La pandemia in atto da marzo ha impedito di celebrare i cinquant’anni della Regione risparmiandoci un bel po’ di retorica sulla funzione di questa istituzione. Che è nata con le migliori intenzioni ed ha avuto una giovinezza innocente ma che, man mano che è cresciuta , è diventata piena di vizi ed oggi è una cinquantenne che i suoi anni se li porta malissimo. Sarebbe un gesto di onestà se, al di là delle cerimonie ufficiali, si potesse discutere veramente sul perchè di questo invecchiamento che neanche il restyling dello Statuto regionali è riuscito a nascondere, ma da almeno vent’anni in qua, questi dibattiti non usano più perchè chi governa è contento e chi sta all’opposizione parla al vento. Non ci sono insomma le condizioni per discutere seriamente sui passi indietro di un Ente che era nato come ente di indirizzo, di programmazione e di guida delle autonomie locali e si è trasformato in un piccolo staterello accentratore , tutto piegato sulla gestione delle risorse. Le rughe che questa cinquantenne evidenzia riguardano innanzitutto la sua cultura di governo, che è scarsa e non da oggi. Ha gettato dalla finestra la programmazione strategica decennale , preferendo uno sguardo più ravvicinato collegato ad una triennalità del bilancio, con il che oscurando tutta quella informazione che consentiva ai territori di capire quale sarebbe stato il loro destino in termini di crescita, di scelte e di infrastrutture. Per fortuna c’è stato nel passato chi ha provveduto a disegnare e realizzare un sistema viario funzionale ed efficiente, come sono le fondovalli dei fiumi lucani. C’era anche il disegno di due trasversali, uno dalle Murge al Pollino e l’altro la Candela Lauria, che però hanno subito la trascuratezza governativa, la cui bussola è sempre stata orientata al Nord. Scarsa cultura di governo , intesa come capacità di fare scelte nell’interesse generale e come propensione, via via più accentuata a fare scelte funzionali ad interessi di singole zone, o di singoli gruppi, di singoli partiti o di singole imprese. E’ la stagione dell’onnipotenza delle Compagnie petrolifere, del loro strapotere, della funzione ammaliatrice dei ristori che non hanno ristorato un bel niente e delle compensazioni che non hanno compensato. E con i bilanci regionali che si gonfiavano di entrate extra, o di entrate sostitutive di quelle ordinarie, come i fondi europei, le forze di governo si sono tutte concentrate nella spesa, intervenendo ora a coprire un buco ora un altro. Nel frattempo tutte le Regioni meridionali si sono scordate di fare i conti della spesa nazionale, e di rivendicare il dovuto, con il che perdendo qualcosa come sessanta miliardi l’anno. La nostra cinquantenne ha trascurato anche il proprio fisico, scordandosi di darsi un assetto funzionale, di cercare la modernità attraverso la semplificazione delle procedure, la efficienza delle strutture. L’ultimo concorso per dirigenti risale a 25 anni fa e se uno oggi entra in un Dipartimento scopre che due o tre persone reggono tutta l’armatura degli uffici, che i precari a vario titolo superano i dipendenti di ruolo, che ci sono professionalità importanti assunte con contratti di collaborazione che vanno avanti da quindici anni, che negli uffici si lavora ad assicurare l’urgenza del giorno, a trovare una soluzione provvisoria a qualche settore con l’acqua alla gola o a qualche categoria che minaccia di scioperare per mancanza di risposte . Insomma per questa cinquantenne invecchiata precocemente ci sarebbe da obbligarla ad un restyling completo, senza soluzioni botuliniche ,ma sottoponendola ad un dura preparazione fisica che le ridia le forme giuste e l’avvenenza di un tempo. Nell’ottocento le creme estetiche arrivavano da Napoli e la borghesia lucana era sempre attenta alle novità. Ora si è capito che le creme valgono per quel che valgono. E dunque prima che ciprie e rossetti, bisogna che questa regione, nella sua classe dirigente a tutti i livelli di governo, metta subito in agenda un programma di efficientamento istituzionale che è la premessa non solo per recuperare la propria fisicità ma per esercitare il proprio fascino attrattivo. Rocco Rosa
Emiliano Albensi/LaPresse
04/06/2014 Potenza
Manifestazione contro aumento estrazioni petrolifere
Nella foto: alcuni momenti della manifestazione, organizzata dalle associazioni ambientaliste e cittadini lucani, di fronte alla Regione Basilicata per protestare contro il possibile raddoppio delle estrazioni petrolifere sul territorio lucano. Contemporaneamente, all'interno del "palazzo", il governatore della Basilicata, Marcello Pittella, ha incontrato il ministro delle sviluppo economico, Federica Guidi
LAREGIONE, CINQUANT’ANNI E SEMBRA UNA VECCHIA
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