L’ALCOOL E LE RESPONSABILITA’ NEI SERVIZI PUBBLICI

0

Antonio Molfese-medico

 

Re Salomone diceva: ”lasciate che i poveri bevano: magari fino ad ubriacarsi. Solo così riescono a dimenticare il loro stato”. Oggi alcolismo e stato sociale non vanno più a braccetto; si beve non soltanto per dimenticare, ma perché sono cambiate le abitudini alimentari e sociali in tutto il mondo. Il lato del problema che ci interessa, in questo articolo, è la prevenzione rispetto all’uso di alcool nei servizi essenziali, una prevenzione che in Italia è superficiale quando non esistente. Ricordo che anni fa in una conferenza internazionale sul tema , fu affrontato con approfondimenti tematici il problema di come controllare il personale nell’ersercizio di funzioni importanti per la società.

Dopo aver descritto nei dettagli il problema dell’alcolismo in Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia, venne illustrato come si presentava in Italia il problema, con particolare riferimento ai danni fisici e psichici che esso comportava, e si parlò delle misure da adottare nella organizzazione dei servizi di prevenzione e nella valutazione dei metodi di trattamento e cura. dei danni fisici e psichici causati dalle bevande alcoliche.

Fu affrontato anche il problema dei danni causati da guida di autoveicoli sotto l’influenza di b. a, furono illustrate nei dettagli le rigide leggi che venivano applicate in questi paesi del nord Europa per contenere al massimo il fenomeno e furono proposte metodiche allora innovative per contenere e prevenire i danni.

Si proponeva, per rendere efficiente il lavoro sul campo, un controllo a due stadi: il primo mediante l’uso della saliva, che mostrava in pochi minuti una misura indicativa dell’alcolemia nel sangue, ed un secondo controllo con l’etilometro, che, mediante l’aria espirata, dava risposte più precise.

Altro strumento proposto fu il luminometro, messo a punto a Berkley (California), mediante il quale un sensore posto alla sommità di un microfono captava ogni piccola quantità di alcool volatile e lo convogliava verso un enzima, la luciferasi, per innescare, in caso positivo, una reazione luminosa che era tanto più intensa quanto maggiore era la quantità di alcool volatile emesso con il respiro.

Si proponeva di porre lo strumento all’ingresso delle autostrade; il guidatore premeva un pulsante per ritirare lo scontrino, dopo averlo richiesto con un comando a voce, dall’aria espirata l’apparecchio determinava la quantità di alcol presente nel sangue.  Si sarebbe così potuto eseguire un controllo sul traffico in entrata in autostrada di persone eventualmente sotto l’effetto di bevande alcoliche e quindi non idonee alla guida. Le proposte, anche se all’avanguardia, non furono prese in considerazione.

Certamente questo metodo sarebbe servito per i due conduttori di un treno ultraveloce italiano (sospesi dal servizio per intervento provvidenziale del capotreno), qualora un apparecchio fosse stato posto nella cabina di guida per rilevare che non erano idonei a svolgere la loro funzione. Per i guidatori di auto, anche private, si potrebbe intervenire in modo che il motore non si accenda in caso di tasso elevato dell’alcolemia. Dovrebbe essere uno strumento presente in macchine (aerei, treni, autoveicoli) che si muovono veloci, molto pericolosi se alla guida vi è un soggetto non in grado di farlo.

Le statistiche dicono che in Europa muoiono 10000 persone per incidenti alcol-correlati (2012), oltre un terzo dei 28000 morti per incidenti stradali nell’Unione Europea. In Italia sono 1100/1300 (dati ISS) i morti alcol-correlati (2012). E non c’è ncora un piano organico, con approcci multidisciplinari che riguardano LA PREVENZIONE  sulla strada come nei luoghi di lavoro, come nei servizi di trasporto. Il tutto è lasciato al controllo dei veicoli circolanti, che , come è giusto che sia, è una sorta di sorteggio a chi viene fermato.

Condividi

Sull' Autore

Avatar

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

Lascia un Commento