Negli ultimi anni si è parlato molto del reato di “Femminicidio”. Le donne, le associazioni hanno chiesto a gran voce che fosse regolamentato. A molti è sembrata pura ideologia femminista, pochi si sono soffermati a capire il reale valore giuridico della richiesta, i più hanno dimenticato i figli delle donne uccise per mano dei loro mariti compagni o ex. Un esercito di oltre milleseicento ragazze e ragazzi. Orfani in pochi istanti, orfani due volte:del genitore ucciso per mano dell’altro genitore, e di quest’ultimo, in carcere o suicida. Ma anche orfani dello Stato che dimentica i loro diritti, che non riesce a difenderli, proteggerli e tutelarli.Lentamente, però, qualcosa si muove nelle coscienze del sonnecchiante Legislatore italiano e nelle aule del Parlamento.
La Camera dei Deputati, infatti, ha approvato all’unanimità il disegno di legge in favore degli orfani di crimini domestici. Un passo di civiltà. Il disegno di leggecompie tre ordini di modifiche. Come primo passo “epocale”, in linea con quanto previsto dalla Convenzione di Istanbul e dalle legislazioni di molti paesi europei, risponde alle richieste del riconoscimento del “Femminicidio”. Non viene introdotta una nuova figura di reato (non vi era la necessità di una specifica figura delittuosa, ma era necessario il riconoscimento della “gravità” del crimine con riferimento alla relazione tra autore e vittima) ma si agisce sulle circostanze aggravanti. Il codice penalepunisce l’omicidio del coniuge con la reclusione da 24 a 30 anni. Il testo approvato, invece, compie un cambiamento di prospettiva modificando la pena in ergastolo ed estendendo il campo di applicazione anche al coniuge separato, alle stabilirelazioni affettive, alle convivenze e alle unioni civili.Il resto della norma è finalizzato ad introdurre misure per tutelare, direttamente e indirettamente, i figli delle vittime. Finalmente si porrà fine al paradosso che costringeva i figli a combattere nelle aule giudiziarie contro iloro padri per escluderli dall’eredità, dalla pensione e per ottenere il risarcimento dei danni. Il tutto con elevatissimi costi legali. Con le modifiche apportate si prevede che l’autore dell’omicidio (anche se indagato) sia escluso da qualsiasi beneficio previdenziale e dalla successione. Viene assicurata ai figlila possibilità di ottenere il risarcimento dei danni, attraverso il sequestro conservativo dei beni dell’autore e il riconoscimento della provvisionale già nella sentenza di condanna, senza dover intraprendere ulteriori azioni giudiziarie. È inserita la possibilità di accedere al patrocinio a spese dello stato anche in deroga ai limiti di reddito e l’accesso gratuito all’assistenza medico-psicologica.
Risposte concrete per punire un crimine devastate e vigliacco che lo diventa ancora di più sulla pelle della moltitudine di figli. Figli orfani e spesso superstiti di quella stessa violenza, con cicatrici indelebili. Quelle possiamo soltanto accarezzarle e cercare di prevenirle.
*Cristiana COVIELLO, Avvocata specializzata in Diritto dei minori e della famiglia sia in ambito penale che civile. Presidente della neonata associazione Fiori con le spine
