Torna l’emergenza in provincia di Potenza. A meno di rimedi straordinari entro novembre esuuriti i confrimenti
Se non si mettono in campo azioni straordinarie, a novembre ci troviamo di nuovo con i rifiuti in mezzo alla strada per tutti i paesi del circondario di Potenza. L’allarme è stato lanciato dall’Ing. Attolico nel corso della conferenza di servizio di metà settembre dell’O.R.R.
. Per l’Amministrazione provinciale è necessario che una immediata modifica (non sostanziale) dell’AIA vigente dell’impianto di Venosa in modo da consentirgli di continuare come stazione di trattamento preliminare dei rifiuti. Questo per poter prolungare quanto più possibile la disponibilità che sta raggiungendo il limite di conferimento, dell’impianto di San Nicola di Melfi. Questa soluzione dovrebbe poi essere agevolata dalla provincia di matera con la riduzione dei volumi di conferimento negli impianti dell’altra provincia.
In realtà, come rileva l’Osservatorio regionale ambiente e legalità, la Provincia di Matera è fuori dalla crisi gestionale grazie allo sviluppo della raccolta differenziata in diversi comuni : in particolare si è riacquisita la funzionalità delle discariche di Colobraro e di Tricarico con un conferimento quasi dimezzato , da 60 a 35 per la prima e da 60 a 30 per la seconda. Mai vista tanta grazia, commenta Abiusi, se pensiamo che solo un anno fa la discarica di Pisticci è letteralmente scoppiata tanto è che le è stata sospesa l’AIA- Autorizzazione Integrata Ambientale ed adesso è ferma. Con la raccolta differenziata i rifiuti vanno ad impianti che li “valorizzano” e le discariche risultano essere vecchi cimeli.
La criticità si sposta, come si diceva, nella Provincia di Potenza dove accanto al inceneritore di Rendina Ambiente che a breve esaurirà il quantitativo annuo autorizzato, 30 mila tonn, ne restano disponibili solo 3 mila tonn. circa, 40 gg. di operatività / già ne sono passati venti, ndr).
La piattaforma di Venosa ha esaurito la sua capacità di stoccaggio e quindi potrà lavorare solo il secco e trasferirlo a valorizzazione mentre l’umido bio-stabilizzato non potrà essere inviato in discarica perchè i volumi risultano esauriti. La partita si gioca su due fronti: l’aumento esponenziale della differenziata nel capoluogo ( e il Sindaco de Luca ha fatto capire che mantrrnno tutti gli impegni assunti) e gli impianti di compostaggio.
L’Amministrazione provinciale, infatti, in attuazione dell’intesa istituzionale del 23 gennaio2009 tra Regione e Province, ha trasmesso alla Regione i progetti di potenziamento delle capacità di trattamento della frazione umida dei bacini di Venosa e Sant’Arcangelo e sta lavorando, in stretta collaborazione con la Regione Basilicata, affinché nelle prossime settimane si possa arrivare alla pubblicazione del bando sull’impianto di compostaggio intercomprensoriale”; si parlava, in quel momento, di Venosa . Ma anche Potenza città si è fatta avanti. L’assessore all’ambiente Pietrantuono è partito deciso ad affrontare queste problematiche. Forse è arrivato il momento in cui possiamo guardare all’uscita da una emergenza cronica e forse volutamente cronica. Intanto l’impianto di compostaggio di Santarcangelo si è perso per strada. Per un Comune che lo chiede, ce n’è un altro che lo rifiuta.