I BAMBINI LUCANI E NON SOLO

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Dott.ssa Margherita Marzario

Prima dell’alba una bambina di pochi anni viene svegliata e, senza alcun capriccio, preparata per il viaggio di ritorno verso casa. Saluta affettuosamente e mano nella mano si incammina col papà e sale sull’automobile. Genitorialità: svegliare alla vita, preparare alla vita, condurre alla vita in modo tale che i figli procedano con le proprie capacità autonomamente e consapevolmente.

Al risveglio si chiede ad una bambina di pochi anni: “Cosa hai sognato di bello?”. Lei sorridente e suadente: “Ero in groppa a un unicorno… andavo in alto… poi su una nuvola e nel cielo… e c’erano altri unicorni…”. Aiutare i bambini a costruire i loro sogni e ancor di più credere in loro per renderli i timoni della loro vita! Le confidenze spontanee dei bambini sono uno degli atti più belli di fiducia, quella fiducia immensa negli altri e nella vita come solo i bambini hanno. Tradire la fiducia dei bambini è uno dei peggiori tradimenti che si possano commettere, una forma di aborto della vita incipiente.

A scuola: “Oggi è S. Pelagia. Conoscete qualcuno con questo nome un po’ strano?”. Una bambina risponde prontamente e in maniera convinta: “Sì, mio padre che è pelato perché è senza capelli!”. Non c’è nulla di più bello e gratuito del divertirsi con i bambini e farsi coinvolgere nel loro mondo! È uno spasso interloquire con i bambini: si ha modo di riscrivere un vocabolario letterale ed emozionale.

Osservare un bambino che s’illumina d’immenso per un tatuaggio disegnato con la penna sul dorso della mano ti trasmette tutta la gioia di vivere e il vero senso dello stupore per tutto ciò che si presenta agli occhi. I bambini detengono il segreto della vita ma noi adulti glielo facciamo perdere inesorabilmente.

Una bambina giocando: “Che fatica fare i genitori!”. Il gioco: il migliore esercizio alla realtà, all’autenticità, altro che virtualità!

Gioia: pienezza della vita, dire la pienezza della vita, dare la pienezza della vita, darsi alla pienezza della vita, come i bambini, come con i bambini! A scuola: “Bambini, avete mai sentito parlare della città di Gubbio?”. Una bambina tanto loquace: “Sì, dubbio, come io penso!”. I bambini: fonte inesauribile di risate, vitalità ed energia.

Vedere il servizio “pedibus” nelle strade di Matera è commovente: bambini e ragazzini che vengono accompagnati a piedi a scuola da volontari e altre figure adulte procedendo lungo una corda e intonando canzoni come boy scout. Così la scuola e la vita, così la scuola della vita: accompagnare e accompagnarsi lungo le strade facendo cordata come gli alpinisti.

Un bambino, con ritardo del linguaggio che comincia a provare il gusto di parlare, ti chiede improvvisamente: “Ma quando finisce il coronavirus?”. Dinanzi a una domanda essenziale ed esistenziale di un bambino si ferma il tempo e ogni contrattempo e bisogna trovare le parole credibili per instillare la fiducia in quello che si dice e la speranza in quello che verrà. Bambini: peccato che non si rimanga così diretti e autentici! Bambini: continuiamo a sperare per loro, con loro, come loro. Possa crescere la loro speranza e possano crescere sempre più nella speranza! 

Una bambina di pochissimi anni, a seconda dei giorni, dice: “Oggi vado a casa di mamma… oggi vado a casa di papà…”. Come si fa ad abituarsi a queste e altre scene di mancanza dell’infanzia?

Viviamo più di compressioni, oppressioni, pressioni e repressioni in una sorta di “lifting dell’anima” e non di impressioni ed espressioni come, invece, fanno i bambini. Osserviamo i bambini e conserviamoci bambini: questo l’elisir di lunga e vera vita!

Conversazione con un bambino: “Tu hai un gatto?”. “No, ce l’avevo da bambina ma, poi, è morto”. “Allora è andato in cielo?”. “Mmm, diciamo nel cielo degli animali”. “No, nel cielo dove ci sono pure i nonni!”. Quel bambino ha ragione: quello che appartiene all’infanzia e quello che ci è stato e ci è caro stanno nello stesso cielo sotto cui siamo protetti e continuiamo il nostro cammino alzando di tanto in tanto lo sguardo.

Osservando gli insetti in giro al tepore autunnale i bambini chiamano un ragnetto “figlio” e, poi, individuano mamma ragno e papà ragno. Così una bambina realizza con la pasta modellabile, in maniera stilizzata, quello che per lei è un letto matrimoniale con dentro un papà, una mamma e al centro il figlio, come se fosse un presepino: una piccola artista del vero amore. I bambini hanno un senso di famiglia che gli adulti (o pseudotali) ignorano o calpestano. Dinanzi alla genuinità e ingenuità dei bambini non c’è che da tacere e imparare (o reimparare) il senso e la via dell’amore e della vita!

Una bambina: “Io guardo mia madre e così imparo a diventare grande!”. Crescere un figlio non è solo dargli da mangiare e provvedere ai suoi bisogni ma farlo andare avanti dandogli continuamente, coerentemente, costruttivamente e coraggiosamente l’esempio, che nell’etimo significa “che trae da”.

“Animaletti / Farfalle e insetti / Bambini e bandiere / Passeri in terra / Barche nel mare / Gabbiani nel cielo. / Se a ogni passo / in te inciampiamo, / perché, Signore, / non ti adoriamo?” (“Bambini e bandiere” dell’artista gesuita Giovanni Poggeschi, 1905-1972). I bambini e il leggiadro della vita, in ogni angolo della vita, un inno alla vita!

Cogliere l’attimo: come fanno i bambini e come si fa (o si dovrebbe fare) con i bambini che, poi, crescono in fretta e non sono più bambini. Bambini, etimologicamente significherebbe “balbettanti: forse dovremmo tornare a balbettare per imparare il senso vero delle cose, di ogni cosa.

Contro lo sprezzo per la vita ci vogliono sprazzi di gioia e spruzzi di colore, come fanno i bambini! Rispetto e gioia per la vita: facciamolo con i bambini e per i bambini! Ce la faremo, ce la dobbiamo fare: lo dobbiamo ai bambini, figli o alunni che siano! Adulti, facciamo gli adulti!

 

 

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Sull' Autore

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Insegnante, giurista, con la passione della lettura, della scrittura, della fotografia e di ogni altra forma di arte e cultura. Autrice di tre libri per Aracne Editrice (Roma) – fra cui “La bellezza della parola, la ricchezza del diritto” (2014) menzionato nel sito dell’Accademia della Crusca –, di oltre 150 pubblicazioni giuridiche citate in più sedi (testi giuridici, convegni, università, siti specializzati, tesi di laurea) e di altri scritti, già operatrice socioculturale nel volontariato (da quello associativo a quello penitenziario). Nata a Salandra (MT), vive a Matera.

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