Ai tanti problemi della Basilicata si aggiunge anche quello del ruolo e della funzione della televisione pubblica e privata in regione.
In tutte le lingue e in tutti i luoghi, quando si parla di radio e televisioni locali si parla sempre di coprire quegli spazi territoriali e socio culturali che le televisioni nazionali non fanno.
Le televisioni e radio locali devono fare informazione di prossimità anche per fare da traino allo sviluppo delle attività economiche e culturali sul territorio e, tra le tante funzioni, devono dare voce ai cittadini per rafforzare la democrazia, la libertà d’opinione e il pluralismo delle idee.
In Basilicata forse il problema è più marcato perché parliamo sempre di un territorio vasto ma poco popolato e con un tessuto economico debole che non sempre è sufficiente per potere affiancarsi e sostenere anche finanziariamente chi fa informazione e programmazione radiotelevisiva.
Anche per questi motivi, ma non solo, i cittadini lucani sono discriminati rispetto a quelli delle altre regioni, vedi Puglia, dove l’informazione locale garantisce un presidio quotidiano e costante.
A Potenza, e poniamo l’accento sull’informazione sportiva, accade anche di peggiorare in un momento favorevole, e mai successo prima, in cui abbiamo due squadre di calcio, il Potenza e il Picerno, che quest’anno daranno lustro alle rispettive comunità partecipando ad un campionato di serie C al cospetto di squadre del calibro del Bari, Catania Avellino, Reggina , Catanzaro, Ternana e tante altre.
Peggiorare, dicevo, perché i telespettatori sportivi di Potenza, Picerno e della regione in generale saranno privati, tranne accordi dell’ultimo momento, di vedere anche quelle due trasmissioni di calcio del lunedì e venerdì che TV Carina trasmetteva in diretta. La logica è di riempire il palinsesto di programmi che non interessa nessuno e di impedire di trasmettere programmi che interessa una buona fascia di telespettatori.
Entrare nel merito della gestione di una tv privata non è compito nostro; possiamo solo limitarci a criticare la programmazione, ficcare il naso nella programmazione della Tgr Basilicata forse ne avremmo più diritto trattandosi della nostra televisione pubblica.
Le istituzioni locali comunali e regionali, il Corecom e le stesse forze politiche potrebbero utilizzare la leva del servizio radiotelevisivo pubblico per sopperire ad alcune carenze sopra citate particolarmente nella nostra regione.
Basta chiedere con forza alla RAI nazionale dei fuori spazio su uno dei 12 canali e metterli a disposizione della comunità di Basilicata prima che i riflettori si spengano anche su eventi calcistici di cui la gente è maggiormente partecipe.
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