
PIETRO SIMONETTI
Al tempo della contrattazione e delle vertenze il movimento sindacale, come fece per la ricostruzione post sisma, ma anche per l’irrigazione, la vertenza Basilicata e tante altre storie, indicava obbiettivi, risorse da utilizzare E tempi. Le vertenze si costruivano con precise controparti. I datori di lavoro, il Governo Nazionale e quello regionale. Si costruivano alleanze, si definivano percorsi di lotta e appuntamenti per ottenere i risultati prefissati. La storia è ricca di esiti positivi.
Da qualche tempo si è passati alla strategia del documento di programmazione da lanciare per rivendicare tavoli, momenti di attenzione in attesa di vedere cosa accade fino al prossimo documento.
Questa volta il Presidente della Giunta ha assicurato “attenzione”
Scorrendo il documento ultimo che propone il Patto emergono temi verticali ed orizzontali e risorse finanziarie che comprendono tutta la spesa Europea e Italiana che dovrebbe avere una ricaduta anche sulla Basilicata. Qui nasce la prima difficoltà: con quante risorse abbia a che fare?. Credo che nessuno lo sappia.
L’ultima vicenda sui miliardi destinati all’Acquedotto lucano illumina il contesto di improvvisazione e smarrimento.
Intanto la situazione del mercato del lavoro in Basilicata viene illustrata in maniera approssimativa e con annunci da oracoli, non essendoci un osservatorio che funzioni. Da tre anni l’unita operativa si occupa di altro al dipartimento e siamo fermi alla mancata nomina del Comitato scientifico. Ancora peggio va per l’Arlab, senza dirigenti da anni per la nota lotta a chi va dato l’incarico. In più l’attività formativa è praticamente chiusa.
Ancora peggio la situazione dei Centri dell’impiego che trattano servizi delicati e che dovrebbero metetre in atto politiche attive. I Cpi lucani vanno verso la chiusura per i pensionamenti e la mancata effettuazione dei concorsi per 70 persone. E questo mentre sono disponibili 1,5 milioni che restano nei cassetti.
Niente da dire sul fatto che non si definisca e approvi il Piano triennale fissato per legge. Una chimera, si provvede ogni tanto con un avviso per spendere i residui del Fondo Sociale Europeo.
Siamo di fronte ad una capacità distruttiva della Regione che opera per produrre disoccupazione.
Torniamo al patto. Immagino che in attesa di vedere le controparti pattisti convocare un tavolo forse occorre aggredire il tema degli strumenti e del funzionamento di strutture essenziali come sopra individuate.
Si può fare? Occorre fare, bisogna fare, è urgente fare ,se si vuole evitare che il nuovo documento proposto resti in attesa del prossimo.
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