
pietro simonetti
Sono arrivati i navigator. Giovani laureati in cerca di occupazione anche essi ma che per prima cosa debbono cercare occupazione per gli altri. Il tempo di dargli una sedia, un computer e poi … che Dio ce la mandi buona. Come mettere insieme offerta e domana di lavoro è difficile già nelle regioni ad alto tasso di sviluppo, in quelle a basso sviluppo o in sottosviluppo diventa impresa titanica, quasi al limite del miracolo. E dunque bisogna fare un pian che per prima cosa metta insieme le prooste nazionali, le leggi e l’esperienza delle regioni in ordine al mercato del lavoro, agli indirizzi occupazionali, alla tendenza dell’economia a viaggiare sui servizi nuovi anche ad alto tasso informatico. Significa un piano pluridisciplinare che abbracci la formazione, i nuovi mestieri, le esigenze della imprenditoria locale, la progettazione e creazione di nuovi settori lavorativi in armonia con la cosidetta economia circolare che fa della’ambviente non un costo ma una risorsa. Un pezzo importante per la messa a punto e l’attuazione del piano è rappresentato, come giustamente viene rilevato nell’articolo di Rocco Rosa, dalla gestione della forza lavoro attualmente impegnata nel comparto della forestazione, della tutela ambientale, del reddito di inserimento regionale e di inclusione, lavori utili che ammontano a circa 10 mila persone ai quali si andranno ad aggiungere gli 11 mila persone del reddito di cittadinanza nazionale.
Si tratta di una risorsa importante che necessita di formazione, anche continua, oltre alla riprogrammazione degli interventi di tutela ambientale che non può riguardare solo gli interventi in conto capitale, giacchè la messa in sicurezza del territorio viene innanzitutto da una presenza dell’uomo sul territorio stesso. Immaginate una casa che resta vuota per dieci anni: è difficile che bossa bastare la manutenzione ordinaria, occorre qualcosa di più complesso e costoso che riguarda gli impianti, l’obsolescenza delle reti, l’eliminazione delle muffe, la ristrutturazione. Ebbene siamo riusciti ad abbandonare le strade per decenni e come esse siano ridotte sono sotto gli occhi di tutti. cunette intasate, piene di rifiuti di ogni tipo, strade dissestate, rappezzi dovunque. Tutto questo è stato dimostrato essere più costoso del mantenimento di un uomo su un pezzo di territorio, che vigila, che segnala anomalie, che interviene a TENERE PULITE LE STRADE. Ovviamente gli esempi vanno in altre direzioni, dalla bonifica, alla forestazione produttiva, alla salvaguardia del territorio, alal vigilanza sulle dighe Togliere l’uomo da questi servizi si è rivelato il pèiù grande sbaglio di una falsa ricerca dell’efficienza intesa semplicemene come privatizzazione della componente lavoro. La quale perde dignità, perde importanza, e perde soldi per il fatto che ogni ditta che prende in apaplto un servizio, la prima cosA che fa è RECLUTARE MANO D’OPERA A BASSISSIMO COSTO. Quindi è giusto pensare ad un ricongiungimento verso, purchè il pubblico impari a lavorare da privato, cioè da imprenditore che sa organizzare e far lavorare al meglio gli operai.
Ovviamente c’e’bisogno di una tecnostruttura di scopo, che puo’essere generata dalla Agenzia regionale del lavoro con il coinvolgimento degli enti e delle parti sociali.
Una Task Force che coordini la riprogrammazione degli interventi, le dotazioni tecnogiche, le risorse per gli interventi formativi, anche coivolgendo gli Enti Bilaterali dei diversi comparti che possiedono risorse finanziarie derivanti dalle trattenute sui datori di lavoro e dipendenti che in questo momento, nella stragrade maggioranza dei casi non generano servizi.
Senza questa strumentazione sarà difficile adeguare il ruolo dei Centri per l’impiego e dare un ruolo non solo ai navigator ma a tutto l’organico in forza all’agenzia , che conta oltre trecento persone.ensare che l’organico della Agenzia che complessivamente attestera attorno 300 unita’.
La novita” del 2019 è che esiste, in generale, una copertura finanziaria per 3 anni per circa 21mila persone sulla base delle risorse nazionali, regionali ed europee.
Si tratta di un dato di grande importanza che se utilizzato adeguatamente può aprire prospettive diverse agli stessi fruitori del reddito di cittadinanza, che non dovranno andare fuori regione epr trovare un lavoro a mille euro al mese, una soluzione che ovviamente non può essere accettata perchè significherebbe non lasciare niente a casa .
In questo quadro sarà ‘importante affrontare il nodo dell’anafabestismo di ritorno e la bassa qualificazione di circa 32mila iscritti ai centri per l’impiego in possesso solo di licenza elementare o media con specifici interventi utilizzando il sistema scolastico ed i fondi Fse e Pon, questi ultimi poco utilizzati per mancanza di assistenza tecnica per la progettazione e la candidatura.
Siamo di fronte alla possibilita’ di costruire una svolta utilizzando le esperiene utili e positive in atto e superando la lamentazione e la ritualità dello sconforto . Un protagonismo che avrebbe come prima conseguenza il miglioramento delle dinamiche demografiche in questa regione.