POTENZA, STORIE DI COMMERCIO: PETILLI, GUTTIERI, LAMORGESE E IGNOMIRELLI

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LUCIO TUFANO

 

 

L’Industria Calze, 1928.

A vent’anni Michele Petilli è minatore nelle miniere di carbone della Val d’Aosta. Nel 1929, quando la crisi mondiale ha paralizzato le risorse e le economie delle nazioni, ha fermato le fabbriche, ha inflazionato fortemente il potere d’acquisto dei salari e degli stipendi. Quando tutti i giovani sono in cerca di occupazione, Michele Petilli intende realizzare un suo antico sogno, quello di svolgere l’attività commerciale.

Rientrato a Minervino Murge, il paese che gli ha dato i natali, intraprende l’attività di ambulante con tappe programmate a Taranto ed a Potenza, e con puntate nei vari mercati delle due regioni. Il suo grande ombrello aperto e rovesciato tiene sciorinati cotoni, lane, calze di felpa, merce utile alle famiglie, alle donne ed agli acquirenti che avvertono il bisogno di corredarsene.

Sono i quattro anni di frenetico pionierismo, con rifornimenti fatti a Trani, in Puglia, dove vi sono i grossisti di mercerie. Li raggiunge nel corso della notte per vendere il giorno dopo, utilizzando, per il trasporto, mezzi di ogni genere, in prevalenza il treno.

Nel 1933 Michele Petilli, il re della calza riesce a stabilirsi nella città dove annovera il maggior numero di clienti. Apre un negozio moderno e luminosissimo nella centrale via Pretoria, al quale dà il modernissimo nome di “Industria Calze”, con iscrizione nel registro della Camera di Commercio di Potenza. Ecco come il duro periodo di ambulante lo porta ad assumere, con tenacia, carattere, serietà professionale e vasta clientela, il suo migliore traguardo di commercio a posto fisso, con negozio attrezzatissimo in tutti i suoi elementi.

Così l’Industria Calze è entrato nella leggenda delle signore di Potenza che non hanno mai potuto prescindere, nei loro acquisti, da prodotti garantiti e di ottima qualità. A distanza di 75 anni di esercizio, i figli ed i nipoti di Michele Petilli ne hanno dignitosamente e laboriosamente proseguita l’attività con risultati lusinghieri.

La solenne inaugurazione dei Grandi Magazzini della ditta Oronzo Ignomirelli in via Pretoria, 1922.

«La ditta Oronzo Ignomirelli è di quelle che meritano l’ammirazione di tutto coloro che in essa devono vedere una meravigliosa manifestazione del lavoro …

Oggi, nei vastissimi magazzini di via Pretoria, è un lavoro senza posa, senza interruzione: seterie, maglierie, drapperie finissime, di tutti i gusti, da quelle ricercatissime alle altre modeste, sono acquistate da centinaia di compratori che aspettano pazientemente il turno. Domenica sera i vasti grandiosi Magazzini furono inaugurati solennemente con la benedizione impartita dall’Arciprete di San Gerardo rev. Naddeo, salutata dell’inno reale intonato dalla nostra Musica cittadina egregiamente diretta dal maestro Orlando. intervennero le autorità tutte, le più spiccate personalità, signore, signorine ed una gran folla di popolo: un vero pellegrinaggio. Oronzo Ignomirelli fece splendidamente gli onori di casa. Furono offerti, a profusione agli invitati, paste, dolci, bombons, liquori finissimi forniti dalla ditta Angiolino Viggiani, un’altra Ditta nostra che si è affermata per la manifatturazione squisita e raffinata …».

Nel considerare come tutti i mercati della provincia fossero frequentati dagli clienti del grossista, Ignomirelli, ricaviamo la prova e l’indice sicuro della perfezione raggiunta e della modernità conquistata.

«La ditta Ignomirelli che ormai non teme più alcuna concorrenza, ha innanzi a sé un avvenire luminoso ed altissimo, un avvenire – ne siamo certi – sarà presto tradotto in palpitante realtà[1]». Fin qui la cronaca dell’epoca.

L’attività di Oronzo Ignomirelli risale al 1901, con un primo negozietto al corso Umberto I, di fronte al villino Gavioli, negozietto di periferia, di proporzioni modeste, proprio di chi ancora per vendere la propria merce si avvale dell’ambulantato e dell’imperterrita presenza nelle fiere e nei mercati.

In considerazione del buon andamento degli affari, Ignomirelli, nato a Bitonto nel 1879 da famiglia di commercianti (ancora oggi a Bitonto, nella piazza centrale, vi è un bar-pasticceria Ignomirelli) e che è venuto dalle Puglie come tanti altri pionieri del commercio potentino, Pietro Lamorgese, Michele Petilli, Michele Avena e tantissimi altri, fino ai “baresi” o barlettani che hanno rifornito per tutti gli anni ’30 e ’40 di pesce fresco la città … nel 1905, trasferisce il suo negozio a Porta Salza, con una apposita scaffalatura ed una bella vetrata di esposizione. Un primato per la città di allora. Il nuovo locale, più ampio del primo, consente maggiore smercio, non solo per la vendita al minuto, per quella all’ingrosso, bensì specie per gli ambulanti, categoria allora benemerita e molto apprezzata, data la scarsità delle strade e dei mezzi di trasporto che rendono difficile l’afflusso in città di tutta la clientela delle campagne potentine e dei paesi. Dopo vicende lunghe di continua mobilitazione e lavoro, la ditta, nel 1921, approda in via Pretoria 171, ove segna la sua apoteosi per stoffe preziose e tessuti dei più rinomati lanifici e setifici, adeguando la propria offerta ad una città in crescita ed in via di modernizzazione.

