Negli stessi giorni in cui si organizzava sottobanco una elartgizione extra ai consiglieri regionali, sotto forma di una quota di duemila euro circa esentati da rendicontazione ( cioè messa nelle tasche dirette del singolo legislatore regionale), una signora, madre di figla, che aveva lavorato per quindici anni nei gruppi della Regione Basilicata è stata mandata a casa, perché non c’è stato alcun gruppo che ha inteso.. riadottarla. Una discrasia più evidente non poteva esserci. Da una parte 480 mila euro rimessi alla dispobilità dei consiglieri e dall’altra una dipendente, laureata, che aveva lavorato quindici anni in quel contesto, mandata a casa, senza che nessuno alzasse un dito e senza che nessuno accettase di volela prendere in carico . Né, per queste persone , che pure hanno lavorato per l’amministarzione regionale, si è potuto usare la sanatoria della stabilizzazionme peerchè, con contratto privato, non ne avevano diritto. Ma anche per quello che si poteva fare e cioè ,riconoscere nel concorso in atto, un punteggio per gli anni passati al servizio dei gruppi, non risulta che si sia mosso anche stavolta un dito. Inserire questo comportamento da padroni di bottega che , cambiando la gestione, non si fanno scrupolo di licenziare i collaboratori esistenti, rende pià cruda e meschina la vicenda messa sui giornali da Nino Grasso sugli aumenti di prebende ai consiglieri regionali. Confesso di non essermene appassionato, per il semplice fatto che, avendo i capelli bianchi , ho contezza di quante volte questi teatrini siano successi, e sempre con lo stesso copione. Ci si mette d’accordo sotto sotto, la maggioranza si prende la responsabnilità di promuovere l’atto e la minoranza si gira dall’altra parte, facendo finta di non vedere, o assentandosi o astenendosi, proprio se qualcuno viene preso da qualche rimorso di coscienza. Nulla che però possa inficiare o fermare un atto, come per quegli operai che non aderiscono agli scioperi per un aumento di salario, ma poi una volta ottenutolo, col sacrificio di quanti hanno perso giornate di lavoro, se lo intascano come se fosse un diritto da loro acquisito. La sola cosa nuova, e rispetto alla quale sono rimasto perplesso , è l’esonero dall’obbligo di rendicontare questi quasi duemila euro messi a disposizione del singolo consigliere. E’ vero che la creatività del legistatore regionale è nota per un sacco di norme che misteriosamente corrono sul filo dell’illegalità, ma arrivare a organizzarsi una Giustizia domestica, come è per le due Camere parlamentari, e cioè la sottrazione al controllo di legalità degli atti interni del Parlamento, ci pare un passo un pochino azzardato. Da che mondo è mondo la rendicontazione dell’amministrazione pubblica risponde a precise norme di legge e non può essere elusa da alcuno. E dunque c’è da credere che la legge con cui questa norma è stata varata dovrebbe , se ancora esiste un controllo di legittimità ,essere impugnata dal Governo, con il che mettendo alla berlina una Regione che ancora una volta ha fatto un passo più lungo della gamba. Ma anche qui la fiducia sulla correttezza del sistema istituzionale non poggia su pilastri di acciaio. Così come la fiducia nel controllo contabile sta vacillando per le troppe volte in cui non si va al di là di una tiratina d’orecchi, oppure di una “approvazione compassionevole” fatta per accadimenti eccezionali, roba così smaccata da far pensare che sotto tutte queste vicende si stende il velo di una comprensione dei privilegi di casta. Eppure c’è stata la vicenda degli scontrini che sembrava aver introdotto regole più severe di rendicontazione. Ad essere cinici si direbbe che questa nuova ed inedita norma fa tesoro del passato e anzichè migliorare i comportamenti…….cancella proprio la rendicontazione. Delle due l’una: o devo aver preso una cantonata, interpretando questa norma a modo mio, o il presidente Pittella dovebbe dare una spiegazione pubblica. Possibilmente anche per quei collaboratori che , per aver perso i consiglieri di riferimento, in maniera cinica sono stati mandati a casa. .Rocco Rosa
“GIUSTIZIA DOMESTICA” ALLA REGIONE BASILICATA
0
Condividi