I GRANDI TALENTI LUCANI : FRANCESCO MOLFESE

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FRANCESCO MOLFESE, UN MITO DEL DIRITTO

di Giovanni Labanca

 

Avrò fatto quelle scale migliaia di volte, da quando, abbonato a Ciao Lucania, mi desiderava vedere , per par lare della nostra Lucania, in lunghi discorsi dialettali, che, inevitabilmente,   finivano  a Terranova di Pollino, il mio paese.

Il motivo era ed è semplice. “la sorella di mia mamma, zia Carolina, aveva sposa to don Salvatore Lonigro di Terranova e da allora ho considerato il tuo paese come il mio, data la conseguente fratellanza con i cugini, di cui ora, è rimasto, purtroppo, solo Armando. Quando arrivi tu, caro Giovanni, mi riporti, inevitabilmente, in quella bella piazza, ai bei tempi passa ti, agli affetti più cari”

Rifaccio quelle scale, fino al primo piano, dove è il suo studio, per fargli , ufficialmente, un’intervista, che, come prevedibile, diventerà una amichevole chiacchierata serale, a conclusione di una delle sue giornate di lavoro, nono stante non sia più giovincello, come pensa di essere. In effetti, è un bel giovanottone di 87 anni, portati benissimo e riprova ne è il fucile da caccia con le canne ancora fumanti, appeso su una parete dello studio, tra quadri e foto della sua vita. E’ appena rientrato da una delle sue “battute”in Romania. E’ lo sport suo preferito, quello che lo porta lontano da pensieri e stress cittadino e con la cui pratica, ritrova serenità, anche se torna con il carniere sempre vuoto: è una passione che lo fa volare anche in Argentina, nella Pampas, in Ungheria, in Scozia, dovunque ci sia aria serena. Uccelli e bisonti, comunque, possono dormire sogni tranquilli.  

– “Vedi Giovanni, mi dice mentre mi fa accomodare di fronte a lui, la mia vita, oltre al lavoro di avvocato, è stata un intrecciarsi di avvenimenti, di avventure e anche di passioni. Sono arrivato a Milano, nel gennaio 1957 appena dopo la laurea conseguita a Roma, a 23 anni, nel 1955, perché sentivo che questa città sarebbe stata mia, per tutta la vita e adatta per svolgere una professione ad alto livello. Da principiante, ho penato tanto e per ben sei mesi ho girovagato tra studi di avvocati, senza ottenere un lavoro, perché, dicevano, aveva un costo che loro non potevano  pagarmi la sedia. Caparbio come ero e come sono, non dimenticare che ho studiato dai Salesiani di Taranto e alla Scuola Militare Nunziatella, a settembre del 1959 , ho aperto il mio primo studio, per la gioia immensa di mio padre, medico condotto a Sant’Arcangelo, orgoglioso del successo del suo primo dei tre figli maschi. Antonio e Giuseppe gli altri due. Mi sono buttato sul penale perché garantiva il guadagno immediato e così ho cominciato a sentire “u frusc” dei soldi, i primi e tanti, fino a guadagnare un milione in un mese, con cui ho vissuto bene da giovanotto. Mi sono dannato l’anima, ma ho potuto comprarmi uno studio di fronte al mio, fino a diventare un “nome” conosciuto nell’ ambiente forense di Milano. Allora sì che mi potevo considerare un vero avvocato.”

– “ La tua è stata ed è, visto che non appendi ancora la toga al chiodo, una carriera brillante, durante la quale hai scritto importanti testi giuridici, cosa che ti ha proiettato secondo, nella Top Ten degli avvocati milanesi, prodromo alla meritata medaglia d’oro, a dicembre del 2008, per i cinquanta anni di carriera e meriti speciali ed ora compiuti i sessant’anni di professione nel 2018.

– “Quello, caro Giovanni, visto che eri presente, fu sicuramente, uno dei giorni più belli della mia vita lavorativa, perché era il meritato coronamento dei miei sacrifici, delle mie giuste ambizioni, dedicata subito ai miei genitori e a tutta la mia famiglia. Una grande emozione, oltre che una immensa gioia, in un giorno di festa che non scorderò mai.”

– “ Intanto, però, non ti è bastato mezzo secolo di lavoro, se ogni giorno, esclusi i viaggi di esploratore del mondo, dalle sette del mattino sei ancora seduto su quella poltrona, a combattere con i codici, come se cominciassi ora. La pensione per te non arriva mai?”

 

– “ Beh, in verità ho mollato tanto, perché parte del lavoro è passato a mio figlio Diego, avvocato anche lui. Il riposo è tale se continui a fare altre cose piacevoli. Io, tra l’altro, scrivo tanto, essendo anche giornalista pubblicista. Mi diletto a scrivere, oltre a testi giuridici e collaborazioni con vari giornali specializzati, libretti di poesie, che poi regalo agli amici, a Nata le. E’ un modo per stare in esercizio e coltivare l’amicizia. E’ un diletto passionale.

“A proposito di amicizie, buona parte del tuo tempo l’hai spesa per aiutare gli altri e specialmente i corregionali e questo ti ha permesso e ti permette, ancora oggi, di rinsaldare sempre più i legami affettivi con Sant’Arcangelo e la Lucania , in genere. Come è cambiata, se è cambiata, secondo te, la nostra regio- ne?

– “Hai detto proprio una cosa sacro santa. I lega mi con la nostra Terra sono sempre sta ti saldi. La nostra Famiglia è lì dal 1493 ed ha sempre agito per la crescita del Paese e ne è brillante esempio la nostra Torre Molfese, oggi diventata sede di conferenze e Centro Studi e la donazione della nostra imponente biblioteca, con tanti testi rari, al Comune di Sant’Arcangelo. Per quanto riguarda, poi, la mia disponibilità verso gli altri, ti ribadisco che è proprio una magnifica caratteristica dei Molfese. A Milano, specialmente nei tempi dell’immigrazione, il mio studio è stato un continuo passaggio di paesani, che andavano assistiti nelle prime necessità. Oggi è ancora così e ne sono fiero. Per quanto riguarda il cambiamento dei nostri paesi, io trovo che molte cose siano migliorate, a cominciare dalle scuole, fino ad arrivare all’assistenza medica. Bisogna, piuttosto, abbandonare quella parte di invidia, che ancora esiste, purtroppo.”

E’ sera e ci sarebbe ancora tanto di cui parlare; quasi quasi mi vien voglia di chiedergli “cosa farai da grande”. Non lo faccio, perché so già la risposta: avvocato di tutti, integerrimo difensore della Legge.

 

Alcuni dei testi giuridici scritti dall’avvocato Molfese.
Codice della strada e regolamento. Annotato con la Giurisprudenza; Limiti di velocità e guida in stato di ebbrezza; La circolazione giuridica degli autoveicoli (Cedam); Risarcimento da incidente stradale con valutazione medica; Salute e sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Normativa comunitaria (Giuridiche Simone); Guida in stato di ebbrezza e sotto l’effetto dei psicofarmaci; Infortunistica stradale (Feltrinelli). Storia del brigantaggio dopo l’Unità (Feltrinelli); Guida dell’Ungheria (Sugarco)

 

 

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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