I GRANDI ARCHITETTI LUCANI: ERNESTO LAPADULA

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Leonardo Pisani

Leonardo Pisani

“ITALIANI UN POPOLO DI SANTI, POETI, NAVIGATORI, ARTISTI, COLONIZZATORI E TRASMIGRATORI” quante volte abbiamo sentito questa frase scolpita sulla facciata del  Palazzo della Civiltà Italiana . A molti sarà capitato di trovarsi a Roma nel quartiere Eur ed ammirare le geometrie urbanistiche  dei quella opera d’arte  chiamato anche palazzo della Civiltà del Lavoro. Ma chi non l’avesse visto dal vivo probabilmente l’ha ammirato in numerosi film come Roma città aperta (1945), di Roberto Rossellini con Anna Magnani e Aldo Fabrizi,O.K. Nerone (1951), di Mario Soldati con Carlo Campanini, Walter Chiari e Silvana Pampanini. E tanti altri*. Ed è , il Palazzo della Civiltà italiana, collegato direttamente alla Basilicata, anzi a un lucano: Come scrisse Paolo Portoghesi, « Insolito e ambiguo destino, quello di Ernesto Bruno Lapadula: quello di aver dato a Roma uno dei suoi edifici più caratteristici, inseparabile oramai dalla sua identità architettonica» .

Chiamato per la sua forma anche il Colosseo Quadrato  La storia del Palazzo è legata strettamente a quella dell’EUR. Infatti, dopo l’assegnazione a Roma (da poco capitale di un impero) dell’Esposizione universale del 1942, il governo italiano intese cogliere l’occasione per celebrare in tale data il ventennale del regime fascista e per sviluppare, contemporaneamente, l’urbanizzazione della città lungo l’asse viario che portava al mare

Del dicembre 1936 è la legge che istituì l’Esposizione Universale di Roma, e del gennaio 1937 sono i primi inviti e bandi di concorso per l’ideazione degli edifici dell’istituendo quartiere della mostra, che prese il nome di «EUR 42» dall’acronimo dell’Esposizione e dall’anno di istituzione; la commissione scelse il progetto presentato da   Giovanni Guerrini, Mario Roma e da Ernesto Lapadula; che farà parlare di se anche in America Latina come urbanista di livello internazionale e conosociuto anche come vignettista, pittore ed animatore di salotti culturali nella Città Eterna. Figlio di un militante socialista Donato Lapadula (Pisticci 1873 – Roma 1949), Ernesto detto anche Bruno nacque a Pisticci il 6 agosto 1906, pur partecipando ai concorsi indetti dal governo fascista (compreso l’allestimento di numerose mostre) conservò, come molti architetti e ingegneri italiani di quel periodo, le sue idee politiche ed il suo studio era frequentato anche da oppositori del regime, tra i quali Antonello Trombadori, artisti e intellettuali, infatti nel 1945 si iscrisse anche a Pci.

I suoi studi superiori li fece in Basilicata a Melfi, al liceo scientifico   dopo le quali andò a Roma, prima iscrivendosi all’Accademia delle Belle arti poi alla Scuola Superiore di Architettura, dove si laureò nel 1931 sotto la guida di Marcello Piacentini. Ufficiale di fanteria, raggiunse il grado di Primo Capitano del 2º Reggimento Granatieri di Sardegna.

Fu attivo anche come vignettista, illustratore (attività per le quali scelse lo pseudonimo di “Bruno di Lucania”), pittore  e, infine, come giornalista Dopo la guerra pubblicò, su vari giornali, articoli nei quali criticava aspramente le modalità e la qualità della ricostruzione delle città italiane dalla quale erano stati esclusi i giovani architetti.

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Nel 1928 aveva aderito al MIAR (Movimento Italiano di Architettura Razionale) dal quale prese il via il Razionalismo italiano. Il suo studio di Piazza del Popolo a Roma fu, inizialmente, la sede in cui gli aderenti al MIAR tenevano le loro riunioni. Tra le sue molte attività, si distinse come disegnatore di mobili ed oggetti di arredamento in collaborazione con l’Ente Nazionale per l’Artigianato e le Piccole Industrie (ENAPI)

Dopo aver progettato, nel periodo 1937-1941, il Palazzo della Civiltà Italiana accettò, d’accordo con gli altri due architetti Giovanni Guerrini e Mario Romano, la nomina a “procuratore con pieni poteri” nella progettazione e direzione artistica dell’allestimento della Mostra della Civiltà Italiana: ma la mostra, che doveva poi dar luogo ad un museo permanente, non si tenne a causa l’entrata in guerra dell’Italia.

Dal 1940 fu assistente straordinario incaricato presso la cattedra di Disegno architettonico e rilievo dei monumenti della Regia Università di Roma, nel 1946 gli venne affidato l’insegnamento di Architettura degli interni e nel 1948 quello della materia di cui inizialmente era stato assistente. Due fratelli, gli architetti Attilio Lapadula(Pisticci 1917 – Roma 1981) ed Emilio Lapadula (Pisticci 1922 – Roma 2010), collaborarono con lui nello studio di Roma, un terzo fratello medico Ettore Lapadula partecipò attivamente alla vita culturale, creatasi intorno ad Ernesto, come critico d’arte.

Fu uno dei fondatori e primo presidente dell’Art Club di via Margutta a Roma che divenne il luogo di ritrovo di pittori, scultori, architetti, scrittori, poeti, attori e registi nei primi anni del dopoguerra.

