I servizi sociali come volano di difesa e rilancio del territorio lucano

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riccardo achilli

 

 

Un comparto di attività che è sotto il controllo degli enti locali, e della Regione come coordinatore, è quello dei servizi di cura per l’infanzia e gli anziani. Tale settore non ha soltanto una valenza “difensiva”, ovvero di tutela di fasce deboli della popolazione, ma, ad esempio, alleggerendo le famiglie dagli oneri di cura, libera tempo ed energie da dedicare ad attività lavorative, incrementando la produttività di sistema. Ed inoltre, essendo un settore labour intensive, produce un gran numero di posti di lavoro semi-qualificati radicati, peraltro, nelle aree territoriali di maggiore marginalità, dove più intensi sono i fabbisogni di assistenza sociale.

In questo comparto, peraltro, rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, la Basilicata ha una tradizione consolidata, potendo contare su una tradizione di solidarietà e su reti corte di programmazione, pianificazione e gestione dei servizi sul territorio, dovuta alle piccole dimensioni. Però, ovviamente, ci sono anche lacune da colmare.

Qualche cifra può servire per inquadrare meglio la questione: al 2015, il 29% dei Comuni lucani è dotato di servizi per l’infanzia (asilo nido, micronidi o servizi integrativi e innovativi). Si tratta di un dato molto modesto, persino se paragonato al Mezzogiorno, dove è pari al 40%, per non parlare della media italiana, lontanissima (56,4%). L’assenza di tali strutture, soprattutto nelle aree più interne ed a minore popolamento, dove anche recarsi nel Comune più vicino dotato di tale servizio può essere molto difficile per evidenti problemi di collegamento, contribuisce ad influire sulla bassa natalità (ovviamente insieme ad altri fattori, fra i quali le condizioni economiche e reddituali delle famiglie, gli stili di vita, ecc.) ed in definitiva sull’invecchiamento e lo spopolamento che affligge tali aree, creando, in una sorta di circolo perverso, minori opportunità per l’insediamento di servizi sociali, e così via. Di fatto, la percentuale di bambini che usufruisce di servizi socio-educativi si aggira nell’intorno del 6-7%, per cui il carico di gestione di tale fascia di età continua a ricadere prevalentemente sulle famiglie.

Sul versante degli anziani, le cose vanno meglio, anche se con un margine di miglioramento ancora evidente. Con una percentuale di anziani trattati in assistenza domiciliare integrata superiore al 5%, ed un percentuale di anziani trattati con servizi domiciliari socio-assistenziali di altro tipo superiore all1%, la Basilicata è infatti fra le prime 5 o 6 regioni italiane, ma ovviamente il dato non è omogeneo sul territorio, e rischia di essere sottoposto a tensioni sia sul versante di un finanziamento pubblico decrescente (l’ADI pesa per quasi 3 punti percentuali sulla spesa sanitaria regionale), sia su quello di un livello di professionalità degli operatori che a volte andrebbe sottoposto ad interventi di miglioramento.

Ci sarebbero molte strade per incrementare tale settore sul territorio, ad iniziare da un potenziamento dei servizi volontari di vicinato, basati sul concetto di “economia del regalo”, in cui l’interscambio di servizi di assistenza fra individui potrebbe essere organizzato attraverso banche del tempo, con micro-progetti di valenza territoriale in cui il soggetto pubblico si occuperebbe della formazione e del coordinamento (ad esempio, il progetto di “tate familiari” che fu lanciato in Toscana anni fa, per supplire all’assenza di servizi pubblici per l’infanzia nei piccoli centri) per proseguire con l’utilizzo dell’innovazione tecnologica, ad esempio nella domotica, mirata ad offrire servizi ad anziani non autonomi.

Una strada più “istituzionale”, se vogliamo, potrebbe passare per la richiesta di accedere al programma “Servizi di Cura per l’Infanzia e gli Anziani” gestito a livello centrale dal Ministero dell’Interno, che, con le risorse dei PAC 2007-2013 sta offrendo servizi di cura per infanzia e anziani a circa 200 ambiti territoriali sovracomunali (che hanno il ruolo di pianificazione e gestione dei servizi) in quattro regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) sin dal 2012. Mettendo a disposizione le risorse regionali del PO FESR, la Basilicata potrebbe, con un accordo interistituzionale, fruire dell’expertise della struttura ministeriale addetta alla gestione di tale programma, acquisendo esperienze e modelli di pianificazione e gestione già consolidati nei contesti territoriali in cui opera il programma stesso.

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Sull' Autore

Quotidiano Online Iscrizione al Tribunale di Potenza N. 7/2011 dir.resp.: Rocco Rosa Online dal 22 Gennaio 2016 Con alcuni miei amici, tutti rigorosamente distanti dall'agone politico, ho deciso di far rivivere il giornale on line " talenti lucani", una iniziativa che a me sta a molto a cuore perchè ha tre scopi : rafforzare il peso dell'opinione pubblica, dare una vetrina ai giovani lucani che non riescono a veicolare la propria creatività e , terzo,fare un laboratorio di giornalismo on line.

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