Negli anni ’50, il negozio risponde sempre dippiù ai tempi nuovi, si rifà la facciata, si aprono nuove vetrine, si rinnova l’impianto elettrico. È uno dei più noti punti vendita del centro, proiettato negli anni a venire, ancora più rinnovato e luminoso, ricco di scampoli, di percalli, tele e tessuti, i migliori della città.

1898:i Lamorgese, da ambulanti a grandi operatori del commercio

L’azienda “Pietro Lamorgese fu Nicola” è stata fondata nel 1896 ed iscritta alla Camera di Commercio nel 1898. Pietro Lamorgese, nato a Noicattaro nel 1869 (paese dei commercianti), venne a Potenza alla fine del XIX secolo con il fratello Vito Santo Lamorgese e portarono con loro anche il Sig. Ignomirelli.

I due fratelli Lamorgese sposarono due sorelle Luna, Pietro sposò Vincenza e Vito Santo sposò Gerarda.

Dall’unione di Pietro e Vincenza nacquero nove figli e due di loro decisero di continuare l’attività commerciale, Antonio e Nicola.

Tutto iniziò a fine ‘800 con Pietro che faceva l’ambulante vendendo i suoi tessuti ed i corredi in giro per la provincia e facendosi tutte le fiere, da Avigliano a Vaglio alla provincia di Bari e Lecce.

L’azienda ha avuto la sua prima sede in Via Pretoria 17, locale di proprietà Luna, e qui vivevano e lavoravano, addirittura in casa c’erano anche gli asini che servivano per spostarsi alle varie fiere.

Attualmente i locali di Via Pretoria 11-13-15-17-19 sono ancora di proprietà della famiglia Lamorgese. Forza trainante dell’azienda erano i tessuti ed i corredi. I pagamenti di inizio secolo avvenivano tramite baratti di galline, conigli, uova e formaggi in cambio di stoffe.

Le vendite proseguirono ottimamente fino ai duri tempi della guerra. Nel dopoguerra l’economia si riprese ed anche l’attività dei Lamorgese rifiorì. Nel 1958, quando in azienda erano già subentrati i giovani Antonio e Nicola, nacquero le “confezioni” e tale nuova branca del commercio di abbigliamento fu seguita in modo particolare dalla moglie di Antonio, Elisabetta, e da Nicola. Antonio continuava a seguire il ramo dei tessuti.

Successivamente, negli anni 60-70, entrano in azienda anche il figlio di Antonio, Pierluigi, ed il figlio di Nicola, Pietro. Nel 1976 nasce ‘Fumetto’ di Pietro e Pietro Luigi Lamorgese. La loro strada si dividerà nel 1990, quando ognuno continuerà l’attività di famiglia per conto proprio.

I figli di Pierluigi, Antonello ed Alessandro, dall’inizio del XXI secolo continuano, insieme al padre, a gestire l’azienda che ormai ha cento anni. 

Ferramenta, armi e munizioni: i Guttieri

È Gerardo Guttieri, nato a Conca dei Marini (Sa) il 24 agosto 1910 che con l’ausilio del fratello della madre, Luigi Florio, viene a Potenza per collaborare con lo zio, titolare di un fornitissimo magazzino di attrezzi, armi, merce per l’agricoltura e per la caccia, per i mestieri come il muratore ed il falegname che hanno bisogno di utensili, chiodi, contenitori, pale.

Gli agricoltori, in quegli anni, intorno al 1930/40, sono numerosissimi ed affollano il negozio di via Pretoria, all’angolo di piazza Prefettura, che fornisce loro tutto ciò che serve per la loro attività. Non passano molti anni che Gerardo Guttieri, forte dell’esperienza acquisita, chiama i fratelli per aprire un negozio in piazza Sedile.

Intorno al 1966, si separa dai fratelli e riprende la sua attività in via XX settembre con un negozio di ferramenta, armi e munizioni e con tutta la merce utile a chi esercita l’attività dell’agricoltura, delle costruzioni e dell’artigianato di servizio. Muore nel 1991 lasciando tutta l’azienda alla conduzione dignitosa e diligente della moglie, sig.ra Luisa Annunziata, con piena ed attiva gestione.

[1] Giornale di Basilicata, 7 ottobre 1922.

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Sull' Autore

Lucio Tufano

LUCIO TUFANO: BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE “Per il centenario di Potenza capoluogo (1806-2006)” – Edizioni Spartaco 2008. S. Maria C. V. (Ce). Lucio Tufano, “Dal regale teatro di campagna”. Edit. Baratto Libri. Roma 1987. Lucio Tufano, “Le dissolute ragnatele del sapore”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “Carnevale, Carnevalone e Carnevalicchio”, art. da “Il Quotidiano”. Lucio Tufano, “I segnalatori. I poteri della paura”. AA. VV., Calice Editore; “La forza della tradizione”, art. da “La Nuova Basilicata” del 27.5.199; “A spasso per il tempo”, art. da “La Nuova Basilicata” del 29.5.1999; “Speciale sfilata dei Turchi (a cura di), art. da “Città domani” del 27.5.1990; “Potenza come un bazar” art. da “La Nuova Basilicata” del 26.5.2000; “Ai turchi serve marketing” art. da “La Nuova Basilicata” del 1.6.2000; “Gli spots ricchi e quelli poveri della civiltà artigiana”, art. da “Controsenso” del 10 giugno 2008; “I brevettari”, art. da Il Quotidiano di Basilicata; “Sarachedda e l’epopea degli stracci”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 20.2.1996; “La ribalta dei vicoli e dei sottani”, art. da “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Lucio Tufano, "Il Kanapone" – Calice editore, Rionero in Vulture. Lucio Tufano "Lo Sconfittoriale" – Calice editore, Rionero in Vulture.

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