I FALSI MITI MESSI A NUDO DALLA PANDEMIA

1

La pandemia in Italia ha avuto il merito di squarciare il velo sugli effetti della privatizzazione della sanità in molte parti d’Italia, a cominciare dalla Lombardia  la cui spesa sanitaria verso il privato tocca quasi il 50 per cento . Quello che doveva essere un efficientamento delle prestazioni si è rivelato una sottrazione di risorse e un loro dirottamento verso profitti privati.  Per capire l’importanza di questo depauperamento c’è una cifra estremamente esplicativa: in Italia il 26 per cento delle spese del sistema sanitario va verso il settore privato, con differenti percentuali regionali che vanno dal quasi 3 per cento della Basilicata al 49 della Lombardia. I dati riferiti al 2017 indicano in 5,7 miliardi di euro l’onere a carico del bilancio pubblico per sostenere la spesa sanitaria privata, nella quale operano giganti che fatturano, ognuno, decine di milioni di euro l’anno e distribuiscono ricchi dividendi agli azionisti. Il bello è che i privati si sono buttati sul piatto della sanità italiana scegliendo i bocconi migliori, cioè quelle discipline e quelle specialità che consentono di contare su rette alte e su un armamentario diagnostico-terapeutico estremamente complesso e variegato, il cui utilizzo fa schizzare il conto finale di un ricoverato: settori come l’alta chirurgia oncologica, la traumatologia, l’ematologia, si sono espansi  saccheggiando i conti dello Stato a danno di tutta la restante parte del pianeta salute. La pandemia ha trovato in quelle regioni il varco per fare danni immensi, con una medicina territoriale non in grado di fermare il contagio in fase di difesa preventiva. Questi due mesi hanno anche rivalutato la sanità meridionale che, pur con le sue carenze, ha dimostrato una tenuta del sistema pubblico più forte e più efficace, al punto da meravigliare osservatori nazionali e stranieri.  La classe politica che ha in mano le sorti di molte delle regioni meridionali dovrebbe riflettere su quello che è successo e dovrebbe ragionare in termini diversi che nel passato, cioè quello di lavorare in un’ottica di integrazione tra territori e di valorizzazione delle eccellenze lì dove esistono e sono riconosciute. Cioè una quota delle risorse messe a disposizione di progetti comuni di potenziamento di strutture a vocazione interregionale , con i relativi irccs a fare da coordinamento. Si manterrebbe l’emigrazione sanitaria nell’ambito di un edificio comune che è il mezzogiorno, contribuendo non solo  a strutturare il sistema ma anche a renderlo attrattivo . Ci sono settori di lavoro dove l’innovazione, la ricerca, la individuazione di nuovi protocolli di cura, possono produrre qualità  e diffonderla in un sistema di hub & spoke che si irradia su tutti i territori. La gente ci crede, se solo i Governanti capissero che è tempo di uscire dall’isolamento dei loro castelli e parlarsi su come mettere insieme risorse ed esperienze.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

1 commento

  1. Avatar
    Michele GUERRIERO il

    VORREI ESSERE CANCELLATO dalla MAILING LIST di
    “TALENTI LUCANI”…….
    è la TERZA VOLTA CHE FACCIO LA RICHIESTA……
    GRAZIE e
    DISTINTI SALUTI
    michele guerriero

Lascia un Commento