« entrai al vicino Art Club, per ringraziare un momento la segretaria, la dolce Jolena Baldini (Berenice n.d.r), … Ha voluto che entrassi, c’era soltanto l’architetto Lapadula, nostro compagno, m’hanno offerto a forza un vermuth, hanno tentato affettuosamente di sollevarmi l’animo. » (Sibilla Aleramo, Diario di una donna. Inediti 1945-1960, Feltrinelli editore, Milano, 1978).  Poi l’avventura sudamericana , nel 1948 lasciò l’Italia per l’Argentina dove l’Università Nazionale di Córdoba – dove già si erano trasferiti i fratelli Angelo, Giovanni e lo stesso gemello  Cesare- gli aveva offerto la cattedra di Composizione architettonica e poi quella di Urbanistica. Al suo arrivo nell’Università argentina corrispose, per merito di Ernesto e di altri giovani docenti, un profondo rinnovamento, in senso moderno, dell’insegnamento dell’Architettura e dell’Urbanistica. A questi anni sono databili gran parte dei suoi scritti di Urbanistica e Storia delle città. Collaborò anche alle riviste “Historia del Urbanismo” e “Revista Económica” ed  al quotidiano Los principios.. Fu consulente urbanistico dei Governi provinciali di Córdoba, Catamarca e Salta, e responsabile della Pianificazione (Asesor de Planificación) della città di Córdoba progettandone  la nuova espansione e la salvaguardia del pregevole centro storico.

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 Nel 1963 rientrò in Italia dove si dedicò soprattutto al disegno ed alla pittura.

Ernesto Lapadula si spense a Roma il 24 gennaio 1968, ma la sua figura non è mai stata dimenticata:la maggior parte dei suoi progetti e dei suoi scritti è conservata presso lo studio di Roma, che è stato dichiarato di “rilevante interesse storico” e quindi bene culturale. Tutta la documentazione relativa alla sua attività di progettista e di fotografo è stata vincolata dalla Soprintendenza archivistica del Lazio il 2 dicembre 1992.  Il responsabile attuale dell’archivio e dello studio è l’architetto Bruno Filippo Lapadula, figlio del fratello Attilio. Inoltre L’Amministrazione comunale di Córdoba (Argentina) gli ha dedicato nel 1968 una strada, per l’attività svolta nella pianificazione della città; L’Università nazionale di Córdoba (Argentina) gli ha intitolato nel 1975 un’aula, per l’attività di docente; L’Ente EUR di Roma gli ha intitolato nel 2009 una delle sale del Palazzo dei Ricevimenti e dei Congressi, per l’attività di progettista. E  L’Amministrazione comunale di Roma ha deliberato nel 2010 di dedicargli uno spazio pubblico, per l’attività di progettista e docente.

Pur avendo lavorato in progetti internazionali Ernesto Lapadula mantenne uno stretto contatto con la sua Basilicata: tra le sue opere la Chiesa di San Rocco e nella natia  Pisticci nel 1934 ed il Palazzo dell’Economia Corporativa (attualmente Camera di Commercio) a Matera nel 1935 e la Sopraelevazione del Municipio a Pisticci nel 1948 ed il palazzo delle poste a Potenza.

 

Altre opere :
Sistemazione di Villa Bellini a Catania, 1929
Casa del Fascio di Taranto (progetto di laurea), 1931
Concorso per la Palazzata a Messina, 1931 con Giuseppe Marletta
Villaggio dei ceramisti a Seminara, 1931
Concorsi per Preture e Palazzi postali a Roma, 1933-1934
Concorso per il Palazzo Littorio (I e II grado) a Roma, 1933-1937 con Mario Ridolfi
Casina Nautica della Fondazione Cavalieri di Colombo sul Lungotevere Flaminio a Roma, 1934
Piazza Impero (attualmente Piazza della Libertà) a Ragusa, 1934
Padiglioni della Lignite, dell’Arte, del Talco e della Grafite, della ricerche e delle invenzioni alla Mostra autarchica del Minerale italiano, 1938
Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR di Roma per l’Esposizione Universale E42, 1937-1939 con Giovanni Guerrini e Mario Romano
Padiglioni della Banca d’Italia, dell’Esercito, del Credito e del Commercio per la Mostra d’Oltremare a Napoli, 1937-1940
Arredamento degli studi fotografici di Ghitta Carell a Milano e Roma, 1942
Progetto urbanistico e architettonico della Città Universitaria a Bratislava, 1942 con Attilio Lapadula
Progetto della Piazza dei Ministeri a Bratislava, 1942 con Attilio Lapadula

 

*L’onorata società (1961), di Riccardo Pazzaglia con Franco e Ciccio; L’eclisse (1962), di Michelangelo Antonioni con Monica Vitti e Alain Delon;Boccaccio ’70 (1962), episodio: Le tentazioni del dottor Antonio, di Federico Fellini con Anita Ekberg e Peppino De Filippo; 8½ (1963) di Federico Fellini con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Sandra Milo e Rossella Falk; Siamo tutti pomicioni (1963), regia di Marino Girolami con Raimondo Vianello, Mario Carotenuto e Paolo Panelli; L’ultimo uomo della Terra (The Last Man on Earth) (1964), di Ubaldo Ragona con Vincent Price; Io tigro, tu tigri, egli tigra (1978), di Renato Pozzetto e Giorgio Capitani:Il ventre dell’architetto (The Belly of an Architect) (1987), di Peter Greenaway; Hudson Hawk, il mago del furto (Hudson Hawk) (1991), di Michael Lehmann con Bruce Willis;Titus (1999), di Julie Taymor con Anthony Hopkins;Streghe verso nord (2001) di Giovanni Veronesi con Gérard Depardieu e Emmanuelle Seigner;Equilibrium (2001), di Kurt Wimmer con Christian Bale;Notte prima degli esami (2006), di Fausto Brizzi con Nicolas Vaporidis; La madre (2013), di Angelo Maresca con Stefano Dionisi e Carmen Maura e tanti altri.

 

 

 

 

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