DI ROCCO ROSA
Ci sono segnali precisi di un’attenzione nuova verso i giovani e questo lascia ben sperare sulla possibilità di fermare l’emoraggia di cervelli e ,se possibile, invertire il senso di marcia. Non mi riferisco ai gesti simbolici che il Governatore Pittella ha compiuto nei giorni scorsi, omaggiando di persona l’autore del miglior panettone d’italia o il realizzatore di un sistema nuovo di insonorizzazione di sale per registrazione. Anche questi ci vogliono per far capire che la massima Istituzione territoriale non è disattenta rispetto a quello che si muove, ma anzi ci crede e incoraggia il processo. No, è quello che sta sotto, con una serie di provvedimenti che offrono una prima possibilità al giovane che coltiva un’idea di realizzarla, di trovare un socio, di fare una start up, di trovare i primi capitali. E poi l’incoraggiamento a riprendere i mestieri dei papà, imprenditori od artigiano che sia, perché, corredato da nuova creatività, da nuove idee, possono dare una concreta opportunità di lavoro, vedi l’agricoltura con il suo netto miglioramento del tasso di ricambio generazionale. Tutto questo è estremamente positivo, ma non è ancora sufficiente per far diventare l’imprenditroria del piccolo una imprenditoria portante nel sistema economico regionale. Il momento delicato non è la partenza, ma il consolidamento e la crescita programmata. Nei decenni passati iniziative del genere si spensero per un mancato accompagnamento oltre la fase iniziale , al punto che si dovette far fatica anche a capire a chi erano andati i soldi. Quindi bisogna attrezzarsi per un sostegno in corso d’opera, sotto forma di capacità di mettere insieme le persone, di strutturarsi con competenze che servono e non ci sono, di consorziarsi ed alzare il valore della loro presenza sui mercati. La nuova attenzione deve essere quella di farli crescere insieme, di farli associare, consorziare, a cominciare dai bandi della pubblica amministrazione che debbono prevedere ed incoraggiare questa crescita dell’imprenditoria giovanile. In questo caso, al contrario delle grandi opere edilizie che vanno tolte dal gigantismo che esclude le imprese locali e le relega al massimo al ruolo di subappaltatori, qui va combattuto il sotto soglia, cioè la procedura semplificata che spesso è il sistema per privilegiare ora uno ora l’altro. Non va dimenticato che la pubblica amministrazione è l’unico vero cliente dell’imprenditoria locale, nel senso che essa è il committente principale e che quindi le sue azioni, positive o negative, incidono profondamente sulla qualità del tessuto imprenditoriale. I giovani hanno fiducia in questo nuovo corso, ma i giovani di oggi sono cresciuti nella libertà , nella professionalità e nella consapevolezza dei diritti e sanno che l’unico modo per ammazzare ed annullare tutto questo è la riproposizione di cattivi comportamenti che hanno segnato un lungo passato, fatto di non rispetto del merito e di selezioni alla rovescia. Questo è il vero invito a fuggire e questo è il pericolo che bisogna sconfiggere