I PONZIO PILATO DEL SUD E DELLA BASILICATA

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Si rimane sconcertati dal fatto che nonostante stia passando un autobus storico per il Sud, la classe politica meridionale non accenni minimamente a salirvi preferendo altri temi di discussione e di polemiche. L’autobus è storico perchè per la prima volta l’Europa ha buttato il cuore oltre gli ostacoli , vincendo gli egoismi e le ritrosie di alcuni Stati, per dimostrare da un lato vicinanza all’Italia e dall’altro che la via di una vera integrazione è possibile. Ed è storico perchè per la prima volta, rivolgendosi all’Italia, l’Europa le chiede espressamente di riunificare il paese facendo forti investimenti al Sud. Così che c’era da aspettarsi quanto meno che alle vox clamantis in deserto ( prima di tutti la Svimez), seguisse  una risposta di coloro che a vario titolo rappresentano la classe dirigenziale e istituzionale  di questa parte del territorio. Stupisce e sconcerta che parlamentari del Sud non abbiano trovato la forza di staccarsi  dalla perifericità in cui  questo tema centrale per il futuro del Mezzogiorno e dei giovani è stato collocato, tanto più in un momento della presentazione dei progetti all’Europa ( segno di quanto la partitocrazia e le candidature fatte dall’alto abbiano eroso il senso di responsabilità verso le popolazioni da parte degli eletti), ma soprattutto che neanche le Regioni interessate si stiano dando una mossa per dire “ci siamo, vogliamo contare e siamo uniti sull’obiettivo da raggiungere. Obiettivo che non è quello di arrivare al rispetto della quota del 34 per cento attraverso il percorso lungo di una progettualità tutta da fare, con i soliti sgambetti di soldi messi per memoria e dirottati al momento giusto verso esigenze più impellenti, ma quello di pretendere almeno l’istituzione di meccanismi e la creazione di regole, per superare lo squilibrio determinato dalla spesa storica e per pretendere da subito una nuova modalità di riparto  di spesa corrente e di spesa per investimenti, che tenga conto di questo disequilibrio.  Ci fosse una Cassa per il Mezzogiorno  saremmo sicuri che almeno per gli investimenti questi soldi decisi per il Sud sarebbero opzionati seriamente. Ma abbiamo, da un lato un governo che , al di là delle buone cose manifestate, è costituito da una pluralità di partiti che pensano la sera come far polemica la mattina , dall’altro la prospettiva affatto peregrina che alle prossime votazioni nazionali gli amici della Confindustria, i lecchini dei poteri forti, e i saltimbanchi che al Sud sollecitano la rabbia della gente e al Nord assecondano gli egoismi territoriali, al posto di questo Governo ce ne sarà uno che lavorerà in piena sintonia con gli interessi del Nord. La prova l’abbiamo avuto con l’accelerata data dal Ministro Erika Stefani  per portare a termine la nuova devoluzione di competenze alle regioni del Nord , a fronte di nessuna reazione di partiti che o stavano al governo o all’opposizione. Fortuna che qualche drink in più al Papeete Beach  ha determinato il miracolo di una caduta di un governo che remava contro  gli interessi veri di un Paese. Quella data e quel luogo dovrebbe essere meta di pellegrinaggio per quelli che credono nei miracoli.  In mezzo ci sono le Regioni meridionali che non riescono a parlare un linguaggio comune e a pretendere di essere consultati dal Governo e dal parlamento come portatori di interessi  della comunità meridionale in questa fase storica che riconosce la disuguaglianza territoriale. Le proposte sarebbero tante: da un comitato delle regioni  meridionali come interlocutore ufficiale specifico per le tematiche del Mezzogiorno , alla creazione di una commissione parlamentare speciale per il Mezzogiorno , alla individuazione di un soggetto economico pubblico capace di lavorare come una Partecipazione statale per tutto quello che attiene alla pianificazione degli interventi , alla concertazione con le Regioni e alle modalità straordinarie di accelerazione della spesa. Portiamo a casa qualcosa, prima che la voracità del Nord consumi questo ulteriore delitto politico e sociale. I patrioti sono finiti, così come gli Statisti veri, come i meridionali sti alla Fortunato o alla Salvemini. Oggi abbiamo una classe politica che in genere guarda più alla carriera che alle storture storiche e al modo di correggerle. Ci vorrebbe un altro miracolo che faccia capire loro che è il momento di dimostrare di essere al servizio di chi li ha eletti. Rocco Rosa

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Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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