccate nel cassetto dei bigliettini colorati. Un biglietto, cento lire. Per tutti parole consolatorie.

     Quando la clientela si dirada, il simpatico Cono scioglie le dita sulla tastiera bianconera della sua quarantotto bassi e quando l’ora si fa tarda, riscaldato da qualche bicchiere di buon vino, attacca il suo show politico-musicale. Il suo cuore batte a destra, per ‘Faccetta nera’ ma il posto consiglia ‘Bandiera rossa’. Poche volte e soltanto al passaggio del parroco intona ‘Biancofiore’. Poi, prima dei sontuosi fuochi d’artificio che chiudono la coloratissima festa, Cono suona musiche spagnole e sudamericane. Infatti, questa sera, dopo aver intascato la mia cento lire e offerto il bigliettino della fortunella, Cono s’è messo a intonare la splendida ‘Amapola’, la canzone amata da mio padre e colonna sonora delle sue nottate giovanili.

     Poi, come se mi stessi svegliando dopo un lungo viaggio in treno e da un incantevole sogno mi son chiesto:

     -Tutto questo è adesso o è stato mezzo secolo fa?

     Sulle cime dell’Appennino potentino, nel frattempo, nuvole nere s’addensano minacciose. Agosto è ‘cap d’ mern’.